Dal 15 novembre si attueranno i contenuti della “lettera” di Berlusconi al Consiglio Europeo

Dal 15 novembre si attueranno i contenuti della “lettera” di Berlusconi al Consiglio Europeo

Nella ormai famosa lettera che il nostro presidente del consiglio dei ministri ha inviato ai presidenti del Consiglio europeo (Herman Van Rompuy) e della Commissione Europea (Manuel Barroso) vengono annunciate le misure che il nostro Governo realizzerà per uscire dalla stasi dell’economia nazionale

Nella lettera di intenti il Presidente Berlusconi illustra il calendario per la concreta applicazione delle misure per “creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita”. Il mondo delle imprese e quello del lavoro, nonché quello della formazione, verranno coinvolti a 360 gradi.

Scopo degli interventi che il Governo ha iniziato ad attuare, è quello di raggiungere il pareggio di bilancio già dal 2013. Per questa stessa ragione, il Parlamento ha approvato le manovre finanziarie di quest’estate, che avranno come effetto indiretto la correzione dei saldi di bilancio al 2014, grazie ai maggiori introiti (+ 60 miliardi di euro) contabilizzati. Ciononostante, come ormai si è appurato, questi introiti non sono ancora sufficienti a riportare l’Italia nei parametri stabiliti dall’UE e pertanto nel documento inviato ai presidenti europei, vengono stabiliti i passi da compiere a partire dal prossimo 15 novembre e nell’arco di 8 mesi.

Il Presidente del consiglio informa i rappresentanti europei che, grazie a questa politica economica, si riuscirà a far scendere il debito della nostra nazione a partire dal 2012. La crescita italiana è però ancora troppo contenuta e va stimolata con ulteriori azioni. Tali azioni devono dar via a un cambiamento strutturale (ovvero non temporaneo) alla nostra situazione economica e il Governo le ha così programmate:

 

  • –    Entro 2 mesi occorre rimuovere i vincoli delle imprese sulle restrizioni alla concorrenza e all’attività economica. Ciò significherebbe avere maggior produttività e minori costi e, di conseguenza, prezzi.
  • –    Entro 4 mesi definire le regole per favorire il dinamismo delle imprese.
  • –    Entro 6 mesi adottare le misure per favorire l’accumulazione di capitale, sia fisico che umano
  • –    Entro 8 mesi completare le riforme del mercato del lavoro, favorendo una maggiore partecipazione.

Risanare la frattura Nord-Sud Italia

A queste linee principali se ne aggiunge una particolare, che rappresenta una priorità per i prossimi 4 mesi ed è quella di dare un colpo di spalla al divario Nord Sud che da secoli penalizza l’economia italiana. Si vuole che il PIL (Prodotto Interno Lordo) del Nord e del Centro Italia si avvicini a quello del Sud. Sarebbe un salto imponente, dal momento che il PIL del Nord e del Centro eguaglia quello delle migliori regioni europee, mentre quello del Sud è agli ultimi posti d’Europa.

Per raggiungere questo scopo, il Governo vuole utilizzare completamente i fondi strutturali disponibili (vedi nostro articolo sui finanziamenti europei al Sud http://www.donnainaffari.it/home/finanziamenti/44-europei/422-calabria-campania-sardegna-sospesi-i-fondi-europei.html) ridefinendo le loro priorità e migliorarne l’utilizzo in collaborazione con la Commissione Europea. Mediante questo lavoro di concerto, si potranno accelerare i tempi di utilizzazione dei fondi stessi.

Per realizzare questo programma straordinario di sviluppo del Mezzogiorno, definito “Eurosud”, il Governo revisionerà tutti i programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013 secondo le raccomandazioni europee, concentrandosi sugli investimenti ritenuti più di altri in grado di rilanciare la competitività intervenendo sul potenziale mai utilizzato del nostro Sud. In questo senso le azioni previste si appunteranno sull’istruzione, l’installazione della banda larga, il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e, soprattutto, la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il Piano di azione

Il piano di azione verrà definito entro il 15 novembre e comporterà:

