Nascono 5 nuove aree di studio in Italia

 

Nascono 5 nuove aree di studio in Italia

 

58 nuove realtà nella formazione tecnica superiore nei 5 nuovi settori: Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Nuove tecnologie per la vita, Tecnologie innovative per i beni culturali e il turismo, Tecnologie per l’informazione e la comunicazione, Nuove tecnologie per il made in Italy

Un livello di formazione tecnica superiore – post diploma – che rappresenta una novità per l’Italia ma che nella maggior parte degli altri Paesi europei già esiste da tempo.

I  nuovi indirizzi daranno vita a 58 nuovi istituti di formazione sul suolo italiano con il preciso scopo di realizzare il legame tra studio e lavoro, ovvero per aumentare il livello di qualifica professionale dei nostri studenti.
Si tratta di una esigenza avvertita dal mercato del lavoro, una domanda espressa dalle imprese, e pertanto offre una chiara prospettiva di occupabilità ai giovani così formati.

Infatti saranno le imprese ad essere coinvolte in questo nuovo livello di istruzione, poiché esse parteciperanno attivamente alla formazione dei giovani diplomati grazie alle fondazioni di partecipazione (organismi che erogano nuovi percorsi formativi). Inoltre, esse sono state interpellate per definire i nuovi profili professionali in modo che vi sia una connessione diretta tra le necessità delle imprese stesse e le lezioni dei docenti. Non solo: una parte degli insegnanti e tutti i tutor delle attività di stage saranno forniti direttamente dalle imprese.

L’IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) è un canale formativo a carattere specialistico che si può frequentare dopo il diploma (tecnicamente si dice “post-secondario”) ed è parallelo a quello universitario.
Esso è stato creato per rispondere alla domanda da parte delle imprese (ma anche di enti pubblici) di figure professionali tecniche di alto livello.

A interessare la domanda di lavoro, sono in particolare imprenditrici ed imprenditori che hanno bisogno di innovare tecnologicamente e/o di procedere alla internazionalizzazione della propria impresa, soprattutto tenendo conto dei benefici apportati all’impresa e dalla spinta delle politiche europee che tanti fondi stanziano a questo scopo.
Inoltre, sono interessate alle figure professionali tecniche di nuova generazione anche gli enti locali nonché le imprese appartenenti al settore dei servizi (terziario).

A chi è diretta l’IFTS
Possono accedere a questo tipo di formazione, in vista di un posto di lavoro ma anche se già lo hanno, tutti i giovani – ma anche gli adulti in generale – in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. Possono accedervi però anche coloro che, pur non avendo conseguito il diploma, sono comunque stati ammessi al quinto anno di liceo.

Ogni percorso scelto nell’ambito dell’offerta dell’IFTS è flessibile e modulare ed è programmato dalle Regioni sulla base anche della partecipazione delle parti sociali.
Al termine del percorso si entrerà in possesso di crediti formativi nonché di una certificazione delle competenze acquisite che potrà essere esibita nel proprio curriculum e che avrà valore sia nei confronti del mondo del lavoro che in quelli dell’università qualora si decidesse di portare avanti ulteriormente gli studi.

Ogni Regione – e in particolare gli assessorati al lavoro e alla formazione – ha sul proprio sito un elenco dei corsi di IFTS ai quali si può accedere di anno in anno (tra l’altro il Ministero del Lavoro ha istituito il numero verde 800.196196 per dare informazioni al riguardo. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 20,00).

3 Regioni a confronto

Il Friuli Venezia Giulia
Tra le Regioni, le ultime notizie riguardo questa tipologia formativa, ci vengono dal Friuli Venezia Giulia, che nei giorni scorsi ha approvato uno stanziamento di 480 mila euro per quest’anno la costituzione di 2 nuove realtà formative sul suo territorio proprio allo scopo di “consentire la disponibilità di professionalità ad alto
contenuto tecnico, richieste dal nostro sistema produttivo” come ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Molinaro.

Si tratta di uno istituto tecnico superiore per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, situato a Pordenone, e di un istituto tecnico superiore per  le nuove tecnologie per il Made in Italy, industria meccanica ed aeronautica, situato a Udine.
I corsi degli istituti dureranno tra le 1.800 e le 2 mila ore suddivise in quattro semestri. Essi saranno a numero chiuso (massimo 30 allievi) e dunque per accedervi occorrerà superare delle selezioni che si terranno nel prossimo autunno.

L’assessore Molinaro ha inoltre anticipato che prossimamente verranno aperti altri corsi, che coinvolgeranno direttamente anche le imprese del settore agroalimentare e del legno: “Colmiamo così una distanza tra scuola e imprese, oggi molto avvertita anche in Friuli Venezia Giulia, ma soprattutto promuoviamo opportunità di lavoro qualificato per i giovani, cosa altrettanto necessaria in questo periodo”.

In Veneto
Nella regione veneta invece i corsi sono articolati in modo diverso (come abbiamo detto ciascuna Regione applica la legge in modo autonomo pur mantenendo nell’essenza i principi comuni): i corsi, articolati in attività pratica e di laboratorio, oltre che teorica, sono tenuti da esperti provenienti dal mondo del lavoro o della ricerca universitaria. Essi sono rivolti ai giovani, agli adulti già occupati per specializzarsi, agli adulti inoccupati o disoccupati.

In Veneto si accede ai percorsi IFTS se si è in possesso di un diploma post-secondario ma anche se, pur non avendo il diploma, si può dimostrare di avere adeguate competenze “alfabetiche e matematiche funzionali”. In questo caso sarà un comitato tecnico-scientifico a valutarle.
Inoltre, si può far valere un eventuale credito formativo allo scopo di ridurre la durata del percorso dell’IFTS, ottenendo il riconoscimento di competenze ulteriori conseguite in altri contesti (sia di studio che lavorativi) oltre al suddetto diploma secondario.

I corsi in Veneto durano 1.200 ore suddivise in due semestri. Di queste ore un minimo del 30% e un massimo del 40% sono dedicate agli stage aziendali e ai tirocinii formativi.
Al termine del percorso, gli studenti che sono stati presenti al 70% delle ore di lezione, possono sostenere l’esame di verifica delle competenze acquisite, il superamento del quale dà diritto alla Certificazione di Specializzazione Tecnica Superiore (4° livello della classificazione UE).

Nel Lazio
Nel Lazio i corsi IFTS hanno una durata variabile a seconda degli istituti nei quali si tengono: essi possono andare dalle 1.200 alle 2.400 ore suddivise in 2 o in 4 semestri.
Anche in questo caso lo scopo è di permettere ai partecipanti un rapido inserimento nel mondo del lavoro (giovani o adulti, occupati o disoccupati).

Nel caso laziale possono essere anche le università o direttamente le aziende a tenere i corsi. In questa regione è previsto che il 50% delle lezioni vengano tenute da esperti provenienti dal mondo del lavoro. Per quanto riguarda stages e tirocinii, essi devono essere tenuti nei luoghi di lavoro per un minimo del 30% delle ore totali.

Al termine del percorso di IFTS, nel Lazio viene rilasciato un certificato di specializzazione che ha valore su tutto il territorio italiano e sul quale vengono indicati i crediti formativi per chi volesse continuare gli studi.