Al via il Piano Casa per famiglie e piccole imprese

Al via il Piano Casa per famiglie e piccole imprese

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, incontra il presidente della Bcc Roma, che stanzia 100 milioni di euro per il Piano Casa Lazio

È stato approvato il Piano casa nella Regione Lazio. Il 14 settembre scorso la presidente della giunta regionale, Renata Polverini, si è incontrata con il presidente della Bcc Roma (Banca di credito cooperativo), Francesco Liberati, per esporre il nuovo progetto, che prevede un finanziamento di 100 milioni di euro “per famiglie e piccole imprese che vogliono usufruire delle opportunità del nuovo Piano Casa varato dalla Regione”, ha annunciato la Polverini.


Cos’è il Piano Casa?

Consiste in un insieme di provvedimenti legislativi e di incentivi che consentiranno l’ampliamento di abitazioni private e di altri immobili. “Si tratta di un mix di reali benefici” spiega la Bcc “che consentono di ampliare il proprio spazio abitativo e di rivalutare economicamente il proprio immobile”. La banca in questione metterà a disposizione della Regione, quindi delle famiglie e delle imprese, 100 milioni di euro che serviranno ad aiutare economicamente tutti coloro che vorranno ampliare il proprio spazio abitativo, anche al fine di rivalutarlo economicamente. “I proprietari degli immobili” spiega ancora la Bcc, “avvalendosi della Legge Regionale (in vigore sino al 31 gennaio 2015), possono migliorare la qualità del proprio immobile, per esempio, ricavando una o più stanze per rispondere alle proprie esigenze abitative, con un minore investimento rispetto all’acquisto di una nuova unità immobiliare”.

Forme tecniche del finanziamento

Le 120 agenzie della Bcc che si trovano in tutta la regione, soprattutto a Roma e provincia, concederanno mutui in due modalità: per un importo al di sotto dei 70 mila euro i cittadini  ricorreranno allo strumento creditizio del mutuo chirografario da restituire con i dovuti interessi in 10 anni; oppure c’è la forma del mutuo fondiario fino a 25 anni per un importo massimo di 200 mila euro. I tempi del prestito da parte della banca saranno inoltre ridotti. Oltre al fatto che per il mutuo fondiario non ci sarà più bisogno, per esempio, di giustificare con evidenza di spesa il 20% della somma totale richiesta, la concessione del mutuo potrà esser fatta prima ancora della presentazione della Dia (Dichiarazione inizio attività), anche se l’erogazione avverrà solo dopo l’autorizzazione da parte del Comune.
Le novità della Legge Regionale 21/2009 (specialmente articolo 3)
La legge si rivolge sia alle famiglie che alle imprese. Mentre per gli immobili residenziali si potrà avere la possibilità di operare  piccoli ampliamenti: fino al 20% della cubatura pre-esistente e con un limite massimo di 70 mq, previa presentazione della Dia, per gli edifici non residenziali, destinati ad attività commerciali, direzionali, uffici, negozi, il limite massimo è del 25% con un ampliamento della metratura fino ad un massimo di 500 mq, a patto che si mantenga la destinazione d’uso per 10 anni.
Per gli edifici dismessi che si vogliano ristrutturare, demolire, ricostruire e completare, è consentito il cambio della destinazione d’uso, da non residenziale a residenziale, inclusi i volumi delle pertinenze come garage, sottotetti, servizi. Oltre a ciò saranno premiati quei Comuni che adotteranno programmi di riqualificazione di quartieri degradati o di territori di interesse naturalistico e/o culturale, ottenendo un premio del 75% in più rispetto alle  volumetrie demolite. Se poi la ristrutturazione interessasse le zone costiere il premio di cubatura potrà arrivare al 150%

Opinioni contrastanti: pro e contro

“Il Piano casa è una legge che riguarda poco i grandi costruttori, ma principalmente le PMI (piccole e medie imprese) che svolgono attività produttiva in città e Regione” ha commentato Luciano Ciocchetti, assessore alle Politiche del territorio della Regione Lazio. “In particolare” ha spiegato l’assessore “la legge è rivolta ai tanti che da singoli imprenditori potranno avere regole urbanistiche in edilizia più flessibili, che consentano loro di rimettere in moto una serie di opportunità, sia dal punto di vista dei cantieri, quindi del lavoro, sia dal punto di vista dell’adeguamento delle strutture”.
“E poi” ha concluso L. Ciocchetti “c’è tutto il capitolo che riguarda la semplificazione, importante per le imprese. Credo che il tema vero in Italia sia la troppa burocrazia, che, in un settore come l’urbanistica, porta anche a fenomeni come la corruzione”.

“Il vero obiettivo del Piano Casa” attacca invece Esterino Montino, capogruppo del Pd alla Regione “è un regalo ai costruttori. L’obiettivo, da una parte è di concentrare l’interesse sui grandi proprietari e sui contenitori esistenti e dall’altra di costruire quartieri senza qualità. Il pericolo di questa operazione è che si ritorni alle borgate, una casa vicino all’altra, e, soprattutto, seguendo una procedura legislativa senza pianificazione”.

Daniela Auciello

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