Focus sulla Legge di Stabilità: cosa cambia per le donne e i giovani

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Focus sulla Legge di Stabilità: cosa cambia per le donne e i giovani

In arrivo numerose misure: oltre ai molti tagli, anche interventi di sostegno per le imprese femminili, le lavoratrici e coloro che si affacciano al mondo del lavoro

E’ stato approvato alla vigilia delle dimissioni del Governo Berlusconi, e per questo è stato poco oggetto della cronaca, impegnata piuttosto a raccontare gli ultimi atti del Consiglio dei Ministri uscente e l’inizio della nuova era Monti. Si tratta comunque di un pacchetto di misure importanti, varate sotto il nome di “legge di stabilità”: l’estremo tentativo di rimettere i conti a posto e, in definitiva, di assicurare all’UE la stabilità del nostro sistema economico.

Sull’onda della crisi che ha colpito i mercati e tutto il mondo finanziario, e che ha bussato alle porte di casa nostra dopo il forfait dato da alcuni paesi dell’Unione Europea, l’obiettivo, tra gli altri, era quello di evitare che la I di PIGS potesse essere intesa come Italia: la sigla, come è noto, definisce un po’ sarcasticamente i paesi dell’area Euro tradizionalmente più deboli dal punto di vista economico, e ora a rischio fallimento, come Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna.

Le misure a favore di imprese, donne e giovani: una svolta nel nostro sistema sociale

Si tratta di una delle novità più interessanti della manovra, e riguarda l’incentivo all’assunzione delle donne in aree geografiche ad alto tasso di disoccupazione di genere: in tutte le zone della penisola in cui la disoccupazione femminile è alta almeno 10 punti percentuali in più di quella maschile, è previsto il contratto di inserimento per le donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Nel contempo, il fondo per i nuovi nati, una delle poche misure a favore della famiglia attualmente vigenti in Italia, è prorogato fino al 2014.

La nuova legge di stabilità promuove inoltre l’assunzione dei giovani: dal primo gennaio 2012 è infatti prevista, per tutti i datori di lavoro che hanno fino a un massimo di nove dipendenti, la totale decontribuzione per i primi tre anni di contratto di apprendistato. In termini semplici significa che gli imprenditori e le imprenditrici che assumeranno giovani apprendisti lo faranno a tassazione zero per tre anni, e dal quarto anno avranno una aliquota contributiva di solo il 10%.

La nuova legge incoraggia poi il tele-lavoro e il part-time, snellendo le procedure di assegnazione: la riduzione dell’orario di lavoro potrà infatti essere stabilita autonomamente tra lavoratore e datore di lavoro, indipendentemente dalla presenza della voce nei contratti collettivi.

Per i professionisti è abolita la tariffa minima; inoltre, l’obbligo di dismissione di immobili pubblici (tra cui, per un 20%, carceri e caserme non utilizzati) e di terreni agricoli di proprietà dello Stato dovrebbe ridurre il debito pubblico di 15 miliardi in tre anni, e le nuove regole prevedono che ad acquistare i terreni, con modalità di trattativa privata o di asta pubblica, a seconda del valore del fondo, siano prioritariamente, con diritto di prelazione, i giovani agricoltori italiani.

Le altre misure della legge di stabilità in dettaglio

sala cons. ministri

Scuola, editoria, ricerca, sanità e pensioni

In tema di welfare, la legge di stabilità conferma l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2026, e a 70 anni dal 2050, in considerazione della necessità di adeguamento alle aspettative di vita sempre più alte. La misura riguarda tutti, uomini e donne, dipendenti del settore privato e del settore pubblico.

Contemporaneamente, per il sistema dei servizi, sono previsti tagli alla scuola pubblica e alla ricerca, oltre che alle strutture sanitarie: dal prossimo anno, infatti, nessun istituto scolastico statale che abbia meno di 600 alunni potrà avere un autonomo dirigente a tempo indeterminato (il limite fino ad oggi era di 500 studenti per scuola), mentre vengono finanziate per oltre 200 milioni di Euro le scuole private e altri 20 milioni di Euro sono stanziati per il sostegno alle Università non statali.

I tagli all’editoria, che erano stati fortissimi lo scorso anno, sono ridimensionati a partire dal 2012 (19,55 milioni di Euro di tagli in meno, che diventano 16,25 nel 2013 e 12,90 nel 2014). La manovra riduce inoltre sensibilmente i congedi per attività di studio e di ricerca assegnati ai docenti universitari, e abbatte l’ammontare dei finanziamenti pubblici destinati all’ammortamento dei mutui accesi dalle regioni per la costruzione degli ospedali e per l’edilizia sanitaria in genere.

Esuberi, mobilità obbligatoria, nuove spese

Per i dipendenti pubblici a tempo indeterminato con meno di 40 anni di contributi, qualora siano dichiarati in soprannumero, è in arrivo la mobilità obbligatoria, con la ricollocazione «totale o parziale» anche attraverso part-time o contratti di solidarietà all’interno della stessa Regione. In caso di mancata ricollocazione, o di rifiuto del trasferimento da parte dell’interessato, potrà essere erogata, al massimo per due anni, una indennità pari all’80% dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale.

Tra le nuove spese che dobbiamo abituarci a sostenere, è prevedibile un nuovo aumento della benzina, dato che le accise salgono per verde e gasolio di 1 millesimo al litro dal 2012 e di mezzo millesimo dal 2013.

E’ inoltre previsto il caroprocessi, con il raddoppiamento del contributo unificato per i ricorsi in Cassazione.
In compenso, con la defiscalizzazione per le autostrade attraverso una azione mirata su Irap e Iva, sarà forse possibile viaggiare più rapidamente su nuove arterie appositamente costruite nei prossimi anni. In considerazione dell’emergenza terremoto l’Abruzzo continua a godere di agevolazioni fiscali: le tasse dovranno essere nuovamente pagate, a rate e senza multe, a partire dal prossimo mese di gennaio, con riduzioni del 60%.

Enti locali e nazionali tra tagli e nuovi finanziamenti

Se la manovra prevede tagli ai monopoli, ai ministeri e alle spese per un totale di 9,8 miliardi di Euro, più ulteriori auto-tagli per Inps, Inpdap ed Inail (il che significa tagli alla previdenza), diventano meno significativi i ridimensionamenti della spesa per il finanziamento alle regioni, grazie soprattutto agli introiti della cosidetta “Robin Tax” a carico dei produttori di energia; in materia di servizi pubblici locali, gli enti sono tenuti a procedere alla liberalizzazione e, in caso di inottemperanza, sarà possibile al Governo esercitare un potere sostitutivo; inoltre sarà obbligo degli enti locali certificare l’estinguibilità dei propri debiti, pena il commissariamento e il trasferimento degli immobili per la dismissione.

Importanti risultano soprattutto i nuovi finanziamenti: per i prestiti d’onore è prevista una integrazione di 150 milioni di Euro per il 2012, 700 milioni di Euro vengono destinati alle missioni di pace e ben 150 milioni di Euro (100 nel 2012, 50 nel 2013) sono stanziati per rifinanziare la cosiddetta “legge mancia”, che nel 2011 rappresentava una voce di spesa di soli 50 milioni. Si tratta di una misura che prevede l’assegnazione di un fondo per “interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territorio e alla promozione di attività sportive e culturali e sociali”.

Laura Carmen Paladino