Monti Misure urgenti per la stabilità finanziaria. Eccoci alla quarta manovra per il 2012

Monti discorso alla Camera

Governo Monti – Misure urgenti per la stabilità finanziaria. Eccoci alla quarta manovra per il 2012

Il Decreto Legge contenente il pacchetto di misure per la stabilità, la crescita e l’equità, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato alla Camera e al Senato. Si tratta di misure varate per affrontare l’emergenza ma che aprono una fase di riforma strutturale dell’economia italiana

Le misure fiscali sono tante e serviranno per far fronte alla crisi finanziaria che il Governo giudica ormai gravissima. Nel triennio 2012-2014 gli interventi prevedono un movimento finanziario di circa 20 miliardi di euro. 10 miliardi saranno destinati alla promozione della del sistema produttivo e del lavoro per permettere la crescita del Paese. Nel frattempo, dichiara il Presidente Monti, tutte le componenti della società italiana devono partecipare allo sforzo per la salvezza e il rilancio del Paese. E per dare il buon esempio, si partirà dai tagli ai costi della politica.

Cominciamo con le note positive. Per il rilancio dell’occupazione in Italia, soprattutto a favore di donne e giovani, si potrà per la prima volta e in deroga alle leggi vigenti, dedurre integralmente l’IRAP: lo potranno fare le imprese che assumono lavoratrici e lavoratori. Gli importi previsti a carico dello Stato saranno di 1,5 miliardi nel 2012, 2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi nel 2014. Sempre con l’IRAP, se gli assunti sono donne e giovani, ci sarà un ulteriore miliardo di euro per ogni anno considerato.

Allo scopo di favorire la patrimonializzazione delle imprese, verrà introdotto l’ACE, un meccanismo che favorisce a livello fiscale la raccolta del capitale di rischio. Questo intervento a favore delle imprese sarà di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 miliardi nel 2013 e 3 miliardi nel 2014.

Si è deciso di dare il via alle liberalizzazioni nel settore dei trasporti, delle vendite farmaceutiche e del commercio (in quest’ultimo caso si tratta della liberalizzazione degli orari dei negozi e degli esercizi commerciali in genere). Per quanto riguarda le farmacie, si prevede che i farmaci di fascia C possano essere venduti ovunque purché con la presenza di un farmacista responsabile. Si intende anche stimolare la nascita di nuove farmacie condotte da giovani nonché la creazione di cooperative di farmacisti.

Tra i finanziamenti, ci sarà quello alle Regioni per il trasporto locale e, di particolare importanza per le imprese, quello di un programma ad hoc per accelerare l’utilizzo dei fondi strutturali europei, che l’Italia sta rischiando di perdere, come abbiamo già dimostrato nei nostri articoli di denuncia.
Si metteranno a disposizione delle PMI 20 miliardi di credito mediante il rifinanziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
Tutti gli incentivi per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico vengono confermati ed estesi alle aree colpite da calamità naturali.
Verrà eliminata parte dell’IRPEF sui redditi di impresa che i professionisti devono dichiarare. In cambio Monti spera che queste categorie di lavoratori autonomi abbassino i costi delle loro prestazioni e dei loro servizi. 
Infine, è stato istituito dal Decreto Legge un Fondo per la Famiglia.

Governo Monti sulle pensioni

Per quanto riguarda le pensioni, continua la riforma che a partire dal 1° gennaio 2012, farà in modo che tutti debbano applicare lo stesso metodo per il calcolo delle pensioni e delle anzianità.
Come aveva già dichiarato la Ministra del Welfare (vedi ns. precedenti articoli) viene istituito un sistema flessibile per l’età di pensionamento che viene comunque elevata.

Le donne andranno in pensione a 62 anni, se sono professioniste a 63, ma la flessibilità permette loro di andarci anche a 70 anni ricevendo degli incentivi per questo; gli uomini andranno in pensione a 66 anni, ma anche per loro il meccanismo di flessibilità prevede di scegliere di lasciare il lavoro anche a 70 anni.

Il minimo dei contributi passa da 40 anni a 41 per le donne e 42 per gli uomini – ma si deve sempre avere l’età minima prevista.

 

Presidente Fini durante audizione Monti

Le misure forti

Passiamo ora alle note dolenti per i contribuenti italiani. Anzitutto, come avevamo preannunciato in un nostro precedente articolo, ritorna l’ICI, che ora si chiamerà IMU.

