Osservatorio Accredia: le certificazioni di qualità fanno bene alle imprese

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Osservatorio Accredia: le certificazioni di qualità fanno bene alle imprese

La certificazione di qualità migliora la redditività e la gestione delle imprese, oltre a migliorare le prestazioni del 90% dei manager e razionalizzare l’organizzazione interna dell’azienda. Si tratta dei dati dell’Osservatorio Accredia, realizzato in collaborazione con il Censis

Dati che riguardano le 90 mila imprese certificate ISO 9001, le quali chiedono una maggiore severità nel rilascio dei certificati. Infatti, certe dei benefici che questo marchio apporta alla propria azienda, le imprese hanno investito molto nella qualità del made in Italy e sono state premiate dall’aumento delle esportazioni dei propri prodotti, che a partire da 10 fa è andato sempre meglio.

I prodotti italiani che hanno più successo nel mondo, per via della riconosciuta unicità qualitativa, sono quelli della moda e dell’abbigliamento, dell’arredamento, dell’edilizia e del vetro; a questi si aggiungono anche le apparecchiature  meccaniche. La certificazione di qualità diviene fondamentale per questi settori in quanto può rappresentare un moltiplicatore di qualità e più sono rigorosi i controlli per rilasciare i certificati, più garanzie si danno ai propri clienti; per questo sono le stesse imprese a chiederne l’aumento.

effetti della certificazione isoAccredia è l’ente italiano di accreditamento, che verifica e riconosce i 168 organismi di ispezione e certificazione in Italia ed è a questo scopo che ha avviato l’osservatorio realizzato con il supporto tecnico scientifico del Censis. Sono stati analizzati vari aspetti del sistema di certificazione: dall’impatto che ha sull’efficienza delle imprese alle dinamiche dell’offerta e della domanda di certificati ISO 9001.  Si ricorda che con questa sigla si fa riferimento a una serie di norme e linee guida che definiscono i requisiti (internazionali) che occorrono per attestare la qualità all’interno dei processi aziendali anche in relazione alla realizzazione del prodotto, all’erogazione del servizio, al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza organizzativa allo scopo di soddisfare il cliente. Alleghiamo all’articolo, a titolo esemplificativo, un rapporto dell’ENEA realizzato dal prof. Di Pace nel 2009, dopo l’ultima revisione alla certificazione, effettuata nel 2008 (si tratta di quella attualmente in vigore, la prossima revisione verrà effettuata nel 2015).

 

I risultati dell’Osservatorio Accredia

La certificazione di qualità migliora la redditività e la gestione corrente delle imprese. Questo è il primo risultato emerso dall’analisi dei dati. Infatti indici come il ROI (Return On Investment – o indice di redditività degli investimenti) o il ROE (Return On Equity – o redditività del capitale di rischio) ma anche la rotazione del capitale circolante o la gestione dei crediti, sono tutti rivelatori di come le imprese certificate abbiano sempre risultati migliori rispetto a quelle non certificate.

Nel campione di aziende analizzate (grazie alla collaborazione di Manageritalia) ce n’erano il 60% certificate e queste ammettevano tutte che la certificazione aveva avuto una funzione positiva al loro interno. Il 90% di queste aziende in possesso di certificato ISO 9001 ha dichiarato che le proprie prestazioni sono migliorate come l’organizzazione interna e che l’ISO 9001 è un’opportunità inderogabile per semplificare e aumentare la possibilità di partecipare a bandi e gare d’appalto. Inoltre, non bisogna dimenticare il prestigio che tale certificazione conferisce.

Ma gli occhi delle aziende sono puntati anche alla capacità dell’organismo di certificazione, che deve saper dimostrare loro il livello di competenza e specializzazione in determinati settori produttivi. Il 70% delle aziende si aspetta che gli organismi di certificazione siano in gradi di realizzare un’analisi seria dell’impresa e di proporre modifiche o fornire consigli per migliorare il sistema di gestione della qualità. Tra gli elementi di debolezza del sistema di certificazione, le aziende credono che una maggiore selezione nel rilascio del certificato darebbe meno rischi di perdita di valore e di visibilità dell’ISO 9001.

Le proposte per il futuro

Durante la presentazione dei dati dell’Osservatorio, il Presidente di Accredia, Federico Grazioli, ha ammesso che ci sono ancora diversi passi da compiere “per riportare al centro dell’attenzione i sistemi di gestione per la qualità, nella consapevolezza che con essi si possa rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale”.  In questa occasione sono state proposte quattro strategie che i 168 organismi di certificazione possono attuare:

  • –    maggiore fidelizzazione dei clienti attraverso la leva della specializzazione per settore produttivo e per filiera,
  • –    razionalizzazione interna degli organismi di certificazione,
  • –    cross selling ovvero offerta di altre certificazioni (come quella sull’ambiente o sulla sicurezza) oltre a quelle sulla qualità,
  • –    penetrazione di settori oggi scarsamente presidiati.

Poiché, come ha detto Grazioli, “le certificazioni rappresentano un vero e proprio passaporto per le nostre imprese, che vedono riconosciuta la propria qualità a livello internazionale e, soprattutto, sono una leva importante per snellire la burocrazia e semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione”, vanno inserite nel dibattito sulle misure per far ripartire lo sviluppo e la crescita.
Infatti Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, ha ribadito che “pur in un momento così difficile dal punto di vista economico, resto dell’opinione che il sistema produttivo mostri una propria forza intrinseca sulla quale dobbiamo ricominciare a investire. Se la finanza distrugge valore, la nostra economia reale, fatta di piccole e medie imprese, ha ancora una capacità di respiro forte, ha una sua riconoscibilità solida all’estero, grazie alla qualità dei propri prodotti”.

Alla tavola rotonda di presentazione dei risultati dell’Osservatorio, oltre ai presidenti di Accredia e del Censis erano presenti il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, e il Presidente di Manageritalia, Guido Carella, nonché il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, il presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, l’economista Enzo Rullani, il deputato Santo Versace e il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia.

Accredia ha deciso di indagare su quanto e come le imprese italiane stiano investendo nella qualità perché, come ha detto De Rita, “da questo investimento, tra il materiale e l’immateriale, dipenderà la nostra capacità di ritornare a cavalcare l’onda. La cura del dettaglio, la capacità di visione del futuro, l’organizzazione aziendale efficiente – in una parola la qualità con la Q maiuscola – sono i mattoni con cui abbiamo costruito questo Paese e sono fattori su cui occorrerebbe ritornare a puntare seriamente”.

Allegati

pdf Applicazione-norma-ISO9001-ENEA.pdf
pdf RAPPORTO-ACCREDIA-CENSIS-2011.pdf

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