La Toscana aiuterà le imprese creditrici della PA

soldi

La Toscana aiuterà le imprese creditrici della PA

La Giunta ha dato l’ok per la firma del protocollo d’intesa con il sistema bancario, gli enti locali e Unioncamere affinché vengano forniti senza difficoltà anticipi a tasso agevolato sui crediti che le imprese hanno  nei confronti della Pubblica Amministrazione

Per le imprese che hanno ultimato opere pubbliche e ancora non sono state pagate, per le imprese che non riescono invece nemmeno ad iniziarle a causa del blocco dovuto al patto di stabilità, arriva una boccata di ossigeno.

Eppure Comuni ed enti locali i soldi in cassa li hanno; il problema è che devono rispettare gli obblighi imposti dal Governo centrale e non possono pagare nessuno prima del nuovo bilancio: una situazione paradossale che si trascina di anno in anno e che mette in crisi le aziende; aziende che per lavorare hanno bisogno di liquidità e non di certificazioni di credito aperto.

L’assessore al Bilancio, Riccardo Nencini, ha dichiarato che  questa situazione rappresenta una sorta di “corto circuito che, oltre a ritardi nei lavori, crea evidenti danni all’economia e alle aziende, in difficoltà nel pagare fornitori e lavoratori. Da qui l’accordo con le banche che abbiamo portato in giunta per aiutare le aziende creditrici a farsi anticipare quanto dovuto: più velocemente e con procedure più snelle, ma soprattutto con costi e tassi di interesse decisamente più favorevoli”.

Grazie a questo protocollo d’intesa, ottenere dalle banche gli anticipi sui pagamenti bloccati sarà più semplice e meno oneroso. Infatti, finora le imprese che davano a garanzia i propri crediti verso la PA in cambio di denaro contante dovevano pagare tassi di interesse elevati e portare fior di documentazione.

Una volta firmato il protocollo (lo sarà nei prossimi giorni) invece l’accordo prevede soprattutto che i tassi di interesse da versare alle banche da parte delle imprese siano contenuti tra lo 0,6 e l’1,2% per 3 mesi (la variazione della percentuale è dovuta alla scelta dell’istituto).

A questa percentuale andrà aggiunto uno spread compreso tra l’1 e il 3% oltre il tasso Euribor (European interbank offered rate): un tasso annuale che rappresenta il guadagno della banca e che corrisponde al tasso di interesse al quale le banche prestano denaro ad altre banche. Viene solitamente utilizzato per applicare il tasso variabile aggiungendolo al tasso di base concordato.

L’accordo dovrà valere per tutto il territorio della Regione Toscana e non solo per alcuni Comuni. Infatti attualmente alcuni grandi Comuni si sono mossi per dare questo tipo di supporto alle imprenditrici e agli imprenditori del proprio territorio, ma la Regione ha voluto che non si creasse una situazione di discriminazione tra imprese di una località maggiore (che paga tassi di interesse meno alti) e impresa di una località più piccola (che attualmente paga tassi di interesse più alti).

 

Condividi