  • –    La valorizzazione del capitale umano;
  • –    La resa in efficienza del mercato del lavoro;
  • –    L’apertura dei mercati alla libera concorrenza;
  • –    Il sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
  • –    La semplificazione amministrativa nonché normativa;
  • –    La modernizzazione della PA;
  • –    Lo snellimento dell’amministrazione della giustizia;
  • –    La realizzazione delle infrastrutture e l’accelerazione dell’edilizia;
  • –    La riforma della Costituzione

Scuole e università

Per valorizzare il capitale umano il Governo intende definire un nuovo programma di contribuzione a partire dall’anno accademico 2012-2013 per quei tipi di scuole che non risultano avere una “dote” adeguata per svolgere la propria missione. Verranno anche rivalutati i docenti, aumentandone l’impegno didattico e dando loro un corrispondente aumento di stipendio (nell’arco di 5 anni). Gli stessi insegnanti saranno reclutati per mezzo di un nuovo sistema di selezione, più rigoroso e attento alle capacità individuali.

Si avvierà una ristrutturazione anche nel settore universitario, a partire da dicembre 2011, dando maggiori autonomie alle università per incentivarne la competizione. Le rette di iscrizione verranno nella granparte decise dalle singole università ma si permetterà agli studenti meno abbienti di frequentarne i corsi poiché i rettorati avranno l’obbligo di destinare una parte dei fondi a questi ultimi, per i quali verranno anche attivati a livello nazionale i cosiddetti prestiti d’onore.

Mercato del lavoro

Per rendere più efficiente tale mercato, il Governo si impegna ad approvare entro il mese di dicembre di quest’anno gli interventi a favore dell’occupazione giovanile e femminile.
Sarà guerra aperta alle forme improprie di lavoro giovanile (vedi lavoro nero e forme di sfruttamento legate a pseudo contratti illegali) basata sulla spinta verso le forme contrattuali di apprendistato. Verranno agevolati i contratti di lavoro a tempo parziale, utili soprattutto per le donne, allo scopo di conciliare i loro tempi di vita (vedi l’onere della cura parentale e casalinga) con quelli del lavoro.
Verranno stimolate le imprese ad assumere donne e verrà loro concesso un credito d’imposta se occupano personale residente nelle aree svantaggiate.

Un passo importante e che ha scosso l’opinione pubblica sarà però quello relativo alla riforma delle leggi sul lavoro che il Governo prevede di realizzare entro maggio 2012. In particolare, verranno regolati su base diversa i licenziamenti che le aziende potranno realizzare per motivi economici anche in caso di contratti a tempo indeterminato.

Regime di concorrenza

Entro il primo marzo 2012 l’Autorità per la Concorrenza avrà maggiori poteri per intervenire allo scopo di evitare che le disposizioni locali e regionali siano in contrasto o incoerenti con le operazioni delle aziende in regime di libera concorrenza, la quale andrà promossa anche attraverso le liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali.
E’ già in preparazione la bozza del disegno di legge sulla concorrenza e, come si è anticipato nel documento consegnato ai presidenti europei, esso contiene disposizioni riguardanti la distribuzione dei carburanti e l’assicurazione obbligatoria dei veicoli – alcune delle quali già in vigore, come quelle inserite nel Decreto Legge 98/2011. Ma nel documento si ricorda anche che l’Italia è stata tra i primi Paesi europei ad aprire la concorrenza per quanto riguarda il mercato della distribuzione del gas, settore per il quale verranno a breve pubblicati in Gazzetta i relativi regolamenti di disciplina delle gare.

Per quanto riguarda la concorrenza in settori professionali, si prevede che – sempre per aumentare il livello di concorrenzialità e far abbassare i prezzi – i tariffari saranno solo indicativi, poiché professionista potrà praticare la tariffa voluta. Stessa cosa varrà per le imprese e il Decreto Legge 138/2011 ha già rappresentato un primo passo in tal senso.

