La nuova commissione regionale per le pari opportunità del Veneto presenta il rapporto “Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro”

La nuova commissione regionale per le pari opportunità del Veneto presenta il rapporto “Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro”

Dopo la riconferma a Presidente di Simonetta Tregnaghi, avvenuta il 17 ottobre, in occasione della quale è stato presentato il programma della nuova commissione, la CPO del Veneto presenta il primo progetto realizzato: l’allarmante rapporto sulla percezione del mondo femminile lavorativo da parte delle giovani venete

Insediata da poche settimane, la nuova commissione è composta da 16 donne e un uomo.  Tra gli impegni assunti, quello di lottare contro le discriminazioni sessuali promuovendo le pari opportunità negli ambiti del lavoro, come della cultura in genere, con un occhio particolare ai due temi più scottanti: quello della violenza e quello dello stalking.

La riconfermata presidente Tregnago, spiega che “in un tempo in cui la crisi economica, ma insieme anche la politica e l’etica, ha messo in luce l’esigenza di una svolta complessiva, è urgente come mai prima d’ora dare il giusto spazio e il giusto valore al ruolo delle donne: alla loro forza, al loro sguardo sulle cose e sul mondo, alla loro capacità di costruire il futuro”.

La neoeletta commissione è composta da alcuni rappresentanti scelti direttamente dal Consiglio regionale (oltre alla presidente Tregnago, anche Maristella Caldato, Maura Gervasutti, Nella Schiaffino), da altri indicati dalle associazioni femminili (Simona Valente, Sabrina Ravagnani, Francesca Ruta, Patrizia Martello e Cristina Greggio, quest’ultima vicepresidente), dalle organizzazioni sindacali (Carola Paggin per la UIL, Maria Cristina Marzola per la CGIL e Laura Moro per la CISL), dal mondo economico-produttivo (Gabriella Maria Avesani, Cinzia Fabris e Daniela Rader, anche quest’ultima vicepresidente). Spicca infine tra i neoeletti, significativa novità, un uomo: è Mirko Pizzolato, rappresentante dei movimenti di cooperazione e di volontariato. Della Commissione fa parte anche la consigliera di parità Lucia Basso.
Ricordiamo che la Presidente Tregnago è anche componente della commissione nazionale per le pari opportunità ed è socia di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di azienda). Simonetta Tregnaghi era stata eletta per la prima volta nel 2007.

Poiché tra le aree di intervento della Commissione c’è quella relativa alla realizzazione di ricerche e di approfondimenti conoscitivi, la CPO ha già aperto il proprio programma presentando a Venezia proprio in questi giorni i risultati della ricerca “Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro”, condotta da Ires Veneto.

I risultati della ricerca

Il primo dato che risalta, è che il 45% delle ragazze venete, ma anche il 40% dei maschi, ritiene che essere donna comporti limitazioni e discriminazioni nel lavoro. Una percentuale ancora maggiore (il 64% delle ragazze e oltre il 59% dei ragazzi) ritiene che essere maschi comporti facilitazioni e agevolazioni.
Inoltre, più dell’80% delle ragazze segue i modelli genitoriali per quanto riguarda la divisione dei ruoli per cui alle donne compete la cura della casa.

Il campione sul quale è stata effettuata l’indagine, è composto da ragazze e ragazzi delle terze classi degli istituti statali professionali e dei centri di formazione professionale. L’indagine era mirata a questo segmento specifico di giovani in quanto più propensi alla ricerca di un rapido sbocco occupazionale e proprio in un’età di passaggio tra l’ambiente scolastico e il mondo lavorativo. Sono stati intervestiti in tutto 262 alunni residenti nelle province di Treviso, Venezia e Vicenza. Gli istituti scolastici sono stati scelti in base all’alta concentrazione femminile.

L’importanza di questo contatto tra la Commissione per le Pari Opportunità e le giovani generazioni si può rilevare anche dal dato che il 93,5% delle studentesse intervistate non era a conoscenza dell’esistenza di questo organismo, né di altri organismi nazionali dedicati alla promozione delle pari opportunità uomo/donna.

