Alla Biblioteca Nazionale di Roma “Compagni di strada”: cineasti, intellettuali, artisti di cinema d’impresa

cinema di impresa

Alla Biblioteca Nazionale di Roma “Compagni di strada”: cineasti, intellettuali, artisti di cinema d’impresa

Nella sede della Biblioteca Nazionale centrale di Roma, dal 22 al 25 novembre, l’archivio Nazionale Cinema d’Impresa, insieme con la Biblioteca stessa e con Museimpresa, ha proposto un’ampia panoramica di film pubblicitari, cortometraggi, documentari nati dall’incontro tra l’impresa e alcuni tra i massimi protagonisti della scena culturale italiana

I “Compagni di strada” (questo è il nome del convegno-rassegna) che scrivono i testi per il cinema d’impresa sono tanti e sono scrittori-poeti, registi, sceneggiatori. Iniziamo da Pier Paolo Pasolini, chiamato dalla Edison per Manon Finestra 2, un film del 1956 nato dalla collaborazione del poeta con Ermanno Olmi: nel linguaggio dei minatori, la “finestra” è il foro aperto nel fianco della montagna, la costruzione della diga che fa emergere le durezze e i pericoli del lavoro quotidiano.

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Olmi aveva appena messo in scena nel 1954 addirittura il Dialogo tra un venditore di almanacchi e un passeggere di Giacomo Leopardi; c’è poi Sciascia che collabora con l’Eni per Gela città moderna; Franco Fortini la cui lunga carriera nel cinema d’impresa inizia alla Olivetti negli anni ’50, passa per l’Italsider e si conclude collaborando con la Fiat per Progetto 128 di Valentino Orsini; Italo Calvino che traduce commissionato dalla Montedison il commento di Raymond Queneau a Le chant du syrène di Alain Resnais.

Sono gli anni in cui le imprese, alcune delle quali diverranno future multinazionali, iniziano a diffondere immagini egemoniche dei beni che producono e del mondo: nel 1958 la Olivetti di Adriano chiama lo storico dell’arte Carlo Ludovico Raggianti per i suoi “critofilm” riletture del patrimonio artistico e del paesaggio italiano, come Pompei urbanistica. Pittori come Mino Maccari vengono coinvolti dall’Azienda Elettrica di Milano (l’attuale A2A) nel corto Un fiume di luce di Nelo Risi; Pino Pascali, uno dei grandi maestri d’arte povera, crea un cartone animato per presentare il bilancio dell’Enea nel 1967.

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Compagni di strada propone oltre a un’antologia dei cartoni animati “d’impresa” (dalle cantine Bosca alla Barilla a Kuko il leoncino realizzato da Bruno Bozzetto per l’Innocenti o a Le message di Folon per la Olivetti), una panoramica dei maggiori cineasti italiani per il Made in Italy, come le automobili Fiat raccontate da Camerini (la 532 agli albori del sonoro), la 600 di Blasetti, l’850 di Steno con Delia Scala e Gino Bramieri girata nell’Eur degli anni ’70, la 128 di Valentino Orsini, fino alla commedia sulla Lancia Y10 di Muccino. E poi la fabbricazione dei cappelli Borsalino narrata da Luca Cornerio nel 1913, i tessuti della Snia Viscosa descritti da Antonioni nel 1949. Un cinquantennio dopo Michelangelo Antonioni realizzerà cinque splendidi corti per l’Enel: la Vespa di Luciano Emmer; l’aereo Fiat G91 di Ansano Giannarelli, mentre le attività di estrazione petrolifera dell’Eni sono seguite da Gillo Pontecorvo in Congo e da Bernardo Bertolucci lungo la rotta del canale di Suez.

Hanno anche collaborato: Archivio e Centro Storico Fiat, Archivio Storico Antonella Bechi Piaggio, Archivio Storico Barilla, Archivio Storico Enel, Archivio Storico Eni, Archivio Storico Italgas, Archivio Storico Olivetti, Borsalino, Bosca, Cineteca del Friuli, Edison, Enea, Fondazione Aem-Gruppo A2A, Fondazione Ansaldo, Fondazione Istituto per la Storia dell’età Contemporanea ISEC.

Ester Albano

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