Sicurezza stradale. Arrivano gli ispettori certificati UE

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Sicurezza stradale.  Arrivano gli ispettori certificati UE

Al via la direttiva europea per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Un nuovo tipo di lavoro si profila all’orizzonte e si partirà dal Lazio

Incidenti sulle strade.  Come prevenirli, come migliorare la messa in sicurezza dei cittadini sulle reti viarie presenti nel territorio.  Se n’è parlato martedì 14 giugno a Roma nel corso del convegno Pilot4safety, progetto pilota per la formazione di esperti della sicurezza stradale che possano intervenire immediatamente  sulle strade secondarie extraurbane del Lazio, organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Regione Lazio, insieme ad Astral Strade Spa.

Con il decreto legislativo n. 35 del 15 marzo 2011 l’Italia ha infatti recepito la direttiva comunitaria 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Una direttiva che impone  ai Paesi  di agire su più fronti: controlli in fase di progettazione delle infrastrutture, ispezioni sulle strade già aperte al traffico, analisi incidentali, classificazione della sicurezza e  formazione di esperti della sicurezza stradale.

Oggetto di applicazione immediata della direttiva è, al momento, la rete stradale trans europea TEN-T, che interessa solo una parte delle nostre autostrade nazionali.  A partire dal 2016 verrà estesa alla restante rete di interesse nazionale e dal 2020 coinvolgerà la rete stradale secondaria extraurbana  su cui hanno  competenza Regioni ed Enti locali e dove purtroppo continuano a registrarsi i più alti tassi di mortalità.

Ovviamente intervenire sulle cause di incidentalità significa prendere in considerazione diversi fattori. Alcuni strutturali, come la pavimentazione delle strade o la loro collocazione geo ambientale, altri legati alle prestazioni dei veicoli circolanti – in particolar modo pneumatici e sistemi frenanti – altri ancora legati all’elemento più aleatorio e meno gestibile: il comportamento  dell’utente che circola sulla rete viaria.

I progressi tecnologici hanno sicuramente offerto un ottimo contributo al miglioramento delle caratteristiche delle strade e del parco veicolare circolante, mentre  le iniziative di sensibilizzazione per una corretta condotta di guida messe in campo dagli enti interessati e  rivolte a  sensibilizzare  soprattutto i giovani, stanno offrendo un miglioramento della situazione generale, che tuttavia rimane ancora critica.
In particolare questo avviene nel Lazio, dove,  secondo gli ultimi dati diffusi da Istat e Aci,  l’indice di mortalità nel 2009 per le strade secondarie è stato pari al 4,38%, contro una media nazionale del 2%.

Se poi si entra nel dettaglio delle strade da sempre percepite dagli stessi utenti della regione  come  più pericolose ( la Pontina, la Nettunense o la Flaminia)  questi indici si attestano su soglie che purtroppo arrivano a sfiorare  il 9%.

tabella incidenti

Ed è proprio partendo dall’analisi di questi  dati allarmanti che , come sottolineato dall’assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici della regione Lazio, Luca Malcotti,  si è sentita l’esigenza di dare il via ad un insieme di iniziative (un nuovo  Centro di monitoraggio, la messa in sicurezza di alcuni tratti critici di alcune strade  e un’informazione specifica rivolta ai ragazzi)  fra cui quella di fare della Regione Lazio la capofila nella formazione degli istruttori della sicurezza stradale.  
In tal modo la Regione Lazio ha anticipato  i termini della normativa – secondo la direttiva Ue in questo caso gli istruttori sarebbero obbligatori solo dal 2020 –  per provvedere immediatamente al monitoraggio e alla messa in sicurezza delle strade extraurbane laziali di competenza della Regione.
Attualmente sono cinque gli esperti della Regione Lazio che stanno seguendo a Bruxelles il corso previsto dal progetto Pilot4safety  che qualifica 2 categorie.  L’esperto Road Safety Audit sarà la figura che controlla i progetti prima che vengano realizzati al fine di evidenziare alcune criticità e correggerle. L’esperto Road safety Inspection  sarà invece la persona che recandosi direttamente sul posto  potrà verificare di persona la sicurezza dell’infrastruttura, proponendo interventi diretti al miglioramento della stessa.

In attesa che su base nazionale – come previsto dal decreto di recepimento –  vengano stabiliti dalle strutture preposte e dall’Ordine degli ingegneri  le caratteristiche specifiche per avviare su più grande scala la formazione di questi nuovi esperti, va comunque evidenziato  un problema sollevato proprio nel corso del convegno.  La direttiva comunitaria,  per garantire imparzialità di giudizio, prevede specificatamente che le funzioni di controllo non possano esser esercitate da chi ha preso parte in qualunque modo al progetto. Ma gli Ispettori della sicurezza stradale con ogni probabilità faranno sicuramente parte delle stesse Agenzie che, pur istituzionali,  sono quasi sempre parte attiva nella strutturazione delle  infrastrutture: come verrà risolta questa incongruenza?  

 

Allegati

pdf Decreto-35-sicurezza-infrastrutture.pdf

Cristiana Persia

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