Donne e lavoro: la Regione Toscana vuole incrementare l’occupazione femminile

Donne e lavoro: la Regione Toscana vuole incrementare l’occupazione femminile

Le donne sono state la prima vittima della crisi. Questa la constatazione della Regione dopo aver analizzato i dati che dimostrano come dopo aver trainato la ripresa per ben 10 anni, ora le donne sono state ricacciate ai margini del mercato del lavoro. Ecco le nuove misure di aiuto per loro

La Regione scende in campo, in prima linea, per affrontare il problema dell’arretramento dell’occupazione femminile e dell’aumento dei contratti precari e atipici diffusi tra le donne.
“Lo sviluppo della Toscana passa per un nuovo incremento del lavoro delle donne: senza di esso non c’è una prospettiva stabile, giusta e duratura per l’economia Toscana.” Questa è l’affermazione di Gianfranco Simoncini, assessore regionale al lavoro, che ha deciso di realizzare una serie di interventi a favore dell’occupazione femminile.

Nell’emergenza per il lavoro dei giovani, le donne costituiscono un’emergenza nell’emergenza. Per affrontare il problema la Regione ha deciso di creare nuove opportunità di occupazione stabile e qualificata anzitutto  prevedendo un premio per le aziende che assumono le donne.
A chi assume a tempo indeterminato donne disoccupate di oltre 30 anni di età iscritte ai centri per l’impiego delle varie province toscane, vengono dati incentivi superiori del 20% rispetto agli altri tipi di incentivi previsti. Stessa maggiorazione per chi assume sempre a tempo indeterminato donne in liste di mobilità o per chi stabilizza le lavoratrici di oltre 45 anni di età che hanno contratti a tempo determinato. Anche chi assume donne che hanno perduto il lavoro in prossimità della pensione ha diritto a questa maggiorazione del 20% sugli incentivi. Infatti, alcuni degli incentivi sono comuni ad altre figure come quelle per l’assunzione dei giovani, ma con un extra in più se si tratta di donne.

Altri tipi di incentivi invece sono stati creati espressamente per le donne, come ad esempio i finanziamenti diretti a chi di loro aprisse un’attività in proprio o avviasse una carriera autonoma. Si è stabilito anche di estendere alle imprese femminili la nuova legge per l’imprenditoria giovanile di prossima approvazione, nella quale tra l’altro è stata inserita una nuova metodologia di finanziamento: non più contributi in conto capitale ma contributi – cumulabili – per l’abbattimento di interessi per operazioni di finanziamento e di leasing. In questo modo la Regione aumenterà l’attuale fondo a disposizione delle imprese (ora di 15 milioni per 3 anni).

Per l’occupazione femminile e per gli incentivi all’imprenditoria femminile e al lavoro autonomo sempre femminile, la Regione ha stanziato per questo 2011 circa 8 milioni di euro.
Le risorse messe in campo per il biennio 2008-2009 erano state pari a 6 milioni di euro. Ora la Regione ha aggiunto 2,7 milioni ai quali vanno sempre sommati gli eventuali contributi di enti locali e privati.

La ragione dell’emergenza per affrontare la quale sono state destinate tali risorse economiche, sta nei dati: dal 2000 al 2008 infatti il tasso di occupazione femminile nella Regione era salito, passando dal 48 al 56,2%; ma da allora i dati sono cambiati: l’occupazione femminile è iniziata a scendere nel 2009 arrivando al 55,4% e ancora nel 2010 arrivando al 54,5%. E le previsioni per questo anno sono ancora negative. Non solo: oltre all’aumento dei contratti precari che interessano le donne giovani, occorre rilevare che anche la quota delle donne in cassa integrazione sta salendo. Degli oltre 35 mila lavoratori per i quali è stata richiesta infatti il 46% è donna.

Oltre ad essere più precarie degli uomini, le donne hanno un lavoro di qualità inferiore rispetto a quello maschile. E stipendi più bassi.
La Regione ha pensato allora di migliorare la loro capacità di competizione sul mercato del lavoro avviando alcune iniziative per la loro formazione e qualificazione.

Una di esse è la Carta Formativa ILA. Si tratta di una carta prepagata e ricaricabile fino a 2.500 euro che la donna può spendere per seguire dei corsi di formazione individuale.
La carta viene gestita dalle singole Province con risorse regionali ed è già partita la sua distribuzione. Attualmente ne sono state distribuite 3 mila.

Un’altra iniziativa è quella del Voucher di conciliazione: con esso si possono acquistare servizi di cura per minori, anziani e disabili durante il tempo in cui la donna frequenta un corso formativo, porta avanti un’esperienza di lavoro come tirocinante o semplicemente occupa il suo tempo per cercare attivamente un’occupazione.

 

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