Il mercato del lavoro in Toscana nel 2011

mercato lavoro toscana

Il mercato del lavoro in Toscana nel 2011

Situazione fuori da ogni previsione: saldo positivo di 23mila lavoratori. Occupazione industriale a +2,3%. Prospettive 2012 comunque difficili per donne e giovani

Occupazione: in Toscana aumenta oltre ogni possibile immaginazione nel corso del 2011. Secondo i più recenti dati della Regione e dell’Irpet (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana), il mercato del lavoro segna nel 2011 un saldo positivo di 23mila occupati, mentre i disoccupati flettono di 5mila unità.

interviste a Gianfranco Simoncini,
Assessore a Lavoro e Formazione
della Regione Toscana e a
Stefano Casini Benvenuti,
Direttore Irpet Toscana

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Da una parte sono numeri incoraggianti, quelli che confrontano i primi tre trimestri 2011 con lo stesso periodo del 2010, perché dimostrano comunque un certo dinamismo del mercato del lavoro. Specialmente se si pensa che a partire dal 2008, quando scattò la crisi mondiale, la Toscana ha perso finora 19mila posti di lavoro. D’altro canto è vero che  l’aumento degli occupati risulta trainato sia dalle componenti meno strutturali della forza lavoro – come le donne che lavorano in mansioni poco qualificate e gli stranieri – sia dalle posizioni di lavoro a tempo parziale, opzione il più delle volte involontaria.

 

I dati

Tra i numeri che spiccano nel Rapporto del Mercato sul Lavoro in Toscana 2011 (allegato in chiusura di articolo) emerge il saldo regionale tra avviamenti e cessazioni nel lavoro dipendente nel primo semestre 2011: si registrano in tutto 30mila posizioni in più. Un dato migliore di altre regioni italiane come Veneto, Lombardia e Piemonte. Merito del manifatturiero e della piccola impresa che caratterizza la stragrande maggioranza della realtà imprenditoriale e lavorativa toscana. Settori che, certo con grandi sforzi, hanno mostrato una capacità di resistere di fronte alla più grande crisi del Dopoguerra.

È anche vero però che nei tempi più recenti sono andate aumentando tutte le forme di lavoro più precario fra gli stranieri, le donne, e i giovani: le categorie colpite più pesantemente dalla crisi. Nei primi nove mesi del 2011 l’occupazione giovanile soffre e si conferma penalizzata dal mercato del lavoro: nella fascia di età fra i 25 e i 34 si registra un calo del 2,5%, mentre per gli under 25 il calo è del 5,8%, con un tasso di occupazione che sfiora il 21,3%, mentre quello di disoccupazione sale al 25,3%.

L’analisi di genere

Più colpite nelle prime fasi della crisi, le donne mostrano oggi una tendenza al recupero leggermente superiore rispetto a quella degli uomini. Ripercorriamo gli anni della crisi in chiave di genere: nel 2009, anno di recessione, le perdite