Ulteriori aperture in tal senso sono allo studio e verranno destinate agli ordini professionali e ai servizi pubblici locali. Su questo ultimo punto però, allo scopo di non correre il rischio che gli enti pubblici locali approfittino di questa liberalizzazione per aumentare – invece che abbassare come il regime di libera concorrenza vuole – i prezzi dei servizi (cosa altamente probabile visti gli esempi del passato), si è deciso di rafforzare i sistemi di controllo e introdurre a livello nazionale dei sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti della distribuzione dell’acqua, della raccolta e smaltimento dei rifiuti, dei trasporti locali e nazionali, delle farmacie comunali. L’idea è che se si fa pagare qualcosa, bisogna che questo qualcosa abbia un valore reale, ovvero un livello qualitativo accettabile. Ciò, pertanto, non è indicativo del fatto che i prezzi siano effettivamente controllati ed è ciò che preoccupa maggiormente l’opinione pubblica.
Per rafforzare la concorrenzialità comunque il Governo intende aprire il mercato dei servizi pubblici anche ai privati in tutti i settori dove questo è ritenuto possibile dagli enti locali stessi.
Si tratta di un punto particolarmente delicato, questo dei servizi pubblici, poiché come ogni imprenditrice e ogni imprenditore sa, sono le tasse locali a rappresentare il maggior onere contributivo nell’andamento annuale della propria attività.

Sostegno all’imprenditoria

Entro quest’anno 2011, il Governo realizzerà misure di defiscalizzazione per favorire lo sviluppo delle imprese. Si potrà dedurre ad esempio il rendimento del capitale di rischio. Inoltre, si renderà sempre più semplice e veloce la procedura per ottenere i finanziamenti comunitari.
Ogni anno inoltre, alle PMI, che rappresentano la quasi totalità delle aziende italiane, verrà destinato il 50% delle risorse che rimangono inutilizzate provenienti dal Fondo Rotatito per il Sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.

Per affrontare un altro problema scottante per le imprese, quello della liquidità, verrà realizzato un sistema di certificazione dei debiti che le PA locali hanno contratto con le aziende affinché le banche eroghino subito il denaro.

Burocrazia

Verranno costituite zone a “burocrazia zero” su tutto il territorio nazionale durante l’interno anno 2013 anche attraverso la costituzione di uffici locali dei governi (ULG) che rappresenteranno durante questo periodo, a titolo sperimentale, le uniche autorità amministrative.

Verranno snellite tutte le procedure riguardanti le società di capitale: dalla costituzione del bilancio delle Srl al deposito dell’atto di trasferimento delle quote sociali. I certificati verranno completamente sostituiti dalle autocertificazioni ad eccezioni di quelle pubbliche che servono per regolare i rapporti fra privati.

Giustizia

Andranno rafforzate le misure relativa alla prevenzione del contenzioso, anche attraverso la costituzione di un gruppo tecnico, con sede presso il Ministero della Giustizia, che proponga specifici interventi di contrasto rispetto alle situazioni che si ritengono a forte litigiosità.
Entro fine aprile del 2012, verrà realizzata la banca dati centralizzata per le statistiche civili e fallimentari.
Si intende ridurre del 20%, nell’arco di 3 anni, la durata delle controversie civili.

Infrastrutture ed edilizia

Entro il 31 dicembre di quest’anno, il Governo definirà gli standard contrattuali che facilitino il ricorso ai finanziamenti di progetto, allo scopo di sollecitare una maggior partecipazione degli investitori privati. Verranno resi più chiari i rischi tra le parti e le certezze sulla redditività dell’opera.

Nel frattempo, il Governo ha già avviato i lavori per definire quali opere saranno immediatamente cantierabili e potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione.
Le procedure per l’approvazione dei progetti saranno rese più semplici e veloci e gli appalti verranno suddivisi in lotti allo scopo di garantire alle PMI un accesso facilitato.
Verranno semplificate infine tutte le procedure, al fine di sbloccare gli investimenti privati, riguardanti le opere riguardanti i maggiori aeroporti italiani, la gestione degli impianti portuali, il trasporto eccezionale su gomma.

Pensioni

Con il meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita, il Governo prevede che entro il 2026 sia uomini che donna andranno in pensione all’età di almeno 67 anni.

Attualmente il Parlamento sta esaminando il provvedimento governativo concernente l’assistenza previdenziale e si prevede che verrà emanato entro il 2012. Si prevede di destinare risorse a questo settore pari a 4 miliardi di euro nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro ogni anno dal 2014.

