Italia al voto: il peso delle donne in politica

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Italia al voto: il peso delle donne in politica

In queste elezioni, solo il 14% dei candidati era donna. Alla Campania il triste primato di Regione con meno donne candidate. Le Marche la Regione più virtuosa. Dati e curiosità sulle candidature femminili per constatare se esiste realmente la parità democratica

Sono stati quasi 4 mila i candidati alla poltrona di Sindaco per la tornata elettorale 2011 (3977 per l’esattezza). Secondo una ricerca Comunicare-Anci su dati del Ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel, gli uomini erano 3421, ossia circa l’86% del totale. Il restante 14% era rappresentato dalle 556 donne in corsa.

La percentuale più bassa per numero di candidature in rosa alla carica di Sindaco, proporzionalmente al totale, è la Campania, con 30 donne in corsa per le 151 poltrone da sindaco contro i 385 candidati maschi, pari al 7% del totale.

Sono invece le Marche la regione più virtuosa in fatto di democrazia paritaria: per i 29 comuni sotto elezioni corrono 77 candidati sindaco, 63 uomini e 14 donne, con una percentuale rosa pari quindi al 18% del totale.
Al contrario, una sfida tutta al maschile si registra in ben 800 Comuni italiani, sparsi in modo omogeneo tra le 18 Regioni interessate.

 

Le donne in lista: il raffronto con le ultime elezioni

Napolitano - Donne in PoliticaE se la parità tra uomini e donne è ancora lontana anche nelle candidature ai principali ruoli amministrativi, bisogna comunque notare che i numeri sono andati a migliorare: la percentuale di aspiranti sindaci e presidenti al femminile è aumentata tra il 10 e il 15% rispetto alle ultime elezioni, tanto a sinistra quanto a destra.

C’è da dire che a rispettare maggiormente il disegno di legge che imporrebbe il 30% di presenza femminile nelle liste firmato dal Ministro per le Pari opportunità Carfagna sono state le liste di centrosinistra. Guardando soprattutto alle grandi realtà come Milano, Bologna, Torino, o Napoli si nota che il centro-sinistra ha raggiunto una rappresentanza femminile pari circa al 35%, contro il 20% del 2006. Il centro-destra oscilla intorno al 20%, contro il 10% di 5 anni fa.

Non essendo ancora un testo di legge, in merito alle quote rosa i partiti hanno optato per indicazioni di principio rispettate più o meno ovunque. Il Pd ha deciso che le sue liste, già per queste elezioni, avrebbero rispettato la soglia del 30% di candidature femminili. Tra le realtà più virtuose citiamo Bologna e Milano, dove il Pd ha presentato addirittura liste al 50-50.
Per quanto riguarda Pdl e terzo polo, l’indicazione del centrodestra è stata quella di inserire il numero più alto possibile di donne in lista: concretamente si è tradotta con un 20% di donne candidate.

La democrazia paritaria di Anci e Ministero per le Pari Opportunità

In occasione delle elezioni amministrative Anci e Ministero per le Pari Opportunità hanno portato avanti una campagna di sensibilizzazione in favore della ‘democrazia paritaria’. Una iniziativa nata per rispondere ad una situazione che vede 2.285 Comuni – il 32% del totale – guidati da giunte in cui la componente femminile è del tutto assente, e per arginare un tasso di partecipazione femminile agli organi di governo dei Comuni che si attesta al 19%.

In concreto ai candidati e alle candidate alla carica di Sindaco è stato chiesto di rispondere ad un appello congiunto di Anci e Ministero per impegnarsi, in caso di vittoria e quindi di elezione, ‘ad operare attivamente per una assunzione di responsabilità concreta verso le esigenze della popolazione femminile – si legge nell’appello – a partire da una equa rappresentanza di genere nella composizione della giunta comunale, in coerenza con lo spirito dello schema di DDL in tema di pari opportunità nell’accesso agli organi elettivi degli enti locali ed al lavoro pubblico’.

Il commento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il Capo dello Stato si dimostra da sempre un sostenitore delle pari opportunità e dell’importanza di una rappresentanza femminile vera ad ogni livello istituzionale e di governo, pubblico e privato. Lo ha confermato nel corso della sua recente visita a Firenze in occasione di un suo viaggio nei luoghi della memoria del Risorgimento. “A vedere le piccole percentuali di donne elette in Parlamento in Italia cadono le braccia”, ha detto Napolitano rispondendo alle domande dei migliori studenti universitari fiorentini nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. “C’é un problema generale di sottorappresentanza femminile in tutte le istituzioni e nelle aziende, ma il punto più nero è la rappresentanza nel Parlamento”.

Stando ai più recenti dati elaborati da Anci, sui 125mila amministratori in Italia le donne  rappresentano meno del 19% del totale, con i picchi più elevati al Nord.
Passando alla rappresentanza femminile al governo nazionale, si parla di 133 deputate alla Camera sul totale di 630 (21%), e di 58 elette al Senato sul totale dei 315 senatori eletti, una cifra di poco inferiore ad un quinto della totalità.

Il Presidente Napolitano è intervenuto anche sul tema delle quote rosa per i consigli d’amministrazione d’azienda. “Quello delle quote rosa è un metodo sbrigativo ma efficace – ha detto il Capo dello Stato – Sarebbe meglio dare prove collettive di impegno”.
Dare più spazio alle donne significa anche riconoscere, ha concluso Giorgio Napolitano, i loro meriti, “Vorrà pur dire qualcosa il fatto che siano sempre di più le donne a vincere in maggioranza nei concorsi pubblici, anche nell’ultimo concorso in magistratura”.

Agnese Fedeli

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