Finanziamenti per il rilancio dell’allevamento piemontese

Finanziamenti per il rilancio dell’allevamento piemontese

Con una delibera regionale viene destinato oltre un milione di euro ai progetti di filiera corta per rilanciare la carne di razza piemontese.

Devono essere progetti di filiera corta (vendita diretta) e, come afferma l’assessore all’agricoltura Claudio Sacchetto, devono servire a “garantire maggiori margini di guadagno all’allevatore e incentivare una maggiore domanda di prodotto mediante una migliore segmentazione del mercato”.

Si tratta del nuovo “Programma regionale carni bovine di razza piemontese” che ha come obiettivo il rilancio di un settore storico che da sempre contraddistingue l’eccellenza della tradizione piemontese. Il programma prevede una serie di finanziamenti che verranno realizzati a breve, dopo la pubblicazione del relativo bando, per dare nuova vitalità alla vendita diretta e così aiutare i produttori, che sono stati quelli maggiormente colpiti dalla crisi di questi ultimi anni.

In particolare, i progetti di filiera dovranno riguardare:

Creazione, ampliamento, ammodernamento di negozi e punti vendita al dettaglio in sede fissa, su aree pubbliche o private, ubicate su territorio regionale;
Apertura e gestione di punti vendita posti all’interno di centri commerciali presenti in Piemonte e in regioni limitrofe (Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria);
Apertura e gestione di punti vendita presso strutture di aggregazione commerciale.

Si finanzieranno anche tutte le spese relative all’acquisto di macchinari, attrezzature ed arredi, automezzi specifici (spese di investimento), tutte le spese per le consulenze (spese tecniche) e tutte le spese sostenute nell’arco di massimo 18 mesi per il costo del personale, gli affitti, la pubblicità e il marketing (spese di funzionamento).

L’assessore Claudio Sacchetto ha dichiarato che “attraverso la delibera approvata si sono poste le basi per un vero rilancio e per l’inizio di un cammino che porti ad accordi di filiera importanti. Avvicinare il produttore al consumatore da un lato, ma anche riequilibrare il rapporto con la Grande distribuzione dall’altro. Per il settore carne, che reputiamo di importanza strategica fondamentale per il Piemonte, stiamo studiando un sistema di indicizzazione del prezzo sulla falsariga del meccanismo portato a termine con il latte: ci auguriamo di raggiungere risultati concreti in questo senso già nel corso del prossimo anno”.