Vendite di beni pubblici

Entro fine mese il Governo definirà un piano di dismissioni del patrimonio pubblico allo scopo di far entrare nelle casse statali 5 miliardi l’anno nel prossimo triennio. Gli enti territoriali dovranno inoltre definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da loro controllate.
I proventi di tali dismissioni saranno utilizzati fra l’altro per realizzare progetti locali di investimento.

Ultime notizie: dal referendum greco al referendum italiano

Il Governo, per garantire l’attuazione del programma presentato nel documento, necessario a rispettare i parametri stabiliti in sede europea, monitorerà costantemente l’andamento dei conti pubblici e interverrà prontamente in caso di bisogno.
Il documento stesso si conclude con l’espressione della speranza che con l’impegno sia dell’Italia che dei membri della Commissione europea, nonché con quello di ogni Paese dell’Unione, si riescano a fronteggiare i problemi che riguardano la tenuta stessa dell’euro e che non sono dunque relativi solo alla debolezza economica di una singola nazione. In effetti, per fare un esempio, la dimostrazione di quanto le economie siano oggi collegate inestricabilmente, la si è avuta martedì 1 novembre, quando il panico si è esteso tra le borse e i titoli bancari sono crollati per l’ennesima volta provocando ripercussioni in tutt’Europa. Il panico si era scatenato per la decisione presa dalla Grecia di sottoporre al giudizio della popolazione, tramite un referendum, la politica economica già proposta in sede europea. In pratica il leader greco ha stabilito di non prendere decisioni sulla testa delle persone ma di coinvolgerle in prima persona, dal momento che il peso dei sacrifici sarebbe ricaduto su di loro. Ciò ha messo in allarme tutti i governi europei poiché si teme – e noi pensiamo a ragione – che la popolazione sia contraria ad affrontare le “lacrime e sangue” che le si richiedono per risanare la situazione economica.

In Italia le decisioni invece si è abituati a prenderle sulla testa di chi le deve pagare e per questo motivo diamo l’informazione che si stanno raccogliendo le firme per il referendum italiano di soppressione dei privilegi della classe politica nostrana in quanto il pensiero popolare è diverso da quello dei governanti e la gente comune pensa che parecchio si risolverebbe se venissero eliminati semplicemente i privilegi della classe politica, che pesano alle casse statali (e dunque dei cittadini e delle imprese) svariati milioni di euro mensili. La proposta è nata da un movimento cresciuto su Facebook che ora sembra sia riuscito a raggiungere i comuni di quasi tutte le città. Vengono inviate e-mail informative nelle quali si spiega che la proposta è quella di equiparare gli stipendi dei parlamentari a quelli degli altri parlamentari europei:


Il movimento fa circolare il corretto messaggio che, se non parte dalla cittadinanza, questa proposta non verrà naturalmente mai presentata dai parlamentari stessi e allega un’immagine di alcuni parlamentari sorpresi al lavoro in aula:

Allo stesso tempo, già da quest’estate è in circolazione in rete una proposta di legge di iniziativa popolare che ha lo stesso scopo e che riportiamo di seguito a titolo informativo, scusandoci per gli eventuali errori sintattici in quanto l’abbiamo prelevata da internet così com’era stata pubblicata allo scopo di dimostrare come il cittadino medio italiano percepisce certe istituzioni politiche,  il loro operato e i loro costi:

1) Il rimborso per l’attività di Deputato o Senatore di 7.000 euro mensili (per dodici mesi l’anno) al netto delle tasse, comprensive di tutto. Sono aboliti tutti gli eventuali rimborsi (es. spese di segreteria, per il portaborse, per alloggio ecc.). I Deputati e Senatori di Sicilia e Sardegna, nonché tutti i Deputati e Senatori delle regioni autonome, non avranno ulteriori rimborsi spese previsti per la distanza. Al primo gennaio di ogni anno il rimborso spese per l’attività di Deputato e Senatore viene innalzato per coprire eventuale inflazione; tale aumento non potrà comunque essere superiore al 4% del rimborso spese dell’anno precedente

2) Il Deputato o il Senatore potrà viaggiare gratis sui treni delle ferrovie e sugli aerei, ma solo in classe economica e solo per recarsi in Parlamento. Qualora utilizzassero, privatamente, la propria auto non sono previsti rimborsi per eventuali costi di gestione, manutenzione (ordinaria e straordinaria) o di carburante. Nessun costo verrà richiesto al Deputato e al Senatore che viaggi in autostrada, sempre che si rechi alle riunioni in Parlamento.

