La nuova politica industriale della Toscana

enrico-rossi

La nuova politica industriale della Toscana

Un cofinanziamento pubblico-privato sostiene 14 progetti innovativi ideati dalle multinazionali che hanno sede in regione. Si attiveranno in tutto investimenti per 120 milioni di euro, stimata la creazione di 100 nuovi posti di lavoro. Al via collaborazioni e partenariati con enti di ricerca e università

Un cambio di prospettiva: dai finanziamenti a pioggia, ‘spalmati’ su molti piccoli o microprogetti, a quelli mirati, su una rosa ristretta di idee innovative. E’ la nuova “politica industriale” della Regione Toscana che ha dato il via a 14 progetti strategici nei settori dell’innovazione e dello sviluppo per un finanziamento pubblico di 61 milioni di euro, in grado di attivare investimenti sul territorio per 120 milioni. Si parla in particolare di ricerche nei comparti ICT (innovation communication technology), meccanica avanzata, robotica e meccanotronica (la disciplina che coniuga meccanica, elettronica e informatica nell’automazione di processi produttivi).

 

La Regione Toscana stima che saranno attivati direttamente più di 100 posti di lavoro. Secondo le previsioni, ogni nuovo posto nel settore della ricerca ne aprirà altri 7 in comparti ad esso collegati: cifre dell’indotto che promettono un cambio di passo nel manifatturiero, nell’industria e nella ricerca.

Intervista a Stefano Casini Benvenuti, Direttore Irpet Toscana

Se non si vede il video è necessario aggiornare o installare flash

I progetti nel dettaglio

I settori coinvolti sono discipline tradizionalmente considerate al confine tra realtà e fantascienza, ma non in questo caso, dal momento che i progetti cofinanziati dalla Regione riguardano prodotti e studi che possono migliorare la vita di ogni giorno di molti cittadini.
I progetti che hanno ricevuto un finanziamento sono 14, mentre le aziende coinvolte – tra capofila e partenariati – sono 35 (18 grandi,  4 medie e 13 piccole imprese). A queste si sommano 15 organismi di ricerca diffusi sul territorio, a dimostrazione che il settore produttivo è sempre più strettamente legato al mondo della ricerca.

I contratti tra Regione e aziende sono stati siglati di recente da rappresentanti delle imprese capofila dei progetti: si tratta Ericsson Telecomunicazioni, El.En Spa, Esaote, Ecm spa, Emac srl, Thales Italia, GE Transportation System spa, Amtec spa, Trw Automotive spa, Cassioli srl, De Tomaso Automobili spa, Wass spa, Polynt Spa, Richard Ginori spa. Imprese e multinazionali che hanno sedi o quartier generali sul territorio regionale.

Ict e telecomunicazioni

I progetti di Ecm, General Electric Transportation Systems e Thales sono incentrati sul segnalamento ferroviario e metropolitano. Ricerche che rientrano in una delle tematiche strategiche di maggiore interesse per la Regione, ossia la creazione e il consolidamento di un distretto ferroviario toscano. Un nodo che, anche grazie ai progetti al via, intende essere all’avanguardia in velocità e sicurezza, per le persone e per le merci. Ericsson e Amtec hanno presentato progetti di ricerca nel campo delle reti ottiche per il trasporto dati, basati su tecnologie fotoniche ed elettroniche di futura generazione: si tratta rispettivamente del progetto “Arno: Architetture di Reti e Nodi Ottici” e di “Mercurio: sistemi innovativi di accesso e home networking basati su tecnologie a banda ultralarga per servizi a valore aggiunto”. Per il settore dell’Ict e delle telecomunicazioni si prevede un investimento complessivo di 53 milioni di euro, di cui 27 di cofinanziamento pubblico.

Meccanica avanzata, robotica, meccanotropica

Nella sfera “distretto scienze della vita” relativo alla meccanica avanzata, Esaote propone la realizzazione di un ecografo portatile di futura generazione, mentre El.En. svilupperà una piattaforma robotica per diagnosi mediche.

l’intervento di Leonardo Masotti, Presidente El.En. Spa

Se non si vede il video è necessario aggiornare o installare flash

Pure Emac si propone come innovatore nel settore medico, grazie alla progettazione di una sala operatoria particolarmente avanzata. Collaboreranno a questo progetto anche le Università di Pisa e Firenze e la Scuola Superiore Sant’Anna. L’investimento per i progetti di Esaote, El.En e Emac è di oltre 23 milioni di euro, a fronte di un contributo pubblico di 14 milioni.

Anche la meccanica avanzata al centro delle priorità del bando regionale: De Tomaso ha avuto accesso ad un finanziamento per la realizzazione di prototipi di veicoli a trazione ibrida, Wass ha un progetto per realizzare vettori subacquei filoguidati. L’integrazione di tecniche innovative o robotizzazione nel ciclo di produzione è invece al centro dei progetti di Cassioli, Trw, Richard Ginori e Polynt. A titolo esemplificativo, Richard Ginori studierà l’applicazione di meccanica avanzata e nanotecnologie alla porcellana, per migliorare sempre più la qualità di questo prodotto tipico della manifattura locale, mentre Polynt S.p.A. si concentrerà sullo studio e lo sviluppo di una nuova generazione di resine e additivi a basso impatto ambientale ed energetico per la realizzazione di materiali destinati alla meccanica avanzata. Gli investimenti attivati grazie a questi sei progetti ammontano a 43,5 milioni, 19,7 dei quali arrivano dai fondi pubblici.

 

Approfondimento: in Toscana nasce l’Osservatorio sulle imprese medio-grandi

intervista a Enrico Rossi pres regione Toscana

Se non si vede il video è necessario aggiornare o installare flash

Nuovo filone di ricerca per l’Irpet, Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana

La firma dei finanziamenti alle aziende promotrici dei progetti innovativi è stata occasione anche per presentare uno strumento di documentazione importante per le aziende del territorio e per gli enti locali: l’Osservatorio sulle imprese medio-grandi della regione. Ad occuparsi dello studio su chi sono e cosa fanno le medie e grandi imprese toscane – quasi 500 in tutto, per 85mila addetti – è l’Irpet, l’istituto regionale di programmazione economica.

L’intenzione del neonato osservatorio è di analizzare i dati sull’imprenditoria medio-grande con cadenza annuale, per capire l’evoluzione del settore. Dalla prima indagine emerge che a livello numerico le aziende medie (con massimo 249 addetti) e grandi (250 addetti e oltre) si presentano così:

Imprese Totale Addetti
medie 449 50000
grandi 34 35000
totale 483 85000
(il 27% lavora nel manifatturiero)

La ricerca 2011 sulle medie e grandi imprese toscane si è focalizzata sulle forniture di beni e matetriali. Secondo i dati Irpet circa un terzo degli acquisti delle medie imprese toscane provengono dalla Toscana stessa, in particolare il settore della meccanica, a testimonianza di un radicamento sul territorio superiore rispetto alle grandi aziende. Oltre alle forniture, sono anche i rapporti di partnership con altre imprese o enti di ricerca, sempre più frequenti, a sviluppare un indotto da non trascurare sul territorio regionale.

Agnese Fedeli

Condividi