Maggiori poteri al consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva toscano

 

Maggiori poteri al consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP

Il consorzio composto da 11 mila imprese produttrici, d’ora in avanti avrà pieno titolo di intervento contro i tentativi di imitazione e di frode sia in Italia che all’estero

L’ok è arrivato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali il quale ha incaricato il Consorzio per la tutela legale del prodotto che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale nel 1998 e detiene il primato di quantità certificata risultando l’olio più venduto all’estero.

Purtroppo però la sua fama riconosciuta in tutto il mondo determina molti fenomeni di imitazione che rappresentano delle vere e proprie frodi ai danni dei consumatori. Infatti per essere un vero olio Toscano IGP (Identificazione Geografica Protetta), quest’ultimo deve essere prodotto esclusivamente dagli oliveti della Toscana: 270 mila ettari di oliveti sottoposti a regime di controllo per circa 7 milioni e 200 mila piante.

Le imprenditrici e gli imprenditori toscani che si occupano di olio sono a migliaia, con più di 11 mila olivicoltori, 315 frantoi e 606 imprese di imbottigliamento. Ed è pertanto fondamentali che tutti siano tutelati. Infatti, come ha sottolineato l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, “Si tratta di una dimensione unica nel panorama delle denominazioni italiane che ha portato al Consorzio toscano anche riconoscimenti importanti, come il ‘Premio Spighe Qualivita-Vie del Gusto’ e offre garanzie di scala produttiva adeguata per favorirne la diffusione anche nella grande distribuzione.”

Le garanzie

Per essere vero olio extravergine di oliva toscano IGP, l’olio deve essere dall’oliveto al frantoio all’imbottigliamento interamente prodotto e processato all’interno della Toscana, come prevede il Disciplinare di produzione, e la sua conformità ai parametri indicati è attestata da Certiquality (l’Ente autorizzato dal Ministero alla verifica).

Ogni confezione di questo olio è riconoscibile dal contrassegno e dal numero impresso, che permette di risalire alla sua storia specifica e alle proprie caratteristiche. Basta inserire il codice stampato sul contrassegno di ogni bottiglia nell’apposita pagina del sito del consorzio per scoprire chi ha coltivato le olive dalle quali è stato prodotto l’olio che si sta per gustare, quale frantoio le ha frante e quale impresa ha imbottigliato il noto liquido dorato.

Uno dei ruoli fondamentali del Consorzio, che è stato costituito nel 1997, è quello di tutelare e promuovere la denominazione di Toscano per l’olio extravergine di oliva prodotto nella regione. Esso controlla l’uso della denominazione, delle menzioni geografiche aggiuntive nonché del marchio consortile.

Oltre a garantire l’origine tutta toscana dell’olio, il consorzio ne garantisce anche la qualità, poiché verifica i parametri chimici e le caratteristiche organolettiche. Esso controlla infatti la composizione acidica, i perossidi, la spettrofotometria, il contenuto di polifenoli e tocoferoli e l’assenza di difetti. Fino ad elencare le diverse sensazioni di gusto e olfatto.

D’altro canto c’è un motivo se quest’olio è il più famoso al mondo: le condizioni climatiche e ambientali del territorio toscano sono infatti particolarmente favorevoli alla coltivazione degli olivi, che qui hanno numerose varietà e vengono sottoposte a modalità particolari di coltivazione.

Lo scorso anno, il 2010, è stato un ottimo anno per il Toscano IGP, che ha raggiunto una produzione quasi massima in tutta la sua storia. Sono stati infatti prodotti 3.891.739 di chilogrammi di olio extravergine. La migliore “annata” è stata invece quella del 2008, con una produzione di 3.914.016 chilogrammi.

L’assessore Salvadori, mostrando soddisfazione per l’assegnazione da parte del Ministero della tutela legale al consorzio, ha dichiarato che si tratta di “un altro tassello che si aggiunge ad una più complessiva riflessione su come rilanciare il settore dell’olivicoltura toscana avviata dalla Regione, a cui partecipano tutte le componenti del mondo olivicolo, compreso il Consorzio dell’olio Toscano IGP, per individuare la strategia volta a garantire la giusta remunerazione per questo prodotto che la Toscana è impegnata a difendere con tutta la determinazione necessaria. Un prodotto che significa qualità e salute, e che contraddistingue da sempre il paesaggio della Toscana.”