3) I Deputati ed i Senatori tassativamente devono essere presenti in Parlamento ad ogni votazione. La non giustificata assenza (malattia, lutto familiare, ecc.) alle votazioni, per 5 volte di seguito, automaticamente far? decadere dalla carica il Deputato o il Senatore. Eventuali commissioni devono riunirsi in orario non coincidente con le sedute parlamentari. Per la presenza alle commissioni Deputati e Senatori non riceveranno nessun compenso, ne come membri ne come presidenti delle stesse. I Deputati ed i Senatori dovranno essere a disposizione per gli incontri con i cittadini, che ne faranno regolare richiesta, (telefonica o scritta) per almeno 4 ore alla settimana. Eventuali Ministri e Vice Ministri dovranno essere a disposizione dei cittadini, con le stesse modalità previste per i Deputati e Senatori, per almeno 3 giorni al mese.

4) Sono abrogati i benefici riguardanti eventuali assicurazioni, corsi di aggiornamento o di lingue, trattamento a fini pensionistici e quant’altro. I Senatori ed i Deputati che lo vogliono hanno facoltà di stipulare, privatamente, assicurazione supplementare a fini pensionistici. Assicurazione che non potrà comunque essere corrisposta prima del compimento del 65 anno di età. Indipendentemente dal numero di anni trascorsi in Parlamento ai Deputati e Senatori che, al compimento del 65 anno di età, vadano effettivamente in Pensione lo Stato riconosce loro una pensione sociale di 500 euro mensili (senza tredicesima); tale pensione viene rivalutata, ogni anno, del 2%

5) I Ristoranti interni, così come i barbieri ed ogni altra attività commerciale all’interno del Parlamento cesseranno di avere costi politici e si uniformeranno ai costi reali.

6) Passati 4 anni dall’ultimo incarico parlamentare tutti gli eventuali Deputati e Senatori, nonché Ministri e Presidenti di Camera e Senato che, per motivi di sicurezza, avevano la scorta potranno continuarla ad avere a proprie spese ed in ogni caso nessun onere dell’eventuale servizio di scorta potrà essere a carico dello Stato.

7) Portate a termine numero 2 legislature i Deputati ed i Senatori non potranno essere rieletti in Parlamento per almeno 1 legislatura. I Deputati ed i Senatori, terminato il mandato parlamentare, non potranno essere eletti per almeno 10 anni a nessun’altra carica politica a livello amministrativo (Governatore Regione, Presidente Provincia, Sindaco, Assessore Regionale, Provinciale o comunale); non potranno, in nessun caso, partecipare (come membri o presidenti o consulenti) a società, enti, aziende, associazione o consorzi che abbiano una qualsiasi partecipazione, a qualsiasi titolo, di Comuni, Province e Regioni

8) Eventuali cittadini, condannati in via definitiva, a pene superiori ai 2 anni non potranno in nessun caso essere eletti Deputati e Senatori a meno che, rinunciando alla condizionale, non scontino in galera gli anni di pena commutati. In nessun caso potranno sedere in Parlamento cittadini che vengano condannati, in via definitiva, per reati contro l’ambiente, associazione mafiosa o comunque associazione a delinquere, traffico darmi, prostituzione, omicidio e tentato omicidio, stupro, violenza su minori, insurrezione contro i poteri dello Stato. Qualora una sentenza, in via definitiva, fosse emessa durante il mandato parlamentare eventuali Deputati e Senatori, in via automatica e senza nessun voto parlamentare, verranno arrestati.

9) I Deputati e Senatori eletti non potranno avere nessun altro incarico amministrativo (Regione, Province, Comuni) durante la loro funzione di parlamentari ne potranno essere membri di aziende, enti, cooperative, società collegate o controllate dall’amministrazione pubblica.

10) La presente Legge è valida anche per i cittadini eletti al Parlamento Europeo

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