Lavoro manuale offresi. Gli italiani rifiutano

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Lavoro manuale offresi. Gli italiani rifiutano

Operai, muratori, meccanici, idraulici, elettricisti, autisti, camionisti, pulitori. Per questi lavori manuali ci sono posti liberi a iosa, ma gli italiani li rifiutano e vengono pertanto presi dagli stranieri, che nel giro di cinque anni sono stati assunti in 718 mila. 60 mila posti di lavoro sono attualmente vacanti perché le aziende non trovano personale. Questi i dati della ricerca CENSIS

Il lavoro manuale è uno dei pilastri del mercato del lavoro italiano, con 8 milioni e 357 mila occupati nell’anno 2010. In pratica il 36,6% degli occupati del nostro Paese svolge un lavoro manuale.

Ma se si confrontano i dati sulla disoccupazione con quelli emersi dall’indagine CENSIS non si può non constatare che ormai questo tipo di lavori non interessa più gli italiani, i quali stanno lasciando tutte le nuove opportunità di lavoro e di impresa agli stranieri. È crollato infatti il numero degli occupati italiani (-847 mila) ed è aumentato quello degli occupati stranieri (+718 mila, pari a una crescita dell’84,5%) nei posti di lavoro considerato manuale.

Questo tipo di lavoro comprende artigiani e operai specializzati (oltre 4 milioni di occupati), addetti agli impianti (quasi 2 milioni), lavoratori a bassa qualifica o senza qualifica (oltre 2 milioni).

Per la precisione, la graduatoria dei lavori manuali più diffusi è la seguente:

 

  • – addetti alle pulizie;
  • – muratori, carpentieri e ponteggiatori;
  • – autisti e camionisti;
  • – meccanici, gommisti e carrozzieri;
  • – piastrellisti, idraulici ed elettricisti;
  • – operai agricoli specializzati.

Ebbene, questi sono anche i lavori che offrono maggiori opportunità, ma che gli italiani rifiutano creando un “effetto sostituzione”. Oggigiorno infatti sono stranieri il 52% degli addetti ai servizi di pulizia; il 32% degli addetti al settore edile; il 30% degli addetti senza qualifica nel settore turismo.

Solo le donne riescono a mantenere stabile la loro presenza, anche se si tratta pur sempre di una presenza minoritaria (inferiore al 25%).
Eppure il mercato dei lavori manuali non conosce crisi: le aziende assumono e dichiarano di voler ancora assumere lavoratori manuali. Ci sono stati infatti 238 mila nuovi posti di lavoro nel 2010 e le aziende avevano dichiarato da tempo di doverli assegnare a operai.

Tanto per fare un esempio, l’8% delle assunzioni che le aziende dichiarano di dover fare sono di addetti ai servizi di pulizia, il 5% di muratori, il 3% di autisti o camionisti. Eppure le aziende dichiarano di avere difficoltà a trovare personale di questo tipo.

Attualmente sono vacanti e rischiano di restarlo, oltre 60 mila posti di lavoro perché i disoccupati li rifiutano o non sono in grado di svolgerli per scarsa preparazione, di questi ben 36 mila sono destinati ad operai specializzati e 15 mila a conduttori di impianti.
I posti vacanti sono per l’esattezza:

  • – 6.505 per muratori in pietra,
  • – 3.596 per meccanici,
  • – 3.408 per elettricisti,
  • – 2.409 per idraulici,
  • – 2.330 per meccanici e montatori di macchinari,
  • – 2.753 camionisti,
  • – 1.769 conduttori di macchine per il movimento terra,
  • – 4.596 per personale per le pulizie.

Gli altri posti vacanti sono destinati ai lavoratori non qualificati.

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