Rapporti di genere e violenza. Parlano i giovani

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Rapporti di genere e violenza. Parlano i giovani

Una ricerca tra gli adolescenti effettuata dalla Commissione Regionale Pari Opportunità del Veneto svela tristi verità: i giovanissimi maschi hanno ancora un’idea antiquata e disparitaria della coppia e nutrono ostilità verso l’altro sesso

Fedeltà, rispetto, comprensione. Secondo i giovani sono questi i presupposti per un durevole rapporto di coppia. Ma cosa ne pensano dell’uguaglianza tra i sessi, della violenza sulle donne e a quali stereotipi sono ancora legati?

Per dare risposta a questi interrogativi la Commissione Regionale Pari opportunità del Veneto ha promosso una ricerca tra gli adolescenti: “Violenza sulle donne. I giovani come la pensano?”, i cui risultati sono stati presentati lo scorso 21 aprile in provincia di Vicenza. A essere interpellato un campione di 1587 giovani veneti (788 maschi e 788 femmine), frequentanti le classi seconde e quarte di 13 scuole superiori di diverso indirizzo (licei, istituti tecnici e professionali).

Dalle risposte emerge come tra i giovani sia ancora molto diffusa una percezione disparitaria della coppia, soprattutto nel mondo maschile, ancora orientato verso il sessismo ostile, mentre le ragazze si sono dichiarate più emancipate e meno disponibili ad assolvere al ruolo tradizionale di “angelo del focolare”, segno che, pur con lentezza, la società italiana sta evolvendo verso gli standard già raggiunti da tempo in molti altri paesi occidentali.

Secondo i ricercatori del Crel Veneto (Conferenza regionale sulle dinamiche economiche e del lavoro), che hanno condotto i lavori, si possono delineare tre profili: i tradizionalisti, il gruppo più numeroso, 612 persone in prevalenza ragazzi (76,6%), provenienti da istituti tecnici e professionali (68,8%), che si dicono favorevoli al mantenimento delle relazioni asimmetriche, che riconoscono come frequenti nella società; gli inconsapevoli, 486, in maggioranza ragazze (56,1%) e che frequentano la quarta (57.8%) e sono dunque più grandi e consapevoli, hanno un atteggiamento benevolo nei pregiudizi con bassissimi indici di stereotipia. Percepiscono come poco frequenti i rapporti asimmetrici nella coppia ed esprimono un giudizio cauto sull’asimmetria; infine, gli egalitari, 477, di cui il 77,5% femmine e provenienti dai licei, che esprimono il minor grado di sessismo, sia ostile che benevolo, ma si collocano in una posizione intermedia per ciò che riguarda gli stereotipi di genere.

«L’indagine è stata anche il primo tassello di un mosaico più ampio che ci auguriamo potrà trovare ulteriore completamento in altre ricerche», spiega Mario De Amicis, vicepresidente del Crel, «nel tentativo di disegnare un’immagine dei nostri giovani più veritiera rispetto a quella di frequente restituita in modo amplificato e gridato dai media. Soprattutto riguardo a tematiche così delicate e “rischiose” come quella della violenza».

 

I rapporti

Tra gli aspetti indagati anche la rappresentazione del rapporto di coppia. Secondo i ragazzi intervistati, i fattori che più contribuiscono alla sua buona riuscita sono il rispetto dell’altro, la fedeltà, la comprensione reciproca, la condivisione delle emozioni e la capacità di comunicare. Meno importanti, invece, il livello di istruzione e culturale, la condivisione delle amicizie e l’indipendenza dei partner dal punto di vista economico.
Per quanto riguarda le asimmetrie di genere, si nota come le ragazze, soprattutto nelle classi quarte, siano maggiormente orientate verso una visione paritetica dei ruoli, al contrario dei ragazzi che invece tendono a confermare un’attribuzione piuttosto tradizionale dei ruoli, mentre le coetanee la rifiutano. All’impatto degli impegni familiari sulle possibilità di realizzazione professionale della donna viene data un’importanza relativamente bassa, anche da parte delle ragazze. È interessante notare, infine, come in alcuni casi emerga una netta disparità tra ciò che è considerato giusto e la percezione della sua effettiva realizzazione nella società, confermando una dicotomia tra la morale collettiva e la situazione reale.

La violenza

Per quanto riguarda la violenza di coppia la valutazione del comportamento violento sembra fortemente condizionata dal tipo di atto e dal sesso dell’autore e, fra i tre comportamenti proposti come “situazioni tipo” dal questionario (controllo, schiaffo, restrizione della libertà) è senz’altro lo schiaffo quello percepito come più frequente, sia dagli uomini che dalle donne. Ma sarebbe tipico degli uomini, mentre gli altri due comportamenti vedrebbero protagonisti con uguale frequenza uomini e donne. C’è poi il tema del tradimento, considerato molto più grave del comportamento violento stesso, giudicato più severamente dalle ragazze e dai più grandi, che valutano anche più deplorevole l’atto violento, rispetto ai compagni più piccoli.

Ad essere esplorate sono state anche le relazioni amorose degli adolescenti intervistati, per comprendere come vivano l’essere coppia ed in che modo agiscano le differenze tra i generi, nonché per indagare se, e in che misura, contengano forme di aggressività e di violenza. Al momento dell’indagine il 15,3% del campione dice di non aver mai avuto una relazione sentimentale; 613 intervistati, il 38,9% (di cui il 59,3% femmine e 53,3% di quarta) ha dichiarato di avere una relazione e 721 di averla avuta in passato. Sono i maschi ad essere mediamente più soddisfatti delle femmine dei loro rapporti di coppia, ed è chiaro come il grado di soddisfazione sia legato alla qualità della relazione stessa..

Per quanto riguarda l’essere stati testimoni di atti di violenza, diretta o indiretta, secondo quanto percepito e riferito dagli studenti, è emerso che si tratta di esperienza rara seppure presente. Sono le ragazze più dei ragazzi a dichiarare di aver messo in atto comportamenti simili a quelli descritti nel questionario e, viceversa, sono i ragazzi più delle loro compagne ad ammettere di essere più spesso stati vittima di una situazione di controllo, schiaffo o restrizione della libertà o di avere tradito. Più nel dettaglio, il controllo è meno frequente dello schiaffo e della restrizione della libertà. La gelosia, infine, sembra costituire per i ragazzi e le ragazze movente d’eccezione, a fronte del quale anche uno schiaffo può essere perdonato.

«Purtroppo le statistiche continuano a segnalarci che la violenza viene nella maggior parte dei casi perpetrata nell’ambito familiare» commenta Simonetta Tregnago, presidente della commissione, «spesso per i 7 milioni di donne che hanno subito una violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, il primo episodio è a opera del partner. È questo quadro decisamente sconfortante ad aver innescato l’esigenza di contribuire alla prevenzione e al contrasto di un fenomeno così odioso, valorizzando l’importanza dell’educazione in famiglia e a scuola. Ci auguriamo che quanto emerso possa costituire uno strumento utile per le istituzioni che si occupano di educazione e formazione dei giovani».

Elisa Innocenti

 

Allegati

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