Fiscalità per le imprese che lavorano con l’estero

UE strasburgo

Fiscalità per le imprese che lavorano con l’estero

La Commissione Europea aprirà lo sportello unico per gli adempimenti IVA transfrontalieri per evitare alle aziende di trattare con diverse amministrazioni fiscali in lingue diverse e rendere così meno onerosi e costosi i diversi adempimenti fiscali. Tutti i servizi verranno forniti per via elettronica a partire dal 1 gennaio 2015

Il futuro sistema dell’IVA dovrà sostenere l’attività economica e la crescita delle imprese dell’Unione Europea. L’approccio allo sportello unico per gli scambi transfrontalieri nell’UE sarà aperto dapprima ai servizi di commercio elettronico, alla tele radiodiffusione e alla telecomunicazione, dopo di che verrà esteso agli altri beni e servizi.

La constatazione di base è che l’IVA versata dai cittadini e riscossa dalle imprese supera il 20% delle entrate nazionali ed ha pertanto un notevole impatto sulla popolazione europea tutta; ciononostante il sistema IVA è antiquato (risale a 40 anni fa) e il regima non è più – come affermano a Bruxelles – “in linea con la nostra economia orientata ai servizi e basata sulle tecnologie”. A dare il “la” alla riforma sul sistema IVA è stato, lo scorso dicembre, il commissario per la Fiscalità e l’unione doganale Algirdas Šemeta. Da quel momento la Commissione ha stabilito le caratteristiche fondamentali del nuovo sistema IVA e tutti gli interventi necessari a renderlo più semplice ed efficiente, in ogni Paese dell’UE.

L’IVA deve pertanto essere:
1) di più facile applicazione per le imprese (un sistema trasparente e semplice che riduca l’onere amministrativo per le imprese stimolandone il commercio internazionale);
2) deve sostenere in modo efficiente gli Stati membri nel risanamento fiscale e nella crescita economica sostenibile, abolendone esenzioni e riduzioni;
3) essere effettivamente riscossa, poiché circa il 12% dell’imposta non lo è e ciò causa una perdita enorme agli Stati membri.

Già dal dicembre 2010 la Commissione europea ha adottato il “Libro verde sul futuro dell’IVA”, che alleghiamo all’articolo, che è stato inviato ai parlamenti di tutti gli Stati membri allo scopo di essere discusso anche dalle imprese e dai cittadini oltre che dalle autorità fiscali. Tutti gli interessati hanno inviato i propri contributi (a centinaia) alla Commissione. Tutti concordavano sul fatto che il sistema IVA fosse da riformare.

Algirdas Semeta

Come dichiara Šemeta “la complessità dell’attuale sistema IVA dell’Unione rappresenta un ostacolo per chi vuole fare affari nell’Unione”; pertanto lo sportello unico che verrà aperto “agevolerà notevolmente l’espansione transfrontaliera delle start-up europee, il che a sua volta contribuirà a generare crescita e posti di lavoro”. L’adozione dello sportello unico rappresenta una soluzione alla prima problematica citata in precedenza, ovvero quella sulla semplificazione per le imprese. Si tratta, per il commissario alla fiscalità, di una priorità assoluta.

Dal primo gennaio 2015 dunque sarà attivato il mini sportello unico per i prestatori ai consumatori di servizi elettronici, di tele radiodiffusione e di telecomunicazione. Le imprese interessate potranno dichiarare e pagare l’IVA nello Stato membro in cui hanno sede e non nello Stato, di volta in volta diverso, dei propri clienti. In futuro lo stesso sportello unico potrà essere utilizzato dalle  imprese degli altri comparti.

Ogni Stato membro deve approvare le misure stabilite entro l’anno in corso, il 2012, per permettere di realizzare un approccio comune al problema dell’IVA grazie allo scambio di informazioni tra le autorità tributarie di tutti i 27 Stati membri dell’UE. In questo modo si potrà garantire la piena applicazione del nuovo sistema per la data prevista del 2015.

Si ricorda che allo stato attuale esiste già (dal 2003) uno sportello unico per gli adempimenti IVA delle società fornitrici di servizi elettronici che però non appartengono all’Unione Europea. Ora questo “privilegio” verrà esteso anche alle imprese europee.

Allegati

pdf Libro-verde-UE-futuro-IVA.pdf