Donne disoccupate: diamoci un taglio.

Lucia Iraci

Donne disoccupate: diamoci un taglio.

Una parrucchiera italiana a Parigi regala bellezza e voglia di fare alle donne in difficoltà. Un’idea imprenditoriale che può tramutarsi in stimolo lavorativo per molte grazie ai programmi di tutoraggio dell’Unione Europea

In Europa le imprenditrici sono solo il 34,4% dei lavoratori autonomi. Le donne che vogliono fare impresa devono crescere, e per realizzare questo sogno un valido sostegno sono le imprenditrici già affermate. Grazie al programma di tutoraggio recentemente promosso dall’Unione Europea, molte donne di successo hanno messo a disposizione la loro esperienza per aiutare le nuove leve dell’imprenditoria femminile che in questo momento di crisi economica hanno bisogno di supporto e di consigli utili. Per non arrendersi, ma anche per rinnovarsi ed ampliare il volume di affari.

L’imprenditorialità si combina bene con le scelte di vita delle donne, in particolare offrendo loro una certa flessibilità al fine di conciliare la vita professionale con quella privata, soprattutto per quanto riguarda gli orari e il luogo di lavoro. Inoltre, a causa della crisi economica, molte donne che si sono ritrovate disoccupate potrebbero utilizzare le conoscenze e competenze delle colleghe già affermate, avviare la propria impresa e crearsi da sole un posto di lavoro.
E ci sono donne che non hanno bisogno soltanto di suggerimenti di carattere economico: anche l’aspetto esteriore è importante per chi desidera entrare (o ri-entrare) nel mondo del lavoro.

Un esempio di imprenditrice che vuole sostenere le donne colpite dalla crisi è Lucia Iraci, originaria di Canicattì e proprietaria di un noto negozio di acconciature a Parigi. Ogni ultimo lunedì del mese Lucia offre i suoi servizi alle donne maltrattate, disoccupate, senza casa e in depressione, per aiutarle a recuperare la propria dignità e l’amore per se stesse, anche al fine di potersi riproporre   sul mercato del lavoro. Donne in difficoltà che grazie ad un nuovo taglio di capelli e un trucco azzeccato recuperano un po’ di serenità e la voglia di combattere una delle battaglie più difficili, quella della ricerca di un’occupazione in una società dove le pari opportunità non sempre si realizzano.

A quindici anni Lucia lascia la Sicilia per raggiungere la madre, le sorelle e il fratello che si erano trasferiti anni prima a Parigi per trovare lavoro. Impara velocemente il francese andando al cinema e leggendo tutto quello che le capita. Sollecitata da una delle sorelle impara l’arte della parrucchiera, e non contenta di dover lavorare in un negozio cerca di rendere più interessante la sua attività, introducendosi nei set dei fotografi di moda.  “Da quel momento sono diventata indipendente” afferma Lucia “ed ho cominciato ad appassionarmi per un lavoro che non avevo scelto.”

Se deve dare un consiglio alle neo-imprenditrici, Lucia insiste sul valore della forza di volontà. “Aiutati ed il ciel ti aiuta, ossia se si vuole veramente, si può tutto” sentenzia, come a sottintendere che oltre ai finanziamenti che possono provenire dallo Stato è fondamentale per una donna, ancora più che per un uomo, avere le idee chiare e la tenacia per realizzare un progetto. E tanto buon umore, per non arrendersi mai.

E circa la sua missione a favore delle donne, Lucia racconta: “l’idea mi è venuta tempo fa, perché ho sempre cercato di essere solidale con le donne, ed in Francia l’indice di povertà e disoccupazione femminile è molto alto. Le donne si trovano spesso da sole ad allevare figli, o in condizioni di indigenza, violenza domestica, una sorta di schiavitù moderna. Non è possibile chiudere gli occhi su queste cose. Ecco allora a cosa serve il mio programma: a ridare il sorriso a queste donne”.
E così nel 2006 Lucia ha fondato l’associazione “Joséphine pour la beauté”, che stimola le donne a non perdere l’abitudine della cura del proprio aspetto anche se le condizioni di vita sono difficili.
E per conciliare lavoro e famiglia, Lucia Iraci suggerisce una formula: “Dimenticare la stanchezza. Scegliere il proprio mestiere, non subirlo. Se si lavora con passione la vita diventa più allegra.”

Amelia Vescovi