I distretti aeroportuali per il rilancio del Paese

leonardo da vinci

I distretti aeroportuali per il rilancio del Paese

Sviluppo delle aree aeroportuali come opportunità di crescita economica per le imprese. Allo studio, come esempio di opportunità, l’area del Leonardo da Vinci, il distretto aeroportuale di Roma

In un clima di crisi economica così serrata, in cui i tempi vengono scandagliati da bollettini giornalieri che riportano situazioni sempre più incerte nel nostro apparato, diventa priorità assoluta di tutti gli Enti individuare settori d’intervento che possano invece agevolare il superamento della situazione di stallo e offrire così spunto per una ripresa generale.

I distretti aeroportuali per il rilancio del paese

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Questo è stato il proposito del Censis – Fondazione di ricerca socioeconomica che vede la partecipazione di capitali pubblici e privati – che nelle ultime settimane di dicembre ha invitato la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e quello di Fiumicino, Marco Canapino, ad analizzare e discutere i risultati della ricerca “Crescere per far Crescere. I distretti aeroportuali per il rilancio del paese”. Promosso dalla Fondazione,  lo studio ha individuato nello sviluppo delle aree aeroportuali, con particolare riferimento all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, una delle possibili chiavi per una nuova crescita dell’economia nazionale.

Le opportunità di crescita economica

I risultati dell’analisi, presentati dal Direttore generale Giuseppe Roma, evidenziano infatti che, nonostante la crisi generale, le previsioni di crescita per l’aviazione civile mondiale sono invece positive. Gli indicatori segnalano, nei prossimi vent’anni, uno sviluppo del traffico aereo mondiale ad un tasso medio annuo del 5%. 
I passeggeri, a livello globale,  aumenteranno dagli attuali 2, 2 miliardi a 6 miliardi nel 2030.  E pari sviluppo è previsto anche nel traffico di merci.

Una situazione che è stata già ampliamente fotografata a livello mondiale e che ha già mobilitato da tempo le principali potenze economiche.  Per fare un esempio, negli Stati Uniti sono stati approvati pacchetti di iniziative strategiche con investimenti colossali per favorire sul territorio nazionale la costruzione e il potenziamento di oltre 150 piste aeroportuali.  La Cina nel frattempo ha invece progettato e finanziato la costruzione di almeno 100 nuovi aeroporti per altrettante città da connettere in modo rapido tra loro e con il mondo.
Un’opportunità concreta che anche il nostro Paese potrebbe cogliere al volo, ma che tuttavia presenta insieme degli altissimi costi. Non solo per gli investimenti da eseguire – certamente più difficili in un clima di compressione economica – ma anche e soprattutto in termini di impatto ambientale e acustico.

Il parere degli italiani

Come evidenziato dal rapporto in questione, gli italiani sono di fatto consapevoli che gli aeroporti possono essere un vero volano per tornare a crescere: quasi il 59%  degli intervistati ritiene infatti che sia necessario potenziare la capacità di accoglienza dei nostri scali, individuando in queste infrastrutture la possibilità di contribuire alla competitività del paese (per il 34%) in particolare sottolineando il fatto che la competizione si gioca a livello globale (per il 24%). L’8% si dichiara invece contrario esprimendo grande preoccupazione per il costo dell’impatto ambientale.
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Le quote più elevate di intervistati che si dichiarano favorevoli ad un potenziamento si individuano fra imprenditori e liberi professionisti (54,2%), quadri e funzionari (50%), laureati (65,5%), i residenti del centro (63,7%), la fascia d’età 30-44 anni (64,1%) ed i più giovani (61,9%).

Il “Leonardo da Vinci”: verso Fiumicino 2

Lo studio del Censis ha focalizzato in particolare la sua attenzione sullo scalo aereo principale di Roma: l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci”.
Allocato a Fiumicino, a 30 km da Roma, questo Aeroporto è cresciuto per dinamica spontanea più di tutti gli altri scali europei: +13,6% di passeggeri nel periodo 2007-2011 (37 milioni di passeggeri solo nell’ultimo anno) rispetto al +0,9% di Shipol (Amsterdam), al +0,1% di Heathrow (Londra) o addirittura al -4,1% di passeggeri registrato dall’aeroporto Barajas di Madrid.
La positività di questo trend dovrebbe generare nel prossimo futuro 244mila occupati e, attraverso un intervento più strutturato per un suo incremento, potrebbero salire a 368mila i nuovi occupati solo per questo scalo.
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Prospettive indubbiamente allettanti per creare ricchezza, che si scontrano però con le legittime resistenze  delle comunità locali che sarebbero le prime a pagare i costi di uno sviluppo in questo senso, in termini di impatto ambientale e di qualità della vita.
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Come sottolineato dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è necessario trasformare le ricadute problematiche e gli impatti negativi  di uno sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino, con un’azione di massimo coinvolgimento della comunità locale, che permetta di  chiarire bene le potenzialità di sviluppo legate ad un’operazione di ampliamento, in grado di offrire  in primis per gli abitanti del territorio coinvolto le possibilità di crescita.

L’idea di costituire quindi un nuovo soggetto, il Distretto aeroportuale, come strumento di Governance  condivisa dei territori che si sviluppano nell’area interessata, diventa un’interessante proposta di  strumento decisivo per coinvolgere simultaneamente Istituzioni, finanziatori e comunità locali, in grado di  garantire, in un discorso di trasparenza e scambio continuo, lo sviluppo di un progetto che rispetti gli interessi, nonché i diritti fondamentali, di tutti i soggetti coinvolti.
Attraverso una pianificazione concertata fra cittadini, istituzioni e soggetti finanziatori, il Distretto aeroportuale sollecitato dall’iniziativa del Censis dovrebbe essere il tavolo di concertazione in cui gli interessi e le aspettative locali possano trovare possibilità di espressione, compensazione e sintesi anche con gli interessi nazionali.
E se il decollo sinergico fra grandi infrastrutture e comunità potrebbe accelerare la realizzazione di Fiumicino 2, rimangono tuttavia alcune problematicità economiche da non sottovalutare.
Come infatti precisato dal Presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), Vito Riggio, pur essendoci effettive previsioni di sviluppo del traffico di Fiumicino, è fondamentale ricordare come questo volume sia determinato non tanto dalla potenza della struttura aereoportuale, quanto dalle strategie poste in essere dalle compagnie aeree, rammentando insieme l’estrema debolezza della nostra compagnia di bandiera, che non le permette al momento di offrire una competizione decisiva con i grandi Hub europei.
Sull’ineludibilità di sviluppo dell’area di Fiumicino 2 è intervenuta anche la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, sottolineando la necessità di un piano di collegamento strutturale con gli aeroporti di Ciampino e Viterbo.  Progetti che, secondo il Presidente,  potrebbero finalmente concretizzare una delle prospettive da lungo tempo ipotizzate per l’aeroporto Leonardo da Vinci: quella di divenire struttura capace di servire tutte le nazioni a sud del mondo ed in particolare all’area del Mediterraneo. 

Cristiana Persia

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