Dichiarazione della commissione regionale FVG per le pari opportunità

Dichiarazione della commissione regionale FVG per le pari opportunità

La commissione PO del Friuli Venezia Giulia denuncia la situazione di grave minoranza delle donne nel mondo lavorativo, sia sotto il profilo occupazionale che sotto quello retributivo ed assistenziale. Inoltre il doppio lavoro svolto dalle donne in famiglia è usurante ed è inaccettabile l’equiparazione sull’età di pensionamento

Da Trieste le donne denunciano come questo periodo di crisi economica abbia fatto sentire i propri effetti proprio sui settori con un più alto tasso di femminilizzazione e come esse vengano sottoposte a ingiustizie che bloccano il cammino verso l’uguaglianza tra uomini e donne.

La Commissione per le Pari Opportunità rileva come questo fatto rischi di restare nascosto dal momento che la perdita di occupazione maschile sia sempre trattata con maggior rilievo. Difatti, l’impatto della crisi sulla donne è sottostimato in quanto le statistiche non riescono a considerare la reale portata della disoccupazione femminile.

Ad esempio una donna che lavora part-time viene considerata regolarmente occupata a tutti gli effetti. In realtà la maggior parte delle donne è costretta ad accettare un lavoro a tempo parziale semplicemente perché non ne trova uno a tempo pieno: in poche parole si tratta di part-time involontario.

Spesso poi le donne che hanno perso il lavoro vengono penalizzate: anzitutto ricevono sussidi più bassi rispetto ai loro colleghi uomini proprio perché già avevano stipendi e salari più bassi o storie contributive non lineari; inoltre, rientrano spesso in categorie che non sono coperte da sussidi, come quella delle persone inoccupate (ovvero alla ricerca di una prima occupazione).

La commissione segnala inoltre che la crescita del lavoro non retribuito, ovvero quello casalingo, domestico e di cura della famiglia, cresce per compensare il calo del reddito familiare ma anche perché i soliti tagli alla spesa pubblica riducono i servizi sociali e le donne si trovano da sole ad affrontare una situazione sempre più difficile.

Sono le donne infatti a prendersi cura non solo dei figli ma anche degli anziani e di conseguenza la loro attività di cura della casa e dei familiari deve essere considerata alla pari di un qualsiasi altro lavoro usurante. E così come è permesso ai lavoratori sottoposti a tale genere di attività andare in pensione anzitempo rispetto ai lavoratori comuni, ciò deve essere permesso anche alle donne.

La Commissione osserva che, con le tendenze attuali, l’uguaglianza di genere e sempre più a rischio e denuncia altresì il pericolo che si usi la crisi economica per mettere in atto politiche contrarie alle donne, come il taglio delle spese proprio “nelle scelte che aiutano le donne a stare sul mercato del lavoro”. E ciò sia a livello di governo nazionale che a livello di governo europeo.

Si ricorda che la Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna è stata istituita nel 1990 con un’apposita legge che alleghiamo ed è rappresentata dalla Presidente eletta Santa Zannier.
Essa è un organo consultivo sia del Consiglio che della Giunta regionale ed ha il compito di controllare l’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità sociale.

 

Allegati

pdf LR23-1990-istituz-commiss-PO.pdf

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