Inaugurato “Equal at work”, l’osservatorio sulle pari opportunità nel lavoro

Inaugurato “Equal at work”, l’osservatorio sulle pari opportunità nel lavoro

Un bollettino mensile che sarà realizzato da ADAPT e Cisl, Dipartimento Politiche Migratorie, Donne e Giovani allo scopo di monitorare, ma soprattutto promuovere e sostenere, le politiche attive di inclusione sociale, contro la discriminazione lavorativa

“L’intento” ha dichiarato Liliana Ocmin, Segretario confederale della CISL, “non è solo informare ma soprattutto fornire agli studiosi e agli addetti ai lavori uno strumento pratico e in continuo aggiornamento che privilegi il dibattito e il confronto. Unire il mondo della ricerca e quello del sindacato è un valore aggiunto che consente di guardare con una lente particolare tematiche tanto attuali quanto importanti alla luce degli obiettivi prioritari della Strategia di Lisbona e dei principi cardine della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Il nostro impegno sarà questo: cambiare il paradigma nell’approccio e dare voce alle donne, ai giovani e agli immigrati”.

Si tratta dunque di salvaguardare le lavoratrici e alcuni lavoratori dalle discriminazioni rimuovendo tutti gli ostacoli che impediscono le pari opportunità in questo ambito. La Cisl ha già un osservatorio sul lavoro (non specifico per le pari opportunità), dal quale è emerso che nei primi tre mesi del 2011 gli occupati sono leggermente aumentati (116 mila unità in più, che rappresentano appena uno 0,5%) e sono quasi tutte donne.  Una buona notizia dunque, ma giusto un piccolo segnale positivo se si pensa che in ogni caso sono tutte assunzioni a tempo determinato.

 

I dati dell’osservatorio lavoro

Secondo le analisi dell’Osservatorio Cisl su ammortizzatori sociali e occupazione dopo una caduta durata oltre tre anni l’occupazione nell’industria manifesta un moderato recupero (+1,5%, pari a 70.000 unità). Nelle costruzioni l’occupazione continua a ridursi in misura significativa (-5,3%, pari a -103.000 unità) mentre il terziario registra un nuovo risultato positivo in particolare nei comparti degli alberghi e ristorazione, servizi di informazione e comunicazione e, soprattutto, domestici e di cura.

La crescita occupazionale complessiva interessa, dopo oltre un biennio, anche le figure lavorative a tempo pieno anche se gli occupati a tempo parziale continuano a crescere. Nel primo trimestre 2011 l’aumento è del 2,3% (+78.000 unità), coinvolge sia gli uomini che le donne, ma è dovuto, in parte, a part-time involontario.

La riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è molto contenuta (-0,1%, pari a -19.000 unità), continua, invece, a crescere il numero dei dipendenti a termine (+4,1,% pari a 84.000 unità). Per la prima volta dall’inizio del 2008, il numero dei disoccupati registra una riduzione su base annua. Al contrario il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni aumenta dal 28,8% del primo trimestre 2010 al 29,6%, con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno mentre cresce anche la popolazione inattiva.

Per quanto riguarda invece la cassa integrazione, con 82,4 milioni di ore autorizzate nel mese di giugno si registra una diminuzione del 20,1% rispetto al mese di maggio 2011 (quando furono 103,2 milioni) e una analoga flessione del 20% rispetto a giugno 2010 (103,1 milioni).

La flessione interessa tutte e tre le tipologie di cassa integrazione, ma è particolarmente significativa per la cassa straordinaria. L’effettivo utilizzo della Cig, nel primo quadrimestre 2011 è pari al 40%, confermando i comportamenti prudenziali delle imprese.

La flessione delle ore autorizzate è più marcata nell’Italia settentrionale e in quella meridionale e nelle isole, più contratta nell’Italia centrale.
Secondo Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, “la riduzione delle richieste di cassa integrazione nel mese di giugno, insieme ai timidi positivi segnali di ripresa occupazionali, è un effetto della ripresa dell’attività produttiva, che va tuttavia verificato nei mesi a venire”.

In ogni caso, Santini ha sottolineato che occorre seguire con attenzione se si tratta di una reale ripresa considerando soprattutto se “si riscontreranno anche i rientri in azienda dei lavoratori, e ulteriori miglioramenti nei dati sull’occupazione che vede la conferma delle fortissime criticità dell’occupazione giovanile e nel Mezzogiorno. Nel frattempo vanno attivate tutte le possibili misure per assecondare questi primi segnali positivi, a partire da un allargamento delle politiche attive a tutti i soggetti beneficiari di ammortizzatori sociali”.
Tra le misure auspicate da Santini, quelle relative alla rioccupazione dei lavoratori che non potranno rientrare nell’azienda di provenienza.

Allegati

pdf Equal-at-work.pdf

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