La situazione lavorativa e delle retribuzioni aggiornata a inizio estate

La situazione lavorativa e delle retribuzioni aggiornata a inizio estate

I dati diffusi dall’Istat mostrano che la disoccupazione è in aumento, ma preoccupa soprattutto il fatto che siano sempre più gli inattivi, che non hanno né cercano lavoro. Le retribuzioni mediamente sono aumentate appena dello 0,1% con forti differenze da settore a settore economico

A giugno 2011 la situazione occupazionale italiana mostra un calo di 14 mila unità che portano il numero degli occupati a 22.917. Ad aver perso il posto di lavoro sono state quasi tutte donne. Infatti, come abbiamo visto dai dati diffusi in precedenza, erano state queste ultime ad aver fatto aumentare di recente il numero degli occupati, ma – come previsto – si trattava di un aumento temporaneo dal momento che le donne erano state assunte con contratti a tempo determinato o comunque in modo precario.

Il tasso di occupazione dunque risulta stabile, ma pari solo al 56,9% della proprio potenzialità, ovvero delle persone in età lavorativa. Purtroppo il problema è che sono gli inattivi ad essere aumentati di 22 mila unità in modo che il tasso di inattività supera il 38%. I disoccupati sono oltre 2 milioni e rappresentano l’8% della forza lavoro. Pur essendo diminuito in linea generale, è il numero dei disoccupati in giovane età a dare preoccupazione perché pur essendo leggermente salito e toccando il 27,8%  resta tra i più bassi d’Europa.

Secondo il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, “sono molti timidi i segnali di riduzione della disoccupazione giovanile e non cambiano la realtà che ci vede, nella zona euro, al terzultimo posto per giovani under 25 disoccupati. Desta preoccupazione anche il calo, sia pur lieve, del tasso di occupazione femminile, collocato anch’esso agli ultimi posti in Europa. Sono urgenti efficaci misure per lo sviluppo, che la Cisl sollecita assieme alle altre parti sociali per realizzare un Patto per la crescita e sono necessari interventi specifici per rilanciare l’occupazione a partire dalle fasce deboli: giovani, donne, Mezzogiorno in primis”.

E il segretario esorta: “con settembre dovranno essere pienamente operativi il nuovo apprendistato ed il credito d’imposta per le assunzioni al Sud mentre vanno rilanciate le politiche attive del lavoro anche per incidere sul preoccupante e crescente bacino degli inattivi e degli scoraggiati”.

Retribuzioni

A giugno l’indice delle retribuzioni contrattuali è aumentato dello 0,1% rispetto al mese di maggio e dell’1,8% rispetto al mese di giugno del 2010. I settori che a giugno hanno mostrato un maggior incremento per quanto riguarda la retribuzione sono i seguenti: militari-difesa (4,0%), forze dell’ordine (3,7%) e attività dei vigili del fuoco (3,4%).

I dipendenti ancora in attesa di rinnovo del contratto sono il 33,6% del totale. Solitamente i dipendenti devono attendere per tale rinnovo in media 18,3 mesi.

Chi è occupato nelle grandi imprese – il cui tasso di occupazione rimane stabile se confrontato con il mese precedente ma in calo dello 0,6% se confrontato con l’anno precedente – invece vede diminuire la propria retribuzione lorda. I dati diffusi dall’Istat sono relativi a maggio e mostrano che la retribuzione è calata dello 0,3% rispetto al precedente mese di aprile ma è aumentata di circa il 3% rispetto al mese di maggio del 2010.

Nelle grandi imprese dunque la situazione lavorativa è ancora critica, considerando che, dal momento dell’avvio della crisi, nel 2009, c’è stato un calo notevole dei livelli occupazionali, seppur con qualche accenno di ripresa purtroppo subito smentito.

 

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