Situazione economica in Friuli Venezia Giulia

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Situazione economica in Friuli Venezia Giulia

Presentata a Udine la ricerca sui fabbisogni di sviluppo delle imprese manifatturiere della regione

Si prevede un recupero economico per le aziende friulane negli anni 2011 e 2012. Una crescita del 5% per il primo anno e del 2,6% per il secondo. Questo il primo dato emerso dallo studio “Performance e fabbisogni di sviluppo delle imprese manifatturiere del FVG, 2010/2012” realizzato dal Centro Regionale Servizi per la Piccola e Media industria (CReS) per conto della Direzione regionale alle attività produttive.

“Sono sempre di più le imprese del Friuli Venezia Giulia che escono progressivamente dal tunnel della crisi
e danno prova di grande coraggio e determinazione nell’affrontare una sfida che richiede impegno, capacità di riposizionarsi sui mercati, voglia di innovare.”

Queste le parole dell’assessora regionale alle attività produttive Federica Seganti durante la presentazione della ricerca che ha coinvolto un terzo delle imprese dal fatturato superiore ai 3 milioni di euro l’anno: 330 imprese.

Sono state queste 330 imprese a rivelare le proprie performance economiche, commerciali e di investimento e a segnalare i fabbisogni per lo sviluppo. Esse hanno permesso anche di approfondire la presenza sui mercati esteri e di valutare se le fonti di finanziamento sono adeguate ai progetti di crescita.
Dall’indagine così effettuata è emerso principalmente che le imprese desiderano avviare un dialogo con la direzione regionale competente per quanto riguarda la semplificazione dell’accesso al credito. Esse hanno inoltre bisogno di informazioni tempestive sulle agevolazioni che le riguardano e in particolare sul sostegno all’internazionalizzazione e sul credito.
Inoltre, le aziende hanno espresso il desiderio di ottenere l’attivazione di un Centro di assistenza tecnica per il settore manifatturiero.

Ciò trova concorde l’assessora Seganti, la quale dichiara che le imprese vanno “aiutate a
cogliere le opportunità utili ad agganciare la ripresa”. Secondo i dati emersi, la ripresa arriverà non prima del 2014 e sarà subordinata all’aumento dell’internazionalizzazione e al riavvio degli investimenti.

Le aziende intervistate hanno dichiarato però di non potersi permettere ancora grossi investimenti, tanto è vero che i dati analizzati “parlano” di un aumento degli investimenti piuttosto scarso: +1,5% per l’anno 2011, mentre nel 2010 era stato del 2,5%.

In ogni caso il 25% delle aziende guarda a una prospettiva di sviluppo per il 2012; oltre il 50% si troverà in una situazione stabile; mentre le restanti aziende, circa il 25% si troveranno in difficoltà sempre nel 2012.

“Si tratta comunque di un andamento più che apprezzabile” ha rilevato l’assessora Seganti considerando il fatto che c’è comunque stato un piccolo miglioramento  dovuto all’aumento dell’export, il che conferma, dice l’assessora, che questa “resta la via privilegiata, se non l’unica,  per il rilancio e per il ritorno ai livelli
occupazionali pre-crisi”.

Il settore manifatturiero occupa da solo il 27% della forza lavoro e produce il 22% del reddito annuale dell’intera regione. La piccola impresa concorre per il 50% a entrambi i fronti. La restante metà viene divisa in parti simili tra la media e la grande impresa.

 

Allegati

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