Secondo i dati rilevati, il 60% delle ragazze vede l’istruzione secondaria come uno strumento per entrare nel mondo del lavoro, il 13% la vede come un’occasione di acculturamento e solo il 6,3% come una tappa intermedia lungo il percorso degli studi. In accordo con questo dato, il fatto che il 65% delle ragazze (contro il 57,4% dei ragazzi) ha intenzione di cercare subito un’occupazione.  Non sono però altrettanto sicure delle prospettive future, ovvero quale tipo di lavoro cercare. Alcune ragazze intervistate individualmente in profondità, infatti, hanno mostrato un certo “smarrimento” a causa di un passato scolastico discontinuo e della mancanza di strumenti e risorse per comprendere appieno le proprie potenzialità e le opportunità che si offrono loro. Ciò significa che sarebbe importante sviluppare azioni di orientamento e di accompagnamento per supportarle nelle scelte formative o lavorative che siano. Anche il sostegno per educarle a sviluppare una progettualità personale sarebbe indicato.

Un fattore indicativo di quanto ancora ci sia da fare per evolversi e staccarsi da una cultura dell’immagine e della superficialità ormai imperante ai giorni nostri, è il fatto che le studentesse ritengono che nel settore lavorativo sia molto importante l’aspetto attraente. Che siano maschi o femmine, di nazionalità italiana o straniera, per tutti è importante l’aspetto fisico attraente. Ciò significa che la società corre il rischio di avere tante persone carine e al contempo incompetenti che lavorano o perlomeno occupano una posizione lavorativa. Non sarebbe necessario infatti per i giovani avere una formazione adeguata né tantomeno una cultura generale se tanto “per campare” è sufficiente avere un bell’aspetto. Considerando l’andamento della chirurgia estetica, oggigiorno chi non è così fortunata da nascere con un bel fisico potrebbe correre ai ripari, soltanto che per farlo bisogna sborsare del denaro, preferibilmente guadagnandolo con un lavoro. Si spera che i giovani comprendano almeno questo.

Consolatorio il fatto che il doppio delle femmine rispetto ai maschi (51,7% contro 26,1%) preferisca il lavoro al successo e al denaro. Il lavoro è considerato sia per le ragazze che per i ragazzi, un mezzo per guadagnare, per raggiungere l’autonomia e per realizzarsi personalmente.

La nostra denuncia

L’immagine della donna del futuro, se si considerano e si generalizzano tali dati emersi dalla ricerca, corrisponderebbe a quella della donna del passato, e precisamente a quella degli anni Cinquanta e Sessanta. Se non si corre immediatamente ai ripari, la nostra società corre il rischio di tornare indietro di almeno mezzo secolo. Con questo nostro commento, vorremmo evidenziare anche il ruolo che in questa situazione decisamente negativa per la donna potrebbe aver avuto la televisione grazie alla sua pervasività a causa dell’immagine femminile che continua a inviare, soprattutto attraverso programmi decisamente antiparitari e ruoli sociali fatti svolgere alle donne all’interno delle pubblicità.
Ci sembra evidente che gli uffici marketing, gli uffici pubblicità e gli uffici di produzione – Rai compresa, che dovrebbe essere un servizio pubblico – desiderano che tale immagine antiquata della donna continui a essere veicolata e assorbita dal pubblico.

La nostra speranza è che la commissione nazionale per le pari opportunità comprenda che anche il controllo e lo stimolo alla correzione di tali forme distorte di comunicazione dovrebbe entrare a far parte dei propri compiti.

La commissione per le pari opportunità

Attualmente le principali aree di intervento della CPO del Veneto sono tre:
– realizzazione di ricerche e di approfondimenti conoscitivi;
– promozione e informazione (iniziative di incontro, formazione e dialogo e pubblicazioni);
– iniziative in rete e confronto.
Inoltre, la Commissione valorizza e rafforza la rete con tutte le Commissioni Pari opportunità europee, nazionali, di Province e Comuni, e favorisce il coordinamento con le associazioni impegnate in ambito sociale e culturale, nel mondo economico e del lavoro.

Per realizzare i propri compiti, è importante la collaborazione con l’assessorato alle pari opportunità, con il quale ogni anno sviluppa nuove iniziative su temi rilevanti per la donna.
L’assessora alle pari opportunità del Veneto è Maria Luisa Coppola, che dichiara: “a guidare l’operare dell’assessorato nella promozione delle pari opportunità è una strategia articolata e diversificata, che si fonda in primo luogo sulla valorizzazione delle competenze e sulla sensibilità dei numerosi soggetti pubblici e privati del territorio e, soprattutto, sulla loro messa in rete. Le iniziative promosse in questi dieci anni nei diversi ambiti hanno avuto una costante crescita, in termini di quantità dei progetti e di estensione dei partenariati: è la conferma dell’efficacia dell’azione di stimolo condotta sul territorio veneto riguardo tali tematiche”.

 

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