Orientamento al lavoro. Il Job Meeting: un’opportunità per fare la scelta giusta

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Orientamento al lavoro. Il Job Meeting: un’opportunità per fare la scelta giusta

Si è svolta al Palazzo dei Congressi di Roma, lo scorso 26 maggio, la nuova edizione del Job Meeting, un grande incontro rivolto ai giovani per promuovere iniziative di orientamento e consulenza professionale nell’ambito del turismo e del non profit. Per impedire la “fuga dei cervelli” dall’Italia

In oltre 50 stand si sono susseguiti incontri e seminari tenuti da personale esperto e qualificato per tutti coloro, giovani in particolare, che stanno per entrare nel difficile mondo del lavoro.

Dai workshop in materia di ricerca del lavoro nel non profit a quelli sulla scoperta delle proprie attitudini nel campo della grafologia, con l’esperta Cristina Sottotetti, consulente alla carriera, che, dopo la sua relazione, si è messa a disposizione di chiunque avesse voluto condurre gratuitamente un’analisi grafologica per conoscere le proprie potenzialità nell’ambito professionale.
E non solo: i seminari hanno approfondito settori emergenti e sempre più in via di sviluppo, quali il turismo e il web – le nuove professioni del futuro – ed hanno mirato a concentrarsi sull’importanza del curriculum vitae con lettera di presentazione annessa, quale miglior punto di partenza per entrare nel mondo lavorativo. Cv Clinique, infatti, ideato dal sito Trovolavoro.it del Corriere della Sera, ha offerto continue consulenze personali gratuite attraverso colloqui “one-to-one” con consulenti del lavoro, per rendere più efficace il proprio curriculum vitae.

job meetingIl Job Meeting, organizzato da Cesop Communication e Trovolavoro.it del Corriere della Sera, con il patrocinio di Roma Capitale e Asfor (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale) e delle università di Roma: La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, si è tenuto nell’area espositiva del Palazzo dei Congressi.
Molteplici gli stand delle aziende, università, master, etc.: dall’Accenture, all’Enel, all’Eni Corporate University, al Gruppo BNP Paribas di Arval, BNL, Findomestic. E ancora: lo IED (Istituto Europeo di Design), la Sapienza di Roma con le facoltà di Economia, Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica, Ingegneria Civile e Industriale; l’Assessorato alle Attività produttive al Lavoro e al Litorale di Roma Capitale, Telecom Italia, INA Assitalia, Vodafone, Philip Morris, Intesa San Paolo,…

Al piano superiore del Palazzo, invece, nelle sale suddivise per colore (rosso, blu, verde, giallo e bianco) si sono tenuti veri e propri workshop aziendali in cui i relatori delle varie imprese hanno presentato i propri progetti lavorativi con chiarezza, utilizzando supporti multimediali e toccando argomenti quali le modalità di reclutamento, la testimonianza di neoassunti, i dettagli sulle varie forme contrattuali, gli aggiornamenti professionali, le opportunità di carriera, i dettagli sui requisiti dei candidati.

Trovare lavoro, ma soprattutto fare la scelta giusta a livello di formazione è uno dei problemi più diffusi, al giorno d’oggi, soprattutto in Italia. Questo argomento è stato, infatti,  motivo di confronto nell’area Career Lab grazie all’intervento del direttore del sito Repubblica degli stagisti, Eleonora Voltolina, giornalista professionista, relatrice del workshop “Cercare lavoro: l’estero come opportunità”, coadiuvata anche da Valeria Manieri di Radio Radicale. Si tratta della cosiddetta “fuga dei cervelli” che, stando alle statistiche, ammonta a circa “45 mila persone”. Mete privilegiate? Inghilterra, Francia, Cina.

L’estero risulta un’efficace opportunità di crescita, ma “deve essere” commenta la dott.ssa Voltolina “un modo per non perdere la volontà di cambiare il nostro Paese, riportando l’esperienza imparata fuori all’interno dell’Italia”. I problemi qui sono tanti: “i centri di ricerca, per esempio, non offrono prospettive” continua il direttore della Repubblica degli stagisti; “il grande disagio dei giovani italiani non è tanto la preparazione universitaria, che risulta invece efficace, bensì il dopo: la ricerca del lavoro. L’estero, a differenza dell’Italia, non la rende impossibile, anzi! Lì, le assunzioni avvengono prontamente”. want

La Voltolina si sofferma poi sulle concrete possibilità di andar fuori: “Prima di tutto è necessario conoscere le lingue” afferma; “il secondo passo è servirsi di internet per proporre la propria candidatura. Altre strade sono gli stage o presso imprese private o presso enti pubblici, che possono essere retribuiti o meno: solitamente un buono stage in ambito internazionale è retribuito fino a 1000-1200 euro, come ad esempio a Bruxelles. Altre possibilità sono offerte da tirocini come il Leonardo, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dagli Scambi Europei, che offre un piccolo pocket money ma può coprire viaggio, vitto e alloggio. Infine vi sono le esperienze di volontariato, i cosiddetti scambi interculturali o la vera e propria formazione all’estero del biennio della magistrale o del master”.
Per non parlare poi del primo passo, il “famoso” programma Erasmus, che permette di frequentare università estere per un periodo di circa 7 mesi, imparando in tal modo la lingua del Paese ospitante, le modalità di formazione e così via.

“Non bisogna perdere la volontà di migliorare il proprio Paese” ribadisce Eleonora Voltolina. “L’esperienza estera deve essere un mezzo per la crescita italiana e non semplicemente una grande perdita di intelligenza”.

Daniela Auciello

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