Prezzi al consumo e inflazione. Continuano gli aumenti

Prezzi al consumo e inflazione. Continuano gli aumenti

 

I dati diramati dall’Istat confermano l’andamento al rialzo dei prezzi e dell’inflazione, che a luglio raggiunge il 2,5%. Il NIC (Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività) aumenta dello 0,3% rispetto a giugno e del 2,7% se confrontato allo stesso mese del 2010

Sono i beni energetici, con il loro aumento del 2%, a pesare sull’aumento dell’indice. Se non li si prendesse in considerazione infatti, l’aumento medio dei prezzi sarebbe solo del 2,1% dunque sarebbe addirittura sceso dello 0,1% dal momento che lo scorso mese di giugno l’aumento era stato del 2,2%.

Distinguendo tra beni e servizi, il prezzo dei beni scende di uno 0,2% rispetto al mese precedente mentre quello dei servizi sale di uno 0,1%. Confrontati allo scorso anno, i prezzi sono saliti rispettivamente del 2,8% e del 2,7%.
I beni energetici accelerano l’aumento dei loro prezzi, che passa dal +9,3% di giugno al +10,7% di luglio. Si tratta di costi rilevanti per le aziende produttrici che non possono ovviamente fare a meno dell’energia, ma anche delle altre imprese. In pratica le sole a guadagnare da questo aumento sono le imprese che vendono i beni energetici.

Prezzi che salgono sono poi in particolare anche quelli dei trasporti, che aumentano dell’1,9%; mentre a scendere in particolare sono quelli dei beni alimentari non lavorati, che subiscono un calo del 2,5%.
Il cambiamento di tali prezzi non è dovuto a una modifica della domanda, dal momento che i prezzi dei beni acquistati con maggior frequenza restano invariati.

Le città più care risultano essere Aosta (dove gli aumenti sono del 3,9%), Bari e Bologna (+3,4%). Quelle i cui aumenti sono inferiori rispetto al resto d’Italia sono Ancona (+2,1%) e Palermo (+2,2%).