Le imprese ricercano figure professionali legate alla sostenibilità

industria nel verde

Le imprese ricercano figure professionali legate alla sostenibilità

Tra i lavori del futuro ci sono soprattutto i “green jobs”: il 38% delle assunzioni previste (e cioè 227 mila assunzioni su 600 mila) per il prossimo futuro riguarda queste qualifiche

I giovani che si intendono di sostenibilità avranno i contratti di lavoro più stabili e duraturi. Tali tipologie di lavori infatti saranno necessarie alle aziende per uscire dalla crisi e per ricevere gli aiuti dall’UE. Questi i risultati dell’indagine di Unioncamere “GreenItaly” presentati alla ventunesima edizione di JOB&Orienta

Il “Rapporto GreenItaly” è stato curato da Symbola e da Unioncamere e  dimostra tra l’altro come tra il 2008 e il 2011 circa il 24% delle imprese italiane abbiano investito nelle tecnologie e nei prodotti verdi allo scopo di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità. Si tratta di circa 370 mila imprese: 150 mila industrie e 220 mila inserite nel comparto dei servizi.

In particolare sono richieste le professioni dei settori delle energie rinnovabili,, della gestione delle acque e dei rifiuti, della tutela ambientale, della mobilità sostenibile, dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica. La professione più richiesta in assoluto nell’ambito della green economy è quella nell’ambito delle costruzioni. Al secondo posto quella nell’ambito dell’industria manifatturiera. Soprattutto quando si tratta di microimprese (quelle che hanno da 1 a 9 addetti) o di piccole imprese (da 10 a 49 addetti) del Sud Italia.

Un dato da non sottovalutare è che le imprese più orientate alla compatibilità ambientale sono anche quelle che siglano con i lavoratori “green” contratti a tempo indeterminato valorizzando così, oltre all’ambiente, anche il lavoro dell’individuo. Si tratta pertanto di imprese dagli alti valori etici.

Purtroppo spesso però non riescono a trovare lavoratori che abbiano le qualifiche necessarie per essere assunti. Si cercano senza trovarli infatti:

 

  • auditor esperti in emissioni di gas serra in atmosfera;
  • tecnici superiori per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile;
  • statistici ambientali;
  • operatori marketing delle produzioni agroalimentari biologiche;
  • risk manager ambientali;
  • ingegneri dell’emergenza;
  • progettisti di architetture sostenibili;
  • esperti del ciclo di vita dei prodotti industriali.

Di conseguenza si prevede che il 15% delle offerte di lavoro rimarrà insoddisfatto per mancanza di un’adeguata preparazione dei candidati. Fortunatamente già nell’anno accademico 2011/2012 sono stati attivati 193 corsi di laurea sui temi della sostenibilità ambientale. Essi si tengono in 54 atenei italiani, di cui più di un terzo situato al Sud. Si spera che i giovani approfittino dell’occasione.

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