Industria in Toscana, +3,7% nel primo trimestre 2010. Le novità per le imprenditrici

Industria in Toscana, +3,7% nel primo trimestre 2010. Le novità per le imprenditrici

I dati congiunturali delle sezioni regionali Unioncamere e Confindustria mostrano un lieve aumento anche sul tasso di occupazione. E le imprese femminili aumentano del 2% rispetto ad un anno fa. In arrivo nuovi provvedimenti per le donne imprenditrici

L’industria toscana sembra tirare un sospiro di sollievo: i dati relativi alla produzione nel primo trimestre segnano un +3,7% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una percentuale superiore anche a confronto con la chiusura del 2010, quando il periodo ottobre-dicembre si era attestato con un +2,4% rispetto al 2009. Positivi anche i segnali relativi all’occupazione e alla imprenditoria femminile. E’ il cuore dei valori studiati dall’Indagine congiunturale di Unioncamere e Confindustria Toscana che lascia comunque intendere che il cammino per recuperare i livelli produttivi precrisi sembra essere ancora lungo, dal momento che la produzione attuale è sotto di ben 14 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2007.

 

L’occupazione e l’export

Non solo produzione industriale: dopo due anni e mezzo di flessioni più o meno marcate, in Toscana torna positivo, anche se di poco, il dato relativo al tasso di occupazione. Nel primo trimestre 2011 la variazione si stabilizza sul + 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Una timida ripresa che si accompagna ad una diminuzione del 3% delle ore di cassa integrazione autorizzate nel comparto manifatturiero. Nel capitolo export si registra una flessione di un punto percentuale – scende quindi dal +13% al +12% – mentre emerge un generale miglioramento di fatturato, che aumenta del +4,8% su base annua.

Le tipologie d’azienda

Le piccole imprese (da 10 a 49 addetti) crescono del 2,3% su base trimestrale. Performance migliore per le medie imprese, con un numero di addetti compreso tra 50 e 249, che hanno registrato un +6,9% nella produzione e un +9,7% nel fatturato. Cresce poco l’alimentare (+ 0,8%) mentre è buono il recupero di settori come chimica, farmaceutica (+ 18,3%) e soprattutto il comparto metalmeccanico (esclusi i trasporti) e la moda (il tessile pratese per esempio ha chiuso il 2010 con una crescita del 17,5% rispetto all’anno precedente). “La Toscana industriale accelera, ma non basta – ha commentato Antonella Mansi, presidente di Confindustria Toscana – Negli ultimi anni la caduta del nostro Pil è stata profonda e la velocità di recupero sui picchi precrisi risulta ancora lenta, soprattutto se paragonata a certe realtà del Nord Italia”.

Imprese al femminile

Tra i fattori di traino della ripresa economica e produttiva anche la crescita della presenza femminile nell’imprenditoria toscana. Le aziende guidate da donne sfiorano la quota 100mila: a chiusura del primo trimestre 2011 le Camere di Commercio toscane contano 99.404 imprese in rosa, ben 1.946 unità in più rispetto al 2010 (+2%). Un numero – diffuso dall’Osservatorio sulle Imprese Femminili  e redatto dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana – che rappresenta il 23,9% del totale delle imprese regionali, 416.622 in tutto, e che supera la media nazionale di incidenza imprenditoriale femminile, seppur di poco, ferma al 23,4%.

La percentuale più alta si registra in provincia di Grosseto, dove ben il 29,1% delle imprese è guidata da imprenditrici. Seguono le province di Livorno (27,3%), Prato e Massa Carrara, dove quasi un’impresa su quattro è rosa (24,9%). Firenze resta la provincia con il sistema economico imprenditoriale meno “femminilizzato” della Toscana (21,8%). Secondo il presidente di Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini “il tessuto della Toscana produttiva al femminile è molto dinamico e la voglia di fare impresa non manca. E se l’occupazione è un problema e la crisi si fa ancora sentire, le donne in Toscana guardano con sempre maggiore interesse alla via dell’impresa. E’ un fenomeno diffuso in molte regioni italiane, ma sta di fatto che, al 31 marzo 2011, la Toscana risulta la regione leader in cui l’aumento di imprese rosa è stato doppio della media nazionale, fermo al +1%”.

Per quanto riguarda i settori di attività preferiti dalle donne, al primo posto i servizi alla persona e alle imprese. Seguono quelle professionali, scientifiche, finanziarie e assicurative ed i servizi di informazione e comunicazione. E ancora: donne in prima linea nella gestione di attività immobiliari, commerciali, turistiche e nella costruzione.

E dalla Regione arrivano nuovi provvedimenti per donne, giovani e cassintegrati

Donne e impresa: i buoni risultati del comparto nel primo trimestre 2011 e il trend registrato di recente sono stati interpretati positivamente anche dall’amministrazione regionale. Per l’assessore al Welfare Salvatore Allocca è “un segnale positivo che conferma l’idea che l’imprenditoria femminile, oltre a rappresentare una concreta opportunità di impiego per le donne, costituisce una risorsa fondamentale per la valorizzazione del territorio, tanto da rivelarsi determinante per la crescita del tessuto imprenditoriale toscano, perfino in una situazione di congiuntura economica avversa”.

E dalla Regione sono arrivati ultimamente anche diversi provvedimenti normativi per sostenere l’impegno delle donne nel tessuto produttivo e imprenditoriale.  Il Consiglio Regionale ha da poco diffuso un testo di legge, che ne modifica uno del 2008, per l’accesso alle agevolazioni per i giovani titolari d’azienda, per donne e per cassintegrati. Il testo, che per i vari passaggi in Giunta sarà operativo da ottobre, amplia la sfera delle attività per cui è possibile chiedere un finanziamento e cambia anche i limiti di età, aumentando di conseguenza anche i potenziali soggetti beneficiari. Per i giovani imprenditori il limite di età per la richiesta di agevolazioni passa oggi da 35 a 40 anni, per le donne a capo di un’impresa non ci sono invece limitazioni anagrafiche, così come per i lavoratori in cassa integrazione o mobilità.

Il Consiglio Regionale ha inoltre approvato un’altra novità, in relazione al metodo di finanziamento: la nuova disciplina sostituisce quello diretto rimborsabile a tasso zero con un contributo per l’abbattimento di interessi e con la prestazione di garanzia su finanziamenti e operazioni di leasing. Una novità che permetterà di moltiplicare il volume dei finanziamenti concessi, anche a fronte di uno stesso budget. Il finanziamento previsto per questa legge è di 15 milioni di euro, 5 milioni all’anno per tre anni.

Agnese Fedeli

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