Dal primo settembre 2012 l’IVA verrà aumentata e sarà fissata al 23%. Una batosta non indifferente se consideriamo che questa imposta si paga su tutto. D’altronde, come afferma il Governo, se non si facesse così si avrebbe come altra via quella di ridurre alle famiglie la possibilità di detrarre dal reddito alcune spese. Abbiamo però forse una via d’uscita, in quanto sembra che questa sia una possibilità prevista ma da applicare solo se se ne veda l’effettivo bisogno.

Arriva l’una tantum dell’1,5% che dovrà pagare chi ha fatto rientrare i capitali in Italia grazie alle possibilità offerte dallo scudo fiscale.

Per i ricchi, che possono permettersi beni di lusso particolari, come auto di grossa cilindrata, barche o aerei privati, arrivano altre imposte da calcolare sul valore di tali beni.

Il denaro contante non potrà più essere usato per pagamenti superiori ai 1.000 euro.  Anche per quanto riguarda i pagamenti diretti alla Pubblica Amministrazione, essi andranno effettuati per via telematica. Si tratta del pacchetto antievasione fiscale che prevede tra l’altro un intervento fiscale che favorisca le imprese individuali e artigiane proprio per portare alla luce il sommerso.

Fortissimi poi i tagli alle risorse destinate alle Regioni, le quali temono di non riuscire a fornire servizi adeguati ai cittadini, pur riconoscendo lo stato di emergenza che impone certe misure.

Abbassamento dei costi della politica

Pur non potendo, per Costituzione, abolire le Province, intanto il Governo ha deciso di abolire da subito le giunte e di ridurre il numero dei componenti dei consigli provinciali (che si dimezzano). Tale decisione ha provocato – com’era prevedibile – l’“insurrezione” da parte di molti assessori e consiglieri provinciali i quali hanno già dichiarato che faranno ricorso in quanto considerano la norma anticostituzionale, dal momento che si tratta di persone elette il cui mandato viene improvvisamente interrotto da un organo esecutivo.
Il Governo ha poi deciso di abolire diversi enti pubblici ritenuti non più utili, come ad esempio l’ENIT (l’Ente per il Turismo).
Verranno poi risanate quelle istituzioni condizionate dalla criminalità organizzata (anzitutto è stato prorogato lo scioglimento dei consigli comunali di S. Giuseppe Vesuviano e di Gricignano d’Aversa (rispettivamente in provincia di Napoli e di Caserta).

Le reazioni delle Regioni

La prima richiesta che presentano al Governo i rappresentanti delle Regioni è quella di essere parte attiva nei processi decisionali che li riguardano: la strategia deve essere coordinata tra tutti i livelli di governo, affermano; ciò si rende necessario per il salvataggio del Paese.

Il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha dichiarato che si tratta di “una manovra durissima e dolorosa di finanza pubblica: sono tasse imposte e c’è poca equità e poco su sviluppo e crescita” e chiede un tavolo immediato con gli enti locali per la crescita.

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, invece, ha trovato che le decisioni prese siano meno negative rispetto a quanto il sistema regionale si aspettava. Il problema principale, secondo Vendola, era stato quello del taglio del 75% dei fondi destinati al trasporto pubblico locale che aveva previsto Tremonti. Ciò avrebbe provocato il blocco dei movimenti di milioni di cittadini italiani: lavoratori, studenti, pendolari. Invece ora “abbiamo chiuso sostanzialmente un accordo con il governo. Abbiamo ottenuto che con l’implementazione delle accise sui carburanti si possa coprire quella cifra di quasi due miliardi di euro per non mandare in tilt il trasporto pubblico locale”. Altro pericolo scampato per le Regioni è stato quello dei tagli alla sanità: se si fosse verificata l’ipotesi di tagliare altri 2 miliardi di euro al fondo sanitario nazionale, “si sarebbe stati costretti a chiudere gli ospedali e dimezzare i livelli essenziali di assistenza”, ha dichiarato sempre Vendola. Il fatto che il Governo abbia poi deciso di non tagliare questi fondi ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti.

Anche Formigoni si è mostrato soddisfatto per questa decisione del Governo – che però, dichiara, è dovuta alla determinazione dei presidenti delle Regioni che hanno “tenuto testa” ai Ministri.

