Tirocini retribuiti

Tirocini retribuiti

Un diritto dei giovani toscani che apre la strada al resto d’Italia. La prima e unica misura nel suo genere parte dal progetto regionale “Giovani sì” che prevede la retribuzione di 400 euro mensili per i tirocinanti

I tirocini retribuiti da svolgere presso le imprese sono riservati ai giovani tra i 18 e i 30 anni. I 400 euro mensili che il tirocinante riceverà a titolo di rimborso spese saranno suddivisi tra la Regione e l’impresa al 50%.

La Regione sta preparando anche una legge che renda la retribuzione dei tirocini obbligatoria per tutta la Toscana. I tirocini retribuiti saranno estesi a tutti i profili lavorativi, anche quello degli ingegneri, degli architetti, degli psicologi o dei geometri, secondo un accordo con i vari ordini professionali che si sta portando avanti.
Da questo provvedimento sono comunque esclusi gli stage e i tirocini curriculari delle università, delle istituzioni scolastiche e dei centri di formazione professionale. Hanno diritto al tirocinio pagato solo i giovani inoccupati, disoccupati o in mobilità.

“I giovani toscani hanno diritto a tutta la nostra attenzione e a una vera speranza per il futuro” ha dichiarato il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. “Per questo i tempi difficili della crisi e dei tagli alla finanza pubblica non ci hanno scoraggiato, abbiamo trovato più di 300 milioni da investire in progetti per il lavoro, la formazione, la casa, la possibilità di fare impresa o di svolgere il servizio civile. Vogliamo intervenire per aiutare i giovani a costruirsi un futuro autonomo e dignitoso, ad avere una istruzione e una formazione qualificata e utile, la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, di intraprendere nell’industria come nell’agricoltura e l’opportunità di sentirsi utili in un progetto di crescita civile”.

La Regione ha stanziato 30 milioni di euro per i tirocini di tre anni a partire da questo 2011: con 10 milioni all’anno si potranno coprire 50 mila mesi di stage e, considerando che in media i tirocini durano sei mesi, ne risulta che saranno oltre 8 mila i giovani che ogni anno potranno beneficiare di questa iniziativa.
Se poi in un anno non sarà speso l’intero l’intero budget di 10 milioni, la rimanenza sarà spostata al monte dell’anno successivo e così via. Al contrario, se i soldi non basteranno, la Regione ne aggiungerà altri.

All’impresa che, al termine del tirocinio, decide di assumere il giovane a tempo indeterminato, la Regioni concederà un incentivo. La somma messa a disposizione per questo scopo è di 8 mila euro (se il tirocinante è di una categoria contemplata nella legge sul diritto al lavoro dei disabili, la cifra sale a 10 mila euro).

 

Come ottenere il tirocinio retribuito

A iniziare la prassi possono essere o direttamente i giovani tirocinanti o l’azienda che offre questa opportunità al giovane.
L’azienda e il giovane concordano il progetto formativo, dopo di che l’azienda, sempre in accordo col giovane, prepara la documentazione e firma la convenzione con il “soggetto promotore” (ovvero con uno dei Centri per l’Impiego, con uno degli Enti Bilaterali, con una delle associazioni sindacali o datoriali, ecc.).
In ogni caso, quale che sia il soggetto promotore, deve comunicare l’attivazione del tirocinio ad uno dei centri per l’impiego di competenza territoriale. Saranno questi ultimi infatti a raccogliere ed esaminare le domande e a valutare il progetto formativo.

Il passo successivo sta alla Regione, la quale comunicherà al giovane e all’azienda la conclusione dell’iter e il suo impegno a rimborsare al tirocinante, tramite l’azienda, 200 euro al mese.
La Regione rimborserà il datore di lavoro per la cifra a lei spettante, solo al termine del tirocinio. Quindi sarà l’azienda ad anticipare l’intera cifra di 400 euro mensili.

Come funzionano i tirocini

La durata varia a seconda del profilo professionale e va da un minimo di un mese a un massimo di sei mesi. In certi casi (quelli dei profili professionali più qualificati) il tirocinio può durare anche un anno.
Se si tratta di giovani disabili, esso invece può essere esteso a 24 mesi.

Tirocini e stage non costituiscono un vero e proprio rapporto di lavoro, ma un periodo formativo e pertanto possono essere previsti solo per le attività che necessitano di una formazione. In poche parole, il tirocinio non può essere una scappatoia per evadere un vero e proprio contratto di lavoro a termine, o per sostituire il personale in ferie o maternità.
L’azienda non può realizzare più tirocini con la stessa persona.

Come ha sottolineato il Presidente della Regione Enrico Rossi, “c’è bisogno di ridare dignità ai tirocini e al lavoro. Per questo la Regione ha pensato a tirocini retribuiti: ora facoltativi, ma obbligatori dopo che sarà approvata la legge”. E a dare il buon esempio vuole essere per primo proprio lui, prendendo come tirocinante un giovane laureato per  sei mesi. “Spero che altre persone che ricoprono incarichi di responsabilità facciano altrettanto”.

Il presidente Rossi ha spiegato che quella dei tirocini pagati è una giusta consuetudine dei Paesi del resto d’Europa e che è una questione di civiltà la sua applicazione anche in Italia, per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, per rispettare un loro diritto.

Allo scopo di dare informazioni riguardo ai tirocini retribuiti è anche stato istituito un numero verde: 800.098719, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 16,00. Si può anche inviare un’email a info@giovanisi.it e scaricare la modulistica da compilare e presentare ai centri per l’impiego dal sito www.giovanisi.it