Toscana. Finanziamenti alle imprese colpite dall’Alluvione a dicembre 2009

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Toscana. Finanziamenti alle imprese colpite dall’Alluvione a dicembre 2009

Un nuovo bando di 1 milione e 300 mila euro diretto alle imprese non agricole colpite dall’alluvione del Natale 2009. Possono avvalersene le imprese che ancora non hanno presentato domanda di rimborso alla Regione. Scadenza del bando: 30 aprile 2011

L’ordinanza è stata firmata dal Commissario Straordinario per l’alluvione Enrico Rossi, il quale ha spiegato che si tratta di un’ulteriore opportunità “che ho deciso di concedere a coloro che, per vari motivi, non sono stati finora in grado di presentare le domande e che rischiavano così di essere totalmente esclusi dai contributi previsti. A loro daremo le stesse facilitazioni fornite alle imprese che hanno già ottenuto i fondi: concederemo fino al 50% dei danni subiti da immobili, macchinari e attrezzature, rimborsi fino al 30% del valore delle scorte andate perdute e del 50% per i beni mobili registrati, anche se, per questa tipologia, l’importo non potrà superare i 10.000 euro”.

La domanda, firmata dal legale rappresentante, va consegnata a mano o inviata tramite Raccomandata con ricevuta di ritorno alla Fidi Toscana SpA Fidi – Piazza della Repubblica nr. 6 CAP 50123 Firenze – entro il 30 aprile 2011.
Secondo il Commissario Straordinario, dovrebbero essere una trentina le imprese che possono partecipare al bando e che potranno di conseguenza accedere al milione e 300 mila euro.
Finora sono stati erogati più di 17 milioni di euro alle 250 imprese non agricole colpite dall’alluvione che ha sommerso un’ampia area della Regione tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010.
L’alluvione aveva interessato tutta l’area compresa tra Lucca, Pisa, Massa e Prato: erano esondati i fiumi Serchio e Ombrone nonché numerosi torrenti; c’erano state numerose frane a Pistoia in Lunigiana e in Garfagnana; si erano dovute chiudere le strade, comprese quelle ad alta circolazione. L’intervento della Protezione Civile era stato massiccio ed erano state evacuate centinaia di famiglia, mentre altrettante persone, che si erano riparate sui tetti, erano state portate in salvo. Persino da Roma erano partite intere colonne di vigili del fuoco per prestare soccorso agli alluvionati.
Alle imprese coinvolte dalla catastrofe che non hanno ancora presentato una richiesta per i danni subiti verrà dunque data questa opportunità, ovvero di ricevere dei contributi in conto capitale per ripristinare i beni danneggiati o ricostruire quelli distrutti dall’alluvione.

I dettagli del bando

Beneficeranno del bando le imprese operanti in ogni settore economico ad eccezione di quello agricolo, che abbiano sede legale o operativa nei comuni alluvionati. Esse devono aver subito dei danni ai beni di proprietà aziendale oppure a beni di terzi ma che occorrevano loro per l’esercizio dell’attività di impresa.
Verranno rimborsate le spese realizzate a partire dal giorno successivo all’alluvione per ripristinare o ricostruire i beni danneggiati o distrutti. Le spese ammissibili sono pertanto quelle relative a:
Lavori di ripristino degli immobili adibiti ad unità produttiva o ad uso ufficio, le aree attrezzate e gli impianti fissi in genere;
ripristino mediante riparazione o riacquisto di macchinari, impianti e attrezzature;
ricostituzione di scorte danneggiate o distrutte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti;
beni mobili registrati;
sospensione dell’attività.
Sono anche ammissibili le spese per il ripristino dei beni danneggiati o distrutti di proprietà di terzi, se detenuti a titolo di noleggio, leasing, comodato o contratto di riparazione, revisione o altro titolo legittimo di possesso. Ovviamente non sono ammissibili le spese relativi a danni su immobili abusivi non sanati.
Le spese ammesse all’agevolazione devono essere effettuate entro 12 mesi dalla data di ammissione a contributo che è pari al 50% per gli impianti, le strutture, i macchinari e le attrezzature; al 30% per le scorte.
Il contributo è pari al 50% anche per i beni mobili registrati purché il loro importo non superi i 10 mila euro.
Come sempre l’IVA è esclusa dal contributo.

Come si determina l’entità del danno subito

Sono stati stabiliti dei criteri per stabilire l’ammontare del danno che viene rimborsato. Per il ripristino di porzioni di immobili danneggiate, fa fede il costo di ripristino purché venga effettuato con lo stesso materiale e le stesse tecniche utilizzate per il resto dell’immobile.
Per il ripristino di impianti, macchinari e attrezzature il valore è determinato dal costo sostenuto per riacquistare il bene o, se il danno era riparabile, dal costo per il suo ripristino – che comunque non deve eccedere il valore del bene stesso.
Anche per il ripristino delle scorte il principio è lo stesso: il costo per il loro riacquisto o, se si tratta di semilavorati o prodotti  finiti, il costo per riprodurli senza considerare i margini operativi.
In relazione ai beni mobili registrati – il cui valore non può essere inferiore ai 3.500 euro, il valore del danno è dato dalla quotazione di mercato pubblicata sui listini delle riviste specializzate (ad esempio su Quattroruote, su Motociclismo, ecc.) del gennaio 2010 a meno che il bene non sia riparabile, nel qual caso il costo della riparazione deve essere esplicitato da fatture o preventivi di riparazione.
Infine, se si è stati costretti a sospendere del tutto l’attività a causa dei danni subiti, il contributo si basa sull’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Esso si valuta in 365imi, ovvero si divide il reddito prodotto in un anno per 365 e poi si moltiplica per il numero di giorni in cui l’attività produttiva è rimasta ferma.
Il reddito prodotto è quello indicato nel quadro RN della dichiarazione dei redditi alla riga RN 1, ad eccezione delle società di persone, dove è indicato alla riga RN2.
La sospensione dell’attività deve essere durata almeno 6 giorni lavorativi.
L’esistenza del danno è accertata sulla base di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dal richiedente per quanto concerne gli importi fino a 25 mila euro; sulla base di una perizia giurata di un professionista abilitato o di un dipendente pubblico se è superiore a tale cifra. Sono abilitati solo i professionisti iscritti a un ordine o a un collegio.

Per ricevere ulteriori informazioni si può telefonare ai numeri: 055.2384255 (Catia Gabbrielli), 055.2384224 (Paola Lamandini).