Friuli Venezia Giulia: un invito della Regione rivolto agli agricoltori

Friuli Venezia Giulia: un invito della Regione rivolto agli agricoltori

Utilizzate le nuove tecniche irrigue, rinnovate le colture, sviluppate mentalità imprenditoriali. L’unico modo per aumentare la redditività è tenersi al passo con i tempi e approfittare degli strumenti economici messi a disposizione dagli enti pubblici proprio a questo scopo

Gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia devono innovare il proprio settore se vogliono uscire dalla crisi, tenersi al passo con i tempi e affrontare la competizione che oggigiorno è agguerrita e globale.

L’assessore alle risorse rurali, agroalimentari e forestali, Claudio Violino, lo ha ribadito anche al convegno organizzato dal Consorzio di bonifica Bassa Friulana e dai Comuni di Castions di Strade e di Gonars proprio per illustrare agli agricoltori del luogo le nuove tecniche irrigue.

Il convegno, tenutosi i primi di settembre, è stato organizzato in quella zona proprio perché lì gli agricoltori continuano a usare il vecchio sistema a scorrimento per irrigare i campi invece di quello ad aspersione che consente un notevole risparmio di acqua (con la stessa quantità d’acqua a scorrimento usata per bagnare un ettaro di campagna, con il nuovo metodo ad aspersione se ne bagnano 3 ettari). Tra l’altro vengono utilizzate ancora le vecchie canalette degli anni ’50 che nemmeno sono più impermeabili e dunque disperdono l’acqua.

Questi vecchi metodi oltretutto non sono certo i migliori per le colture, anzi: i terreni non vengono bagnati completamente, le acque scorrono sui campi senza dar tempo alle radici di fare il proprio lavoro e, invece di aiutare ad assorbire il nutrimento, in questo modo addirittura eliminano tutte le sostanze che gli agricoltori avevano dato alle piante le quali vengono così trascinate nei corsi d’acqua.

In quella zona sono 900 gli agricoltori che ancora usano questo antiquato metodo e che, oltretutto, sono costretti ad intervenire con grosse irrigazioni dal momento che la zona è spesso sottoposta a periodi di siccità come quello di quest’anno.

Gli aiuti della Regione

Gli interventi sul territorio per rinnovare i sistemi di irrigazione possono beneficiare dei fondi messi a disposizione dalla Regione.

Secondo l’assessore Violino andrebbe costituito un comitato locale che si occupi di attuare tutti gli interventi di riordino fondiario, correlati naturalmente al rinnovo delle opere irrigue, per rinnovare e razionalizzare le attività agricole.

Tutti gli interventi di riordino vanno stabiliti in condivisione: enti locali e  comunità, insieme. Per far questo occorre però che anche gli agricoltori cambino mentalità e comprendano che è indispensabile realizzare un processo evolutivo, capire soprattutto che ormai non si è più nell’epoca in cui il piccolo contadino vendeva al mercatino i propri prodotti: ora bisogna competere a livello globale, bisogna sapere che un agricoltore è un imprenditore a tutti gli effetti e deve utilizzare strumenti – anche mentali – diversi.

Sono numerosi i bandi della Regione che pubblicizziamo anche dal nostro giornale online e che riguardano l’ambiente rurale e gli agricoltori. Fondi e strumenti finanziari anche per frequentare corsi di aggiornamento o contributi per avvalersi di consulenti sono all’ordine del giorno.

Numerosi sono poi anche i bandi che mettono a disposizione fondi per diversificare la propria attività, per le filiere corte (dal produttore al consumatore), per innovare le attrezzature, per ampliarsi, ecc..

Al contempo, grazie alle nuove tecnologie e alle nuove norme correlate, si possono fare le richieste di finanziamento anche tramite computer, direttamente dalla propria sede. Il Friuli Venezia Giulia sta portando la banda larga anche nelle zone rurali finora meno servite. Insomma il supporto c’è, e bisogna approfittarne.

A questo scopo, l’assessore Violino consiglia anche di iniziare a fare paragoni economici per valutare quanto sia più conveniente modificare la propria produzione agricola, ad esempio si potrebbe vedere se sia il caso di abbandonare le colture massive come quella del mais per dedicarsi a quelle più redditizie, come la frutticoltura, l’orticoltura, ecc..

Gli agricoltori possono anche contattare gli organismi che sentono più vicini, come i Comuni o i Consorzi di bonifica ad esempio. Questi ultimi potrebbero rappresentare i principali enti di riferimento per realizzare la politica comunitaria relativa al prossimo PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2014-2020, che è lo strumento economico principe per la distribuzione delle risorse monetarie fra gli operatori agricoli.