L’Alto Adige invece non è soddisfatto. Le parole del Governatore Luis Durnwalder sono dure: “’l’appoggio al Governo Monti non è scontato e le iniziali aperture di credito non appaiono del tutto giustificate”. Il governatore si lamenta del fatto che non sia stata aperta una “procedura di concertazione sui tagli alla Provincia autonoma previsti dalla manovra”; per questa ragione Bolzano interverrà, assieme a Trento, per chiedere il rispetto di quanto sancito dall’accordo stipulato a Milano con Tremonti e Calderoli, accordo che prevede una procedura di consultazione tra Roma e Bolzano in caso di variazioni nell’assetto dei finanziamenti alle autonomie: ”siamo disponibili a contribuire ai necessari sacrifici ma sui tagli all’autonomia una comunicazione di Monti non è sufficiente”.

Più morbida invece la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che dichiara come “questa manovra segna la situazione di grave emergenza nella quale si trova il Paese, che chiama tutti noi ad una forte unitaà e soprattutto impone una strategia coordinata tra tutti i livelli di governo, da quello nazionale a quelli regionali e degli enti locali, in vista delle conseguenti ed immediate azioni che dovremo assumere”. La presidente comunque concorda con la necessità di accelerare le misura per ridurre la spesa della pubblica amministrazione regionale. A tal proposito, alla luce delle modifiche introdotte dalla manovra del Governo, “si aprirà al più presto un confronto con le Province e successivamente con tutti i Comuni umbri al fine di accelerare i processi di integrazione e associazione, volti anche questi a ridurre in maniera significativa il costo di funzionamento della pubblica amministrazione locale. Chiederò al Consiglio regionale e alle altre assemblee elettive di assumere tutti, responsabilmente, l’impegno a mettere in atto una fase di ancor maggiore collaborazione tra i livelli di governo e le rappresentanze elettive affinché i provvedimenti di competenza vengano adottati nei tempi che la gravita della situazione impone”.

In Sicilia invece arrivano voci di contrasto all’azione governativa: il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dice: “nella manovra non trovo iniziative che si ispirino a quella equità che, per quanto ci riguarda, dovrà voler dire misure a favore del Sud. Equità a favore dei più deboli e a favore dei territori più deboli. Magari ci saranno, o saranno oggetto di iniziative successive, ma io per la crescita del Sud, per le infrastrutture del Sud, non vedo nulla”.

Una stangata dopo l’altra

Si ricorda che questa prima manovra fiscale del Governo Monti, è comunque la quarta alla quale il Paese è stato sottoposto allo scopo di uscire dalla crisi. La prima manovra è stata approvata dal precedente Governo a maggio di quest’anno (24 miliardi di euro per il 2011 e il 2012); altre due una di seguito all’altra durante quest’estate (per un totale di 60 miliardi che ci sarebbero dovuti servire per pareggiare il bilancio nel 2013). Tali misure, come abbiamo visto, non hanno soddisfatto l’Unione Europea che ha rigettato le proposte contenute nella lettera firmata dall’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (vedi nostro precedente articolo). Quest’ultima manovra, del valore di 20 miliardi per il 2012, sembra invece (ma ribadiamo: sembra) aver avuto l’approvazione per lo meno dei mercati, visto che lo spread si è abbassato al di sotto dei 400 punti (il che significa che si ha fiducia nella solvibilità dello Stato italiano e che si tornano a comprare i titoli di Stato – vedi ns. articolo). Anche la borsa oggi è andata forte, anzi è stata la migliore d’Europa poiché si pensa che l’euro abbia ancora lunga vita, e ad andare bene guarda caso sono stati soprattutto i titoli bancari che di recente erano stati “bastonati”.

Intanto vanno considerate anche le attività a livello europeo: proprio oggi è in atto l’incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente francese Nicolas Sarkozy per discutere di alcune proposte – in particolare sull’attuazione di una politica fiscale comune in tutti i Paesi UE – che verranno presentate al vertice europeo che si terrà nei prossimi giorni (l’8 e il 9 dicembre).

Allegati

pdf Testo-DL-manovrafiscale-in-discussione.pdf(bozza)
pdf Decreto-Legge-Governo-Monti-su-Gazzetta-Ufficiale.pdf(definitivo)

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