Civilizzare l’economia per ottenere la vera democrazia

Civilizzare l’economia per ottenere la vera democrazia

I cittadini vanno formati all’economia civile. Questo il messaggio della Lectio Magistralis dell’amministratore delegato di Banca Prossima Marco Morganti tenuta nella sala Mappamondo della Camera dei Deputati

In un periodo di crisi per le banche e per la borsa, in un periodo oscuro per l’economia in generale, è giusto parlare di come l’economia stessa debba tornare ad essere gestita e controllata da chi la crea, ovvero dalla cittadinanza. Non si tratta infatti di un essere soprannaturale col quale possono avere rapporti solo gli iniziati, che parlano lo strano linguaggio solo ad essi riservato.

 

Chi fa l’economia sono tutti, siamo tutti. Il piccolo negoziante, l’artista di strada, la casalinga, la grande industriale, persino i senzatetto. A muovere il giro di denaro che rappresenta il sangue circolante in questo gigantesco corpo “umano” è la gente: non sono nemmeno le banche, che nulla potrebbero fare prese a sé, da sole.

“Formare i cittadini all’economia civile” è il titolo della conferenza tenuta in questo mese estivo nel quale i titoli di risparmio pubblico e i titoli bancari sono stati oggetto di strani movimenti al ribasso in borsa, dovuti a speculazioni che hanno provocato il panico negli investitori italiani ed esteri.
Alla conferenza tenuta a Montecitorio, organizzata da UNIEDA (Unione Italiana Educazione degli Adulti), ha partecipato Francesco Florenzano – presidente di Unieda e dell’Upter (Università per la Terza Età) – che in apertura dei lavori ha dichiarato di aver voluto questa lectio magistralis proprio perché crede “nel coinvolgimento culturale di tutti e sotto ogni aspetto”.
All’incontro sono intervenuti anche l’ex sottosegretario alla solidarietà, Cristina De Luca, e il direttore del Centro per la riforma dello Stato, l’Onorevole Walter Tocci.

Durante la conferenza, il relatore, Marco Morganti, ha incitato gli italiani a riprendere fiducia in sé stessi, a investire nelle idee e nella formazione, a riprendere la crescita personale, che dall’economia del singolo porta all’economia della famiglia che porta all’economia dell’Italia tutta. E ha detto: “Siamo l’Italia che risparmia, e anche per questo reggiamo meglio alle crisi. Ma perfino il Governatore della Banca d’Italia (né tenero verso il consumismo né contrario al risparmio) segnala il rischio che questo ostacoli la crescita. Esorta gli italiani a crederci di nuovo; a rimettere in circolo quelle risorse. Un’economia così statica e che risparmia tanto è anche una contraddizione in termini: una disavventura della virtù; sequestra risorse che – anche se nelle mani delle famiglie – sono comunque pubbliche, in quanto da esse dipende il bene comune. Questo non è l’elogio dell’induzione al consumo ma dell’investimento sulla persona; prima di tutto sull’istruzione, nel Paese che tuttora ha il peggiore scoring in tutta l’OCSE per numero di laureati, abbandono dell’istruzione, lunghezza del percorso universitario”.

Florenzano, che da lunghi anni ha dedicato sé stesso alla formazione, ha dichiarato a questo proposito: “Gli anni recenti hanno visto un progressivo impoverimento culturale dei cittadini e, dal punto di vista della formazione, una vera e propria opera di de-formazione: è stato attribuito valore a ciò che si è poi rivelato effimero, inutile e spesso dannoso. Si è agito attraverso programmi d’intervento autoreferenziali e non tramite percorsi capaci di smuovere le coscienze. Noi crediamo fermamente nel coinvolgimento culturale di tutti e sotto ogni aspetto. Per tale motivo abbiamo avviato questo ciclo di conferenze e intendiamo istituire la “Fondazione per l’Università Aperta” riattribuendo ad università il suo significato di “universale” e ad “aperta” la prospettiva di accogliere e coinvolgere tutte le idee”.

L’intero discorso del conferenziere è in allegato all’articolo.

 

Allegati

pdf LectioMagistralis-civilizzareleconomia.pdf

Condividi