Finanziamento Fermo pesca biologico

Finanziamento Fermo pesca biologico

La conferenza delle Regioni e delle Province autonome  ha approvato il documento relativo al  finanziamento per le imprese del comparto pesca che effettuano l’interruzione temporanea obbligatoria per permettere la ricostituzione degli stock ittici

Poiché il 30% delle risorse ittiche si trova sotto i limiti biologici di sicurezza, si corre il rischio che non riesca a ricostituirsi. Di conseguenza viene imposto il “fermo pesca biologico” che permette ai pesci di riprodursi. Durante tale periodo però gli operatori del settore – già di per sé in crisi – non percepiscono introiti. Per questo motivo verrà pubblicato a breve un Decreto Ministeriale che riconoscerà un pagamento in sostituzione del mancato guadagno per i periodi di arresto dell’attività di pesca.

Tale Decreto prevede i criteri e le modalità di erogazione degli aiuti, considerando che l’interruzione della pesca è prevista dal Piano strategico nazionale di settore e, oltre a interessare direttamente le imprese, interessa anche i pescatori imbarcati, ovvero i lavoratori di tale imprese. Finora per essi non era stato previsto alcun aiuto diretto, ma ora, vista la situazione regressa, si è deciso di aumentare gli importi per coprire anche le indennità lavorative dei pescatori.

I decreti interministeriali predisposti gli anni passati, nel momento in cui la crisi si è iniziata a far sentire (decreto del dicembre 2008 e del dicembre 2010), hanno stanziato 30 milioni di euro, di cui 5 solo per le imprese di pesca del tonno rosso. Tale importo si sarebbe dovuto utilizzare anche per tutto il 2011, ma i fondi sono già quasi esauriti e di conseguenza non basteranno a indennizzare né i pescatori per il periodo di fermo pesca né le imprese in crisi (fermo pesca a parte). Per questo motivo si è chiesto al Governo di intervenire – e in particolare lo si è chiesto al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – affinchè si dia il sostegno al reddito del settore sull’intero territorio nazionale che poi verrà ripartito su base regionale.
Tale richiesta è stata avanzata dalla direzione nazionale INPS a marzo e a maggio di quest’anno.

Inoltre le varie situazioni di crisi contingenti, che variano di regione in regione, richiedono uno strumento di sostegno valido anche per gli anni a venire; di conseguenza è necessario aumentare gli importi che sono stati finora stanziati facendo in modo di monitorare la spesa considerando anche i potenziali beneficiari del settore pesca regionale.

La conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo di adeguare il fondo degli ammortizzatori sociali in deroga per la pesca permettendo di coprire puntualmente sia le situazioni di crisi aziendale che le necessità del periodo di fermo pesca e di cambiare il metodo di erogazione della Cassa Integrazione Guadagni, che al momento viene semplicemente prorogata di anno in anno (dal 2008 si è così arrivati al 2011), rendendola strutturale (ovvero fissa e certa) anche per il settore della pesca come per gli altri settori.

Allegati

pdf finanziam-fermo-pesca-biologico.pdf