Emarginazione femminile e violenza sulle donne. La denuncia a mezzo artistico

l'isola, spettacolo

Emarginazione femminile e violenza sulle donne. La denuncia a mezzo artistico

Emarginazione e discriminazione razziale in scena con l’“Isola” della compagnia Afrodita e Zeroviolenzadonne, la Onlus contro gli abusi su donne e bambini

La compagnia Afrodita si fa portavoce insieme alla Onlus Zeroviolenzadonne del grande problema dell’emarginazione, portando in scena “Isola”, uno spettacolo teatrale che è stato rappresentato al Centrale Preneste Teatro di Roma a gennaio proprio in un momento in cui esplodono i crimini contro le donne: per fare un esempio che non è salito alla ribalta della cronaca televisiva, citiamo il caso dell’Umbria, una piccola e serena regione, che ciò nonostante solo nell’arco degli ultimi 15 giorni – come ha denunciato la sua presidente, Catiuscia Marini – ha visto tutta una serie di crimini efferati contro le donne.

La violenza contro le donne è innanzitutto un fatto culturale, come dimostrano tutte le inchieste degli organismi pubblici realizzate da tanti anni a questa parte ed è giusto che oltre alle organizzazioni per il sociale anche quelle culturali si facciano portavoce di chi soffre per via degli abusi che continuano a perpetrarsi nei confronti del “sesso debole”.
Un incontro proficuo è avvenuto tra due rappresentanti di queste categorie (sociale e cultura): la compagnia Afrodita e l’associazione ONLUS Zeroviolenzadonne. “Ci siamo conosciute” racconta la regista Della Seta “al teatro Valle occupato e abbiamo deciso di collaborare per incrementare la dignità di singoli e gruppi di persone che hanno bisogno di far sentire la propria voce, perché vittime di violenze, abusi… Il mio spettacolo parla di donne vincenti, che hanno sì conosciuto la sofferenza e il dolore, ma che cercano di trasformare il tutto in un atto di fede, non di pianto”.

Un teatro di proposta più che di denuncia quello di Claudia Della Seta, che risponde al progetto teatrale di Afrodita compagnia, “nata a Tel Aviv nel 2000 per portare in Italia l’incontro e il dialogo tra le due etnie, creando, attraverso il teatro, un’opportunità di integrazione e mediazione sociale, culturale e linguistica”.

 

Afrodita ha accolto con impegno la triennale esperienza di Zeroviolenzadonne, “la cui principale attività” ha spiegato Danila, una collaboratrice, “è il lavoro del portale internet che vuol fare informazione di genere non solo su donne ma anche su discriminazioni in generale, sessuali, sociali, razziali. Vogliamo sensibilizzare le persone con la nostra informazione che viene offerta attraverso una rassegna stampa quotidiana disponibile online dalle 9,30 del mattino. Abbiamo una redazione composta da più di cento collaboratori. Svolgiamo attività di monitoraggio della rete per cercare di trovare notizie e approfondimenti al fine di tenere alta la voce di bambini, rom, gay, donne vittime di violenza. Siamo qui perché vorremmo allargare le nostre collaborazioni con persone che vogliono fare qualcosa di diverso e sono disposte ad assumere un impegno serio e quotidiano. Abbiamo promosso diverse campagne e siamo parte attiva del territorio di Roma perché viviamo qui”.


Intervista a Claudia Della Seta, Regista dell’ “Isola”


Nello spettacolo portato in scena a Roma si racconta, ad esempio, una storia di emarginazione: tra onirismo e realtà otto creature femminili si ritrovano su un’isola per raccontare i segreti, le gioie, le tristezze, gli amori, le passioni della propria vita. Inizialmente non si riconoscono e non ricordano di essersi già incontrate durante la loro esistenza. Sono attrici incomprese, badanti insoddisfatte, malinconiche e rassegnate, domestiche povere ma ricche di spirito, c’è l’anziana signora Costanza, una giovane anima invalida a causa della guerra e dal nome evocativo: Viditimì. Nel buio scenografico, illuminate da torce, che a volte deformano a volte evidenziano i loro volti, le protagoniste ricordano e rivivono il loro vissuto. Ci sono anche una vecchia punk e una vecchia velina, rappresentanti di mondi decisamente contrastanti: l’una, impersonata da colei che è attrice, regista e sceneggiatrice, Claudia Della Seta. Ha rinunciato alla ricchezza per diventare la regina della “mondezza”, del mondo dei poveri, per guarire le persone e viversi l’amore, quello vero, quello che la sua famiglia d’origine le ha sempre negato; l’altra, invece, tacchi a spillo e abito succinto, incarna la gioventù ormai lontana, la frustrazione di una vita vissuta per mostrarsi e per piacere agli altri, nel lusso effimero, con la conseguente perdita del sentimento autentico. Ed è proprio intorno all’amore che ruotano le storie delle otto creature. “L’amore” ripete la vecchia punk, di nome Fatumma (con l’acca, precisa lei) “quello che ti dà, poi si ripiglia”.
Sullo sfondo di questi incontri, nell’oscurità di un sole che non sorge, si sente il frastuono della guerra, della discriminazione razziale, delle straniere.

compania Afrodita

Nel frattempo, in tutta Italia, prosegue la violenza contro le donne. Nel caso particolare dell’Umbria, che abbiamo scelto a titolo esemplificativo, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha annunciato di voler costruire “una cultura che riduca i rischi di violenza sulle donne in questa regione”. Con una serie di incontri a tema, in cui viene delimitato il campo alla violenza maschile sulle donne, si vuol raggiungere l’obiettivo “non solo di arrivare alla definizione di specifici provvedimenti di carattere normativo e legislativo, ma di creare i presupposti necessari ad una buona qualità della vita degli uomini e delle donne: intendiamo lavorare per rafforzare la capacità delle donne a non farsi maltrattare. Non è infatti sufficiente costruire servizi ed azioni preventive, bisogna investire soprattutto nelle giovani generazioni, per rendere le donne più forti”.
E, riguardo la situazione attuale, la Presidente Marini denuncia: ”anche negli ultimi 15 giorni in Umbria si sono verificati atti di violenza inaudita sulle donne, alcuni dei quali particolarmente efferati. Ciò testimonia che non si tratta di eventi casuali e minoritari, ma di avvenimenti che rappresentano un dato costante, a testimonianza che anche qui la violenza sempre più accompagna le donne nella loro dimensione quotidiana di vita, con l’emergere prepotente di conflitti e di episodi di violenza fra i generi che coinvolgono in modo crescente le giovani generazioni”.

Daniela Auciello

 

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