Le aziende cercano consulenti

Le aziende cercano consulenti

Uno studio di Enter Bocconi ed Ernst & Young rivela che nonostante la crisi le aziende continuano a ricercare consulenti nei settori dei media, dell’intrattenimento, delle telecomunicazioni e dei trasporti.

Il taglio dei costi da parte delle imprese ha provocato il taglio delle consulenze “direttive”, come quelle per l’organizzazione e la pianificazione strategica, ma ha permesso di aumentare la richiesta di consulenze legali e informatiche.  Questo uno dei risultati emersi dallo studio “Uscire dalla crisi, reinventando il business” realizzato da Ferdinando Pennarola e Olga Annushkina del Centro di ricerca Enter della Bocconi, in collaborazione con Ernst & Young; studio che ha analizzato come sono cambiati i rapporti tra imprese e consulenza tra il 2005 e il 2009 prendendo in esame 301 aziende dei settori media/entertainment, telecomunicazioni e trasporti (questi settori contano in tutto 3.918 aziende).

Solo nell’anno 2009 si sono ridotte della metà le aziende che hanno richiesto consulenze di direzione nel settore dei media, e si sono ridotte rispettivamente 30% e del 20% quelle dei settori trasporti e comunicazioni.

Le consulenze legali, tributarie e informatiche invece sono cresciute tra il 10 e il 20% in tutti i settori analizzati.
“La crisi ha effettivamente contribuito a ridisegnare i confini del rapporto consulenti – aziende clienti”, ha spiegato

Ferdinando Pennarola durante la presentazione della ricerca. “Molto di ciò che è percepito come ‘superfluo’ è stato tagliato e ne è testimone la riduzione delle spese di consulenza di direzione. Si sono invece conservati i rapporti con i servizi professionali più tecnici, ove l’azienda-cliente denota di aver operato una scelta di outsourcing di queste professionalità, preferendo quelle del mercato a quelle interne, purché le prime garantiscano una elevata qualità del know how apportato”.

 

I criteri per la selezione dei consulenti

Nello scegliere il consulente più adatto ai propri bisogni, le aziende danno maggior peso all’esperienza e alla qualità della proposta ricevuta. Le differenze però ci sono e dipendono soprattutto dai singoli settori in cui l’azienda opera  nonché dal tipo di consulenza. “Ad esempio”, spiega ancora Pennarola, “nel rapporto con le società di revisione è ritenuto più importante il brand della società, mentre nella consulenza legale contano soprattutto la presenza di un rapporto duraturo con l’azienda e di relazioni personali col top management”.

I motivi che spingono le aziende a rivolgersi ai consulenti, sono principalmente quelli di raffrontarsi con l’ambiente esterno, con specialisti del settore in cui si opera. Solo nel caso delle consulenze tributarie invece le necessità sono dovute alle difficoltà insite nelle modifiche delle leggi, che richiedono una persona sempre aggiornata.
Per quanto riguarda il pagamento dei servizi di consulenza, le imprese preferiscono una retribuzione “a corpo” (ovvero per il servizio intero) piuttosto che a “cottimo” (ovvero ad ore di lavoro).

In tutti i settori si tende a contenere le spese e il pagamento a corpo permette di risparmiare sia in denaro che in tempistica. Infatti, le aziende vogliono “consulenze mirate e concrete che prospettino dei risultati misurabili nel breve o nel medio termine” ha commentato Donato Iacovone, Managing Partner Ernst & Young Italia. “Oggi ancor più che in passato le aziende si aspettano un valore aggiunto dalle società di consulenza: delle competenze specifiche, una profonda conoscenza del settore e una capacità di aiutarle nell’innovare. In breve, il consulente è colui che trovandosi a contatto con più realtà deve fungere da stimolo per l’azienda e aiutarla a reinventare il business”.

Insomma il consulente deve essere in grado di assistere le imprese nella rivisitazione del proprio modello di business accompagnandole in quella che si rivelerà una vera e propria trasformazione dell’impresa stessa: un percorso complesso e articolato che esplora nuove soluzioni. “Per questo” come ha aggiunto Iacovone, “la competenza del consulente è sempre più strategica e finisce per diventare uno dei fattori che favoriscono l’innovazione e un catalizzatore del cambiamento”.

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