Osservatorio prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia

Osservatorio prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia

Una ricerca effettuata sui prodotti tipici della regione si accompagna a una riflessione sulle prossime politiche da attuare nel settore da parte dei rappresentanti della Regione. Venerdì 9 settembre a Pordenone un convegno per capire come dovrà muoversi la filiera dei prodotti agroalimentari

Prosciutto, formaggi, vino e trote. Questi i prodotti locali in vetta alla classifica dei più consumati tra i prodotti agroalimentari “made in Friuli Venezia Giulia” secondo i dati dell’Osservatorio che ha intervistato oltre 1200 persone al riguardo.

Per gli esperti andiamo più in profondità e scopriamo che nella filiera delle carni il vincitore assoluto è il prosciutto di San Daniele, noto in tutto il mondo. Al secondo e al terzo posto di questa classifica troviamo poi il Sauris (salame friulano tipico) e il musetto.

Il problema, come vediamo subito da questi ultimi due nomi è però la conoscenza quasi solo locale di alcuni di questi prodotti: ad esempio cos’è – e di conseguenza chi acquista – il sanganel o la polmonarie? se passiamo alla filiera casearia il punto interrogativo permane:  volete assaggiare un Asìno? O un formaggio “sot la trape”? Solo gli abitanti del luogo possono saperlo e così tutti chiedono i formaggi più noti, come il Montasio e il latteria.

Insomma se non si conoscono non si vendono e ciò causa un danno ai produttori e ai commercianti. Per questo scoprire quali sono i consumi reali delle persone è importante per ripensare anche alle politiche di supporto a chi produce e vende i generi alimentari meno noti.

Come ha spiegato Sergio Simeoni, il direttore dell’IRTEF (Istituto per la Ricerca sulle Tecniche Educative e Formative) che ha effettuato l’inchiesta, “la ricerca si è concentrata, in questa prima fase, in particolare sulla conoscenza dei prodotti tipici tradizionali da parte dei consumatori finali, cercando di capire anche quali sono le loro abitudini alimentari e qual è la percezione dei prodotti regionali in un contesto di promozione e valorizzazione”.

I dati emersi hanno permesso di capire che solo il 23% degli acquirenti conosce i prodotti tipici e che in generale i consumatori sono coscienti della validità di questi prodotti tradizionali, ma semplicemente non li conoscono tutti.

Per capire a questo punto quali passi si dovranno fare per sostenere la filiera produttiva del comparto, la Regione ha organizzato un convegno che si terrà venerdì 9 alle ore 18,00 presso il Padiglione 5 – Arena a Pordenone, al quale interverranno:
–  l’assessore alle risorse rurali, agroalimentari e forestali, Claudio Violino; 
– il responsabile delle relazioni esterne di FriulAdria-Crédit Agricole, Giovanni Lessio;
– il direttore di IRTEF, Sergio Simenoni;
– la rappresentate dell’Università di Udine, Maria Parpinel;
– il presidente dei Giovani ristoratori d’Europa Emanuele Scarello.

Il futuro dell’agroalimentare friulano

 

La prima idea è quella di “griffare” i prodotti agroalimentari della regione, allo scopo di “permettere un futuro prospero all’agricoltura”: occorre “dare maggiore identità di marchio alle eccellenze”. È ciò che si è detto nell’incontro informativo per divulgare i primi dati dell’osservatorio.

“L’agroalimentare friulano deve procedere verso un incremento della sua identità” ha confermato l’assessore Violino “e per questo sono chiamati in causa sia i produttori sia i consumatori. Del resto c’è grande spazio per aumentare il marketing territoriale e lo abbiamo capito dai dati raccolti dall’Osservatorio: i friulani hanno una conoscenza epidermica del prodotto tipico friulano e dichiarano di consumare e riconoscere solo alcune tra le 141 produzioni locali, quelle più legate all’immaginario”.

Se è l’immaginario collettivo a dominare, dunque si potrebbero realizzare delle campagne che lo alimentino e lo “innovino” in modo che anche gli altri prodotti ne entrino a far parte. Ad esempio i prodotti di nicchia, come quelli dell’acquacoltura, i formaggi di malga, i radicchi, ma anche il miele e le altre eccellenze disponibili in Friuli Venezia Giulia grazie soprattutto ai particolari microclimi presenti in alcune località della regione.

L’Osservatorio, nato a giugno del 2010, allo scopo di orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli regionali, potrà permettere di intercettare nuovi mercati extraregionali in cui promuovere le eccellenze
delle imprese agricole. Esso può anche essere utile alla programmazione di piani strategici di settore in ragione delle sofferenze strutturali del comparto.

Si ricorda che dell’osservatorio coordinato dall’IRTEF fanno parte attualmente: la Direzione Centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali della Regione; FriulAdria; la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia; Legacoop; Confcooperative; la Confederazione Italiana agricoltori Fvg; la Confartigianato Udine.

“Proprio perchè la nostra è una agricoltura che non può disporre di grandi numeri” ha dichiarato l’assessore Violino “occorre  puntare tutto sulla qualità e sulla tipicità delle nostre produzioni. Le linee emerse dai questionari dell’osservatorio ci confermano questa necessità”.