Stage e tirocini di qualità. Firmato protocollo tra Regione Toscana e parti sociali

Toscana

Stage e tirocini di qualità. Firmato protocollo tra Regione Toscana e parti sociali

E arrivano 30 milioni di euro da destinare alla formazione lavorativa. La Toscana è la prima Regione d’Italia a disciplinare gli stage e i tirocini per evitarne un uso strumentale e distorto

Verrà stilata la Carta dei tirocini e degli stage di qualità e verrà proposta una Legge Regionale che disciplinerà una volta per tutte il difficile campo della formazione all’interno delle imprese, che spesso viene utilizzata semplicemente per sfruttare dal punto di vista lavorativo gli stagisti.

Verranno pertanto posti alle aziende dei vincoli precisi stabilendo esattamente cosa si intende e cosa ci si aspetta da un vero tirocinio.
L’intesa è stata raggiunta con la piena partecipazione dei rappresentanti regionali di Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confturismo, Lega Coop, i quali hanno firmato il protocollo insieme con l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini.

Il campanello d’allarme è suonato in questi ultimi anni – gli anni della crisi – quando si è visto aumentare in maniera abnorme l’uso di questo strumento formativo: dal 2008 al 2010 i tirocini nella Regione sono passati da 10.478 a 14.757, i tirocinanti coinvolti sono passati da 8.452 a 11.186. Indagando, si è compreso che le aziende preferivano, anziché assumere nuovi dipendenti con contratti di lavoro subordinato, utilizzare la scusa degli stage e dei tirocini per aumentare le proprie attività produttive.
L’assessore Simoncini ha ribadito che “il tirocinio è una misura di accompagnamento al lavoro, che serve a creare un rapporto diretto con l’azienda, sia allo scopo di arricchire il curriculum, che di favorire la possibile costituzione di un rapporto di lavoro. Proprio per evitare che questo si traduca in forme mascherate di sfruttamento e di precariato, come è successo in questi anni,  abbiamo deciso che ogni tirocinio o strage deve essere accompagnato da un piano formativo individualizzato, la cui applicazione sarà seguita da un tutor. Sono invece escluse dalla nuova normativa le attività curricolari promosse da scuole e università e la pratica professionale”.

Si è ritenuto pertanto indispensabile realizzare la Carta dei tirocini e degli stage di qualità, che indica ciò che si intende per tirocinio, i soggetti promotori, le modalità di attivazione e di applicazione, la durata, il trattamento economico. Tale Carta sarà attiva  dal 1 giugno 2011 e sarà il preludio alla Legge Regionale, prima in assoluto in Italia a regolamentare il rapporto lavoro/formazione diretta nelle aziende. In tale Legge, si proporrà che tutti i tirocini e gli stage fatti in Toscana abbiano un rimborso spese.

La Regione stessa ha messo a disposizione 30 milioni di euro da utilizzare nel triennio 2011-2013.

 

I tirocini in Toscana. Le novità dal 1 giugno

Promotori dei tirocini dovranno essere i seguenti soggetti:

  • – i centri per l’impiego,
  • – gli enti bilaterali,
  • – le associazioni datoriali,
  • – i sindacati ,
  • – i privati accreditati,
  • – le università.

Il tirocinio verrà attivato tramite una convenzione fra promotore e azienda ospitante che lo regolerà.
Esso durerà a seconda dei singoli profili professionali: da uno a sei mesi, per i profili base, fino ad arrivare a un anno per i più qualificati (per i disabili il tirocinio può essere esteso fino ad un massimo di 24 mesi).

Allo scopo di evitare l’uso distorto di questi strumenti, si sono inseriti dei criteri operativi stringenti, come ad esempio il fatto che tirocini e stage non possono sostituire contratti a termine, né possono essere usati stagisti o tirocinanti per sostituire il personale in malattia o in ferie o le donne in maternità. “Abbiamo inoltre stabilito” ha aggiunto l’assessore Simoncini “che l’impresa non può avvalersi per più di una volta dello stesso tirocinante o aver usufruito di cassa integrazione per attività equivalenti a quelle del tirocinio. Per questo abbiamo previsto la possibilità di attribuire borse di studio di 400 euro mensili (a titolo di rimborso spese) cui la Regione, a fronte dell’impegno garantito dalle aziende, contribuirà per 200 euro, nel caso in cui il destinatario sia un disoccupato fra i 18 e i 30 anni, mentre per i disabili l’importo sarà a totale carico della Regione”.

I doveri delle aziende

Ovviamente il tirocinio può essere utilizzato solo nei casi in cui le attività necessitino di un periodo formativo, pertanto il tirocinante non può ricoprire ruoli organizzativi all’interno dell’azienda, né può essere utilizzato per funzioni che non rispettino gli obiettivi del tirocinio stesso.
Per poter stipulare una convenzione per il tirocinio o lo stage, un’azienda deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • – essere in regola con la normativa per la salute e la sicurezza;
  • – non avere attuato licenziamenti nei 24 mesi precedenti;
  • – non avere procedure di cassa integrazione in corso.

Le aziende che al termine del periodo formativo decidono di assumere un tirocinante o uno stagista con un contratto a tempo determinato, avranno un premio dalla Regione, che consiste  in 8 mila euro (per l’assunzione di giovani fra i 18 e i 30 anni), elevabile a 10 mila euro se il tirocinante è un disabile.

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