Forum delle elette. L’importanza della rappresentanza di genere nelle istituzioni

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Forum delle elette. L’importanza della rappresentanza di genere nelle istituzioni

Un forum composto dalle donne elette nei consigli regionali italiani si è tenuto in questi giorni nella capitale e vi hanno partecipato oltre 200 consigliere provenienti da tutt’Italia. Divenuto organo permanente, il forum ha approvato un documento di indirizzo contro le discriminazioni

Il forum, tenutosi presso la Camera dei Deputati, è nato dall’evidenza che ogni legge e regolamento deve essere esaminato anche per il proprio impatto di genere. I provvedimenti devono essere modificati e migliorati allo scopo di eliminare ogni possibile effetto di discriminazione sessuale.

Ai lavori hanno partecipato anche la vicepresidente della Camera dei Deputati, Rosy Bindi, il vicepresidente vicario della Camera dei deputati e presidente del Comitato paritetico Parlamento-Consigli regionali, Antonio Leone, la  vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, la presidente del Comitato delle Regioni, Mercedes Bresso, la presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, Rosa Thaler Zelger, tutte le vicepresidenti delle Assemblee regionali. Inoltre, è stata accolta anche una delegazione della Conferenza delle presidenti delle Commissioni regionali pari opportunità.

Il Forum delle Elette, che diventerà un organo permanente, si propone di rappresentare l’interlocutore istituzionale del mondo femminile nel suo complesso. Il documento che ha redatto, stila le linee programmatiche del suo futuro operato. Al primo punto una richiesta ai presidenti delle Regioni: quella di affrontare l’emergenza della sotto-rappresentanza femminile nelle istituzioni regionali italiane. Al secondo punto, quella di far sì che nella riforma della legge elettorale si preveda una garanzia reale della parità di genere, dal momento che attualmente  vi è un deciso squilibrio in favore degli uomini.
Come ha detto una delle consigliere presenti, la valdostana Emily Rini, non si può continuare a parlare di “quote” rosa, ma di “democrazia partecipata”: “Le grandi differenze nelle varie leggi elettorali regionali ci impongono di fissare in maniera determinata e concreta quei requisiti che consentano alle donne di essere presenti nelle Istituzioni come è giusto che sia”.
Nel documento si chiede che vengano introdotti negli Statuti regionali i principi che fondino una piena rappresentanza di genere anche nei regolamenti interni per il funzionamento dei consigli e dei governi regionali. Infine le elette chiedono che si prendano provvedimenti per istituire in tutte le Regioni i comitati per le Pari Opportunità, come previsto dalle leggi.

Anche la vicepresidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Anna Maria Menosso, ha evidenziato l’importanza di “contrastare la carenza della rappresentanza femminile in politica che passa, prima di tutto, attraverso un cambio culturale. Leggi che aiutino questo processo sono opportune, ma va cambiata la mentalità che sta alla base della partecipazione della donna alla politica. Lo dimostra il fatto che la nostra Regione ha una legge elettorale che sostiene questa presenza, eppure la presenza femminile in
Consiglio regionale, ad esempio, non va oltre 3 donne su 59 eletti. Allora vuol dire che queste leggi vanno cambiate”.

I 4 punti essenziali del documento di programma

1. anche alla luce delle più recenti sentenze della Corte Costituzionale, di intervenire in materia elettorale, introducendo meccanismi legislativi di riequilibrio:

 

  • A) in caso di opzione per la reintroduzione delle preferenze all’interno di un sistema elettorale plurinominale, operando decisamente in favore della “doppia preferenza” sul modello della legge elettorale della Regione Campania;
  • B) in caso di opzione per il sistema uninominale, operando in favore della presentazione, all’interno del medesimo schieramento, di un numero paritario di candidature di donne e di uomini, ovvero in favore del così detto meccanismo “binominale”, che prevede la doppia candidatura uomo/donna per ogni schieramento in ogni collegio;
  • C) nel caso di lista bloccata entrambi i sessi devono essere rappresentati al 50%, prevedendo l’alternanza di genere nella composizione della lista;

2. di prevedere, in caso di mancato rispetto dei meccanismi di cui sopra al momento della presentazione delle liste, l’inammissibilità delle stesse;

3. di introdurre anche misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, in grado di ridurre il difetto di rappresentanza di genere;

4. di realizzare, anche con interventi normativi, la piena cittadinanza politica, sociale ed economica delle donne garantendo la parità di accesso alle cariche direttive delle società partecipate pubbliche o controllate dalle Regioni e dagli enti locali.

I pareri delle elette presenti

La presidente del comitato di lavoro del forum, Rosa Thaler Zelgher, attuale Presidente  del consiglio regionale del Trentino Alto Adige Sudtirol, ha dichiarato che i due giorni di incontri sono stati importanti in quanto hanno istituzionalizzato “un Forum che può rappresentare un eccellente strumento per il riequilibrio della rappresentanza di genere nelle cariche elettive e nelle Istituzioni politiche. Mi piace rilevare che nonostante le diversità tra noi (proveniamo da partiti politici diversi, territori diversi e anche gruppi etnici differenti) abbiamo lavorato all’unisono, dimostrando che le donne sanno fare squadra quando hanno obiettivi condivisi”.

Dello stesso parere Isabella Rauti, componente del Comitato di lavoro del Forum e consigliera segretario del Consiglio regionale del Lazio: “È un atto importante perché solo rafforzando le politiche di promozione della parità di genere si può realizzare una presenza equilibrata tra uomini e donne nei luoghi della decisione che è il presupposto fondamentale e la garanzia dell’efficacia dei sistemi democratici. È prioritario intervenire negli Statuti delle Regioni e nelle leggi elettorali regionali in maniera incisiva e coordinata, introducendo il principio vincolante della rappresentanza di genere”.

Anche le altre componenti del comitato di lavoro si dimostrano soddisfatte dei risultati ottenuti. La consigliera segretario del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, Emily Rini, ha dichiarato che “questa sfida
ha prodotto risultati importanti: donne diverse in un clima di grande coesione chiedono una cosa addirittura “ovvia” , ma tutt’altro che raggiunta: avere pari opportunità di rappresentare in politica le donne e le loro istanze”.

La consigliera segretario del Consiglio regionale della Toscana, Daniela Lastri, afferma che “siamo in un momento storico ideale per correggere il deficit di presenza delle donne in politica e mettere mano ai sistemi elettorali è un passaggio fondamentale. In Italia abbiamo ancora resistenze culturali al raggiungimento di una parità che rappresenta un passaggio doveroso per una democrazia paritaria e che sappia tener conto di tutte le minoranze. I lavori di questo Forum hanno dato vita a un documento di indirizzo di grande qualità. Un primo passo per un lavoro corale di straordinario valore”.

Con questo forum delle elette dunque prende il via quello che si propone di diventare il dialogo strutturale con le Commissioni per le Pari opportunità, con le Commissioni parlamentari competenti, con le Elette nelle Assemblee degli Enti Locali e con tutte le organizzazioni che operano per il raggiungimento della parità di genere, compresi gli organismi associativi.
Intanto le rappresentanti provenienti dalla Liguria, l’assessora Lorena Rambaudi e la consigliera Raffaella Della Bianca, mettono sul tavolo i numeri nazionali: nelle regioni ci sono “121 donne elette e 989 uomini, un rapporto sproporzionato che solo con interventi legislativi può essere riequilibrato, in modo che gli enti rispecchino la società reale”.