Rilanciare il settore immobiliare

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Rilanciare il settore immobiliare. Ecco come

Uscita l’ultima edizione della ricerca realizzata da Censis e Scenari Immobiliari “Rem. Real Estate Monitor” che monitora l’andamento del mercato immobiliare. Dal 2007, anno di inizio della crisi, le compravendite di immobili ad uso residenza si sono ridotte del 25%. Il Manifesto per rilanciare il settore in 7 punti dedicati alle imprese del comparto

 

Si prevede che questo anno, il 2011, verranno commercializzate 595 mila unità abitative. La domanda è stagnante (calata di meno del 3% rispetto al 2010, quando erano state commercializzate 612 mila unità), ciononostante il livello dei prezzi è rimasto quasi invariato, con una riduzione del 2% ca..
Secondo il monitoraggio realizzato dai due enti – che quest’anno è giunto alla 15^ edizione – nelle città principali d’Italia c’è una variazione di prezzo. Ad esempio a Milano, nelle aree di pregio, i valori salgono del 5%, nelle zone intermedie del 2,4%, in periferia dell’1,6%; a Roma invece i prezzi aumentano di più nelle zone semicentrali: +2,7% in centro, +3,6% nel semicentro, +1,7% nelle periferie.

Il rapporto appena presentato a Roma da Giuseppe Roma e Stefano Sampaolo del Censis e da Mario Breglia di Scenari Immobiliari, propone anche un programma in 7 punti per il rilancio del settore immobiliare.
Al primo punto si parla dell’importanza che riveste per chi opera nel settore la massimizzazione delle opportunità esistenti, come il social housing o l’intervento per le energie rinnovabili e il risparmio energetico.

In pratica i sette punti consistono in consigli per gli imprenditori che operano in questo campo e vengono così declinati:

 

  • 1.Cogliere il vento dei business possibili
    Per cogliere le opportunità oltre ai vari finanziamenti e contributi come quello per l’energia rinnovabile già citato, si può “puntare sugli effetti positivi della cedolare secca sugli affitti, attraendo risparmi familiari per immobili da dare in locazione”.
    Il ragionamento è elementare: visto che il 32% delle famiglie risparmiatrici indica gli immobili come la migliore forma di investimento (ed è un dato in netto aumento, visto che erano il 23% solo pochi mesi fa), con l’investimento in immobili da mettere a reddito si potrebbe soddisfare la domanda di giovani coppie, studenti e soprattutto immigrati. Per quanto riguarda questi ultimi occorre riconoscere che si tratta di un mercato da non sottovalutare, dal momento che attualmente ci sono circa 5 milioni di stranieri residenti in Italia e che di questi l’11,5% intende acquistare un alloggio nei prossimi due anni e il 27,8% affittarne uno.
  • 2. Inventiva, competenza e aggregazione per accrescere la potenza imprenditoriale
    Un secondo ordine di consigli riguarda la necessità di superare la dimensione artigianale, “centrata sul solo imprenditore capo-azienda, per realizzare la transizione verso medie imprese che incorporino maggiori competenze tecniche, proprio come è successo nel settore manifatturiero”.
  • 3. Ridare anima ai progetti immobiliari
    Secondo gli studiosi del settore, molti interventi e investimenti del real estate italiano incontrano difficoltà a realizzarsi a causa della scarsa qualità dei progetti. Per questo motivo si consiglia, prima di investire, di formulare un programma in cui risultino chiari i seguenti fattori: la funzionalità dell’intervento; i vantaggi per la comunità interessata; la remunerazione per l’investitore.
  • 4. Ritrovare un equilibrio tra finanza immobiliare, promotori/costruttori e Comuni
    La finanza immobiliare è portatrice, oltre ai mezzi finanziari, di un sistema di regole per garantire la riuscita degli interventi. Ma il fulcro del processo è costituito dal promotore. All’ente locale spetta invece una funzione di regia e di rappresentanza degli interessi generali. Questi “tre soggetti devono collaborare, non farsi la guerra”.
  • 5. Allargare l’orizzonte ai mercati internazionaliIl quinto consiglio per l’industria immobiliare italiana è di espandersi all’estero, cosa fra l’altro supportata da numerose possibilità economiche, come lo stanziamento di fondi europei proprio a tal fine. Molte imprese italiane richiedono immobili per la loro espansione internazionale, e Paesi a noi vicini (dalla Turchia alla Russia) presentano tassi di crescita del 4-5% all’anno.
  • 6. Alzare il tono della fiducia, condividere valori
    Cita il manifesto a questo punto: “In Italia voci diverse reclamano più trasparenza a tutti i livelli. Diventare industria immobiliare comporta anche l’onere di mettere in campo meccanismi non giurisdizionali di garanzia, in modo da incrementare il capitale fiduciario all’interno e all’esterno del settore”.
  • 7. Cambiare le finalità della rappresentanza
    Infine l’ultimo punto mette in evidenza la debolezza della rappresentanza del settore immobiliare, ancora troppo frammentata. Il consiglio in questo caso è di unirsi, “per contare e poter dialogare con le altre componenti produttive e istituzionali” anche esprimendosi “sui problemi generali che affliggono la competitività del nostro Paese”.
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