Fondo Unico per lo Spettacolo incrementato di 149 milioni di euro l’anno

Fondo Unico per lo Spettacolo incrementato di 149 milioni di euro l’anno

Il Consiglio dei Ministri del 23 marzo ha riportato il FUS ai livelli del 2009. Aggiunti 7 milioni di euro annui per enti ed istituzioni culturali, abolita la tassa di un euro sul biglietto per il cinema, inserito un piano straordinario per Pompei. Cambio della guardia alla direzione del MinBAC

Il Decreto Legge è stato approvato il 23 marzo ed è ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A proporlo sono stati il Presidente del Consiglio e il Ministro Tremonti.
Oltre all’incremento di 149 milioni di euro annui al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), sono stati stanziati 80 milioni di euro per la manutenzione e conservazione dei beni culturali
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7 milioni di euro l’anno per interventi a favore di enti ed istituzioni culturali; è stato abolita la tassa di 1 euro sul biglietto d’ingresso al cinema; si è disposto un programma straordinario di interventi conservativi per l’area archeologica di Pompei che permetterà alla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei di assumere 30 tra architetti, archeologi e tecnici; sono state aggiunte infine delle disposizioni che semplificheranno le procedure di gara e gli eventuali contratti di sponsorizzazione.
Le risorse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, presieduto dal Ministro Giancarlo Galan, fresco di nomina, sono pertanto reintegrate in maniera permanente.
Il Ministro ha accolto con soddisfazione il Decreto dichiarando in particolare che “non sono mancati in tempi recenti, articoli, editoriali, commenti, approfondite riflessioni sui problemi e sulle difficoltà che affliggono, ormai da tempo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con esso l’intero sistema culturale italiano. La verità è che bisognerà ripartire dallo 0,21 per cento del bilancio dello Stato, che è quanto, fino ad ora, è stato messo a disposizione del Ministero dei Beni culturali. Dico questo sapendo che a tutt’oggi sarebbe di soli 50 milioni di euro il fondo a disposizione per il complessivo patrimonio dei beni culturali italiani’. Naturalmente esprimo soddisfazione per quanto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri a proposito dei finanziamenti per il Fondo Unico per lo Spettacolo e per quanto stanziato a vantaggio della conservazione e della tutela dei beni culturali e per le attività promosse dagli Istituti culturali. Comunque, le cifre, le statistiche, i raffronti, i tagli, la mancanza di personale, le proteste, le dimissioni, gli scioperi hanno documentato nelle scorse settimane il drammatico stato in cui versa il mondo che gravita attorno alla cultura del nostro Paese”.
Dopo aver ringraziato per la nomina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per averlo proposto, ammette di stare per assumere “un compito certamente non facile, anche se, da più punti di vista, davvero entusiasmante”.
Il cambio della guardia alla guida del Ministero c’è stato proprio il 23 marzo quando, durante il consiglio dei ministri, Sandro Bondi ha lasciato ufficialmente la poltrona a Giancarlo Galan.
Tornando al FUS, grande soddisfazione ha mostrato la CISL per il suo rifinanziamento in quanto sono state ripristinate le priorità indispensabili. Lo hanno dichiarato in una nota congiunta la Segretaria confederale Annamaria Furlan e il Segretario generale della Fistel-Cisl Vito Vitali.
Annamaria Furlan in particolare ha sottolineato “come il settore delle varie arti culturali ed il patrimonio culturale stesso, siano fra le risorse primarie del nostro paese sia in termini economici che di immagine. È importante che si sia soprasseduto all’addizionale di un euro sui biglietti del cinema per finanziare le altre attività culturali – che avrebbe potuto portare ad un corto circuito dell’intero settore – e che, contestualmente, si apra lo spazio per  discutere una riforma che dia possibilità di programmazione e certezza di risorse agli operatori pubblici e privati”.
Vito Vitale ha aggiunto che “la mobilitazione condivisa dell’intero settore, sia da parte sindacale che da parte datoriale, a tutela del patrimonio culturale e delle preziose professionalità in esso coinvolte, ha consentito nuovi e più confacenti indirizzi governativi per la tutela e lo sviluppo del settore”.