Val d’Aosta, finanziamenti in materia di fonti energetiche rinnovabili

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Val d’Aosta, finanziamenti in materia di fonti energetiche rinnovabili: scade il 31 maggio il termine per presentare le domande

Una delibera della Giunta Regionale ha varato la concessione di complessivi 600.000 Euro per finanziare progetti finalizzati alla realizzazione di impianti dimostrativi per l’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili e per l’impiego di tecniche di efficienza energetica e di sistemi e installazioni a basso consumo energetico specifico

Si tratta di un testo legislativo che modifica in parte la legge regionale 3 gennaio 2006, n. 3, contenente Nuove disposizioni in materia di interventi regionali per la promozione dell’uso razionale dell’energia: fin da allora la Regione Autonoma della Valle d’Aosta aveva previsto di disciplinare le procedure finalizzate all’approvazione degli strumenti di pianificazione energetico-ambientale e di promuovere l’attuazione delle iniziative per il perseguimento delle finalità relative a questo tema. Il tutto allo scopo di diversificare le fonti energetiche e di rendere più efficiente e razionale l’utilizzo di quelle convenzionali, riducendo nel contempo l’emissione in atmosfera di gas inquinanti e capaci di alterare il clima.

Per facilitare questi compiti, la Regione aveva stabilito di istituire il COA Energia (Centro Osservazione e Attività sull’Energia) e di avvalersi della sua consulenza per la realizzazione di impianti dimostrativi per l’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili e per l’impiego di tecniche di efficienza energetica e di sistemi e installazioni a basso consumo energetico specifico, e aveva deliberato di concedere agevolazioni agli enti locali e ai soggetti privati che avrebbero realizzato tali impianti, per rimborsarli delle spese sostenute nella misura massima del 70 per cento della spesa ammissibile documentata per gli impianti dimostrativi; del 40 per cento per gli impianti non considerabili come strettamente dimostrativi ma rilevanti ai fini del miglioramento energetico del sistema monitorato; e del 10 per cento, comunque per un costo complessivo non superiore ai 10.000 euro, per le spese professionali del tecnico incaricato dello sviluppo del progetto dimostrativo.

L’ammontare dei contributi per ciascun progetto, per i privati, non può superare i 200.000 euro; l’agevolazione non è cumulabile con alcun altra sovvenzione di tipo comunitario, statale o locale, di qualsiasi natura.
La delibera emanata interviene chiarendo meglio i termini della legge regionale del 2006 ed estendendo i termini per la presentazione delle domande dal 2011: vediamo in dettaglio contenuti, destinatari e modalità di partecipazione.

Che cos’è un impianto dimostrativo: le caratteristiche dei progetti finanziabili

“Nell’ambito del risparmio energetico”, spiega la delibera, “si deve intendere con il termine “impianto” l’insieme di componenti attivi e/o passivi organizzati al fine di ridurre le perdite di conversione dell’energia e, comunque, di risparmiare combustibile fossile contenendo la produzione di gas climalteranti, a parità d’effetto utile finale. Il termine “dimostrativo” definisce l’attitudine di un impianto di carattere innovativo a mostrare, monitorandoli, i propri effetti positivi rispetto alle usuali tecnologie in un funzionamento abituale ed affidabile, allo scopo di diffondere le buone pratiche energetiche sul territorio. Il discrimine per la finanziabilità degli oggetti e delle opere dovrebbe essere la rilevanza del componente, attivo o passivo che sia, ai fini del risparmio di fossile, purché la stessa sia monitorata e divulgata”.

Alla gestione dei procedimenti amministrativi finalizzati alla concessione delle agevolazioni economiche per la realizzazione degli impianti dimostrativi è deputato il COA Energia: è questo ente, istituito presso Finaosta S.p.A., che dovrà individuare i progetti meritevoli del finanziamento ed erogare i contributi, destinabili esclusivamente ad impianti ancora da realizzare sul territorio regionale, con inizio dei lavori successivo alla presentazione dell’istanza.
Per consentirne il monitoraggio, sono vietati l’alienazione o il mutamento di destinazione dell’impianto prima di otto anni dalla data di ultimazione dell’opera, anche in caso di cessione della proprietà o della disponibilità del sito o dell’immobile in cui è installato.

Destinatari dei finanziamenti e modalità di presentazione delle istanze

Possono beneficiare delle agevolazioni, a titolo di rimborso delle spese sostenute, gli enti locali della Regione, i consorzi di enti locali e i soggetti privati operanti in Valle d’Aosta “con propria unità locale”, ossia con una struttura, anche articolata su più immobili, dotata di autonomia tecnica, organizzativa, gestionale e funzionale. È necessario che il soggetto richiedente, all’atto della presentazione della domanda, sia iscritto nel registro delle imprese o nell’albo degli artigiani, e abbia l’effettiva disponibilità del sito o dell’immobile destinato alla realizzazione dell’impianto dimostrativo. Se non ne è proprietario, il soggetto richiedente dovrà presentare insieme alla domanda l’assenso scritto del proprietario del sito all’esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’impianto dimostrativo, fatti salvi i diritti di terzi.
Se a proporre la richiesta è un condominio, la domanda dovrà essere presentata dall’Amministratore che allegherà la copia del verbale dell’Assemblea dal quale risulti l’autorizzazione ad effettuare l’intervento; in assenza di condominio la domanda di ammissione deve essere firmata da tutti i proprietari.

Le istanze devono pervenire entro il 31 maggio, con consegna a mano negli orari di apertura al pubblico, presso lo sportello “Info Energia Chez Nous” in Avenue du Conseil des Commis, 23 – 11100 Aosta (Ao), o a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento, esclusivamente all’indirizzo: COA Energia c/o Finaosta S.p.A. – casella postale 285 – Ufficio Aosta Ribitel – 11100 Aosta (AO). Ai fini della ricezione non fa fede il timbro postale ma esclusivamente il timbro di protocollo in arrivo di Finaosta S.p.A. – Servizio COA.
Devono corredare la richiesta un atto comprovante la piena proprietà o l’effettiva disponibilità del sito o dell’immobile su cui realizzare l’impianto dimostrativo (contratto di locazione o contratto di comodato registrati, corredati da idonea documentazione attestante l’assenso del proprietario all’esecuzione dei lavori); la visura camerale (per le imprese); la relazione in duplice copia descrittiva del progetto dimostrativo, che deve comprendere in ogni caso un computo metrico, con fotocopia degli elaborati progettuali e delle tavole grafiche del progetto (in duplice copia), approfonditi ad un livello di dettaglio tale da consentire la piena valutazione delle soluzioni proposte. Il progetto deve essere sottoscritto in originale da un tecnico abilitato, iscritto a un ordine o collegio professionale competente per materia, e recare l’apposizione del timbro da cui risulti la suddetta iscrizione. È ammessa la produzione, sempre in duplice copia, di ogni altro documento ritenuto utile ai fini della valutazione del progetto.

In caso di ottenimento dei contributi, l’iniziativa deve essere avviata entro un anno dalla adozione del provvedimento, e completata entro tre anni dalla stessa (cinque anni per i soli enti locali), pena la decadenza.

Il testo completo della delibera, con il fac-simile per la domanda, è consultabile sul sito istituzionale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta:

http://www.regione.vda.it/amministrazione/delibere/ui/documento.aspx?vis=vis&tipo=d&id=575899

Laura Carmen Paladino

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