La Regione Marche contro la tassa sui danni per il maltempo di marzo

La Regione Marche contro la tassa sui danni per il maltempo di marzo

Contro la “tassa sulle disgrazie” che il Governo ha chiesto di applicare allo scopo di ripianare i danni provocati dall’alluvione, la Regione Marche ha presentato ricorso al TAR. Anche le imprese sarebbero soggette al tributo straordinario

 

 

È una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri quella che impone alla Regione di introdurre una tassa allo scopo di coprire i costi da sostenere per risarcire i danni, pari a 610 milioni di euro, provocati dal maltempo nel mese di marzo.
In pratica il Presidente ha comandato che la Regione trovasse da sé il denaro per affrontare la spesa straordinaria senza chiederlo, come da prassi, che sia lo Stato a sobbarcarsi tale onere finanziario.
Questa è stata la causa scatenante la reazione della giunta regionale delle Marche, la quale ha impugnato il provvedimento che prevede che si esegua una manovra di bilancio e che si intervenga sulle aliquote Irpef e Irap nonché si incrementi l’accisa sulla benzina.

Il Presidente della Regione, Gian Mario Spacca, ha asserito di aver intenzione di percorrere “tutte le strade che la legge ci consente per far valere le nostre ragioni e per dare risposte a un territorio che ha subito 610 milioni di danni. La solidarietà dello Stato non può mancare dopo che lo stesso Governo ha emanato la dichiarazione di ‘emergenza nazionale’, senza farla seguire da un’ordinanza, come sempre in precedenza era avvenuto”.

Il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) riguarda anche la nota inviata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile oltre che alle Marche anche ad Abruzzo e Basilicata, il 31 marzo 2011 con la quale si stabilisce che le Regioni debbano sostenere da sole ogni onere finanziario per la gestione delle emergenza senza poter più accedere al Fondo Nazionale di Protezione Civile. Tale nota interpreta le nuove norme del Decreto Milleproroghe, per il quale tra l’altro la Regione Marche ha già precedentemente presentato un ricorso alla Corte Costituzionale. Il Presidente Spacca dichiara che “’Tutti gli spazi di confronto con il governo nazionale si sono esauriti e le richieste che vengono dai territori devastati rimangono senza risposta da parte dell’esecutivo”.

Incaricato del ricorso al TAR è il prof. Stefano Grassi, del Foro di Firenze.

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