Ai proprietari dei boschi della Toscana un finanziamento da 40 milioni di euro

bosco in Toscana

Ai proprietari dei boschi della Toscana un finanziamento da 40 milioni di euro

Verranno dati 200 euro annuali per ogni ettaro di boschi ai proprietari per la durata di 7 anni. In cambio essi devono impegnarsi alla cura e alla manutenzione delle aree boschive allo scopo di prevenire frane, alluvioni e incendi. Le domande vanno presentate entro il 15 maggio

Togliere le ramaglie, pulire le radure, tagliare i boschi senza utilizzare macchinari pesanti: queste le operazioni di cura che si richiedono ai proprietari del milione di ettari di boschi della Toscana i quali in cambio avranno 200 euro ad ettaro per 7 anni.

Il piano regionale prevede un’uscita complessiva di oltre 40 milioni di euro da destinarsi in parte anche agli enti locali (comunità montane, associazioni di Comuni, Province).
Gli interventi finanziari partiranno dalle provincie di Lucca e di Massa e Carrara le quali avranno a disposizione 7 milioni di euro da subito per lanciare i bandi. Queste due province infatti sono state colpite lo scorso autunno da frane e alluvioni pertanto hanno la priorità.
La Regione Toscana è la più boscosa d’Italia, 1 milione e 100 mila ettari di boschi di cui un milione appartiene ai privati e il resto al pubblico demanio.
L’assessore regionale all’agricolture e foreste, Gianni Salvadori, ha dichiarato che questo tipo di incentivo rappresenta “una novità assoluta in Europa sul piano forestale”. Si tratta infatti di operazioni di manutenzioni semplici ma che hanno “una valenza collettiva” per la prevenzione dei dissesti naturali.
Ad esempio bisogna evitare che i rami caduti e la boscaglia incolta diventino esca per gli incendi o le malattie per questo occorre ripulire radure e fossi. Occorre tagliare i pini e lasciare crescere le specie autoctone come le querce. Occorre altresì facilitare la crescita degli alberi di alto fusto, poiché le loro radici trattengono il terreno ed evitano le frane. Insomma occorre eseguire tutte quelle piccole opere di manutenzione che rappresentano il più efficace sistema di difesa dal rischio idrogeologico e che oggi purtroppo sono state abbandonate dai proprietari dei boschi e delle foreste.
Per gli interventi che verranno finanziati, nell’arco dei 7 anni la Regione effettuerà dei controlli: ci saranno almeno 3 ispezioni sulle singole proprietà i cui tenutari dovranno aver segnato su un apposito registro aziendale tutti gli interventi da loro effettuati.