Credito d’imposta alle imprese che hanno assunto

Credito d’imposta alle imprese che hanno assunto

La Regione Friuli Venezia Giulia mette a disposizione 10 milioni di euro per le imprenditrici e gli imprenditori che sosterranno l’occupazione. Il credito d’imposta verrà concesso alle imprese che ne faranno richiesta via computer a partire dall’11 fino al 30 luglio

La Regione ha sottoscritto un accordo con l’Agenzia delle Entrate per definire le modalità operative dell’azione compensativa, che sarà comunque controllata, oltre che dall’Agenzia stessa, dalla Guardia di Finanza.

Per inviare la domanda si dovrà usare la tessera sanitaria regionale poiché permette la firma digitale. Saranno allestite alcune postazioni dotate di lettore di smart card anche negli URP (Uffici Relazioni con il Pubblico) della Regione. In ogni modo, imprenditrici ed imprenditori potranno rivolgersi anche agli intermediari cui sono abituati (commercialisti, CAF, ecc.) per compilare le domande che dovranno poi essere inviate però direttamente dalle imprese e non dagli intermediari.

Il primo luglio partirà un periodo di prova per testare i dispositivi di autenticazione, dopo di che, dall’11 a fine mese, si potranno inviare le domande. Si è concesso un periodo di 20 giorni per evitare l’intasamento delle reti.
Il credito sarà concesso alle imprese che hanno assunto o che hanno stabilizzato i dipendenti precari ma anche alle aziende artigiane di panificazione.
Al momento del versamento delle imposte o di qualsiasi altro tipo di versamento nei confronti dello Stato, delle Regioni o degli enti previdenziali, si potranno detrarre le somme indicate con la giusta compilazione del Modello F24.
La Regione ha messo a disposizione una pagina informativa sul proprio sito, cliccando al settore tributi settore “contributi da utilizzare in compensazione” e presto verrà istituito anche un call center.

L’assessora regionale alle finanze, Sandra Savino, ha dichiarato che “di fronte ai vincoli di spesa fissati nel Patto di stabilità anche per i bilanci regionali, abbiamo deciso, al posto di erogare contributi, di rinunciare a
una parte delle entrate a favore delle imprese. Non è stato facile convince il Governo nazionale, ma abbiamo dimostrato di essere in grado di saper governare lo strumento del credito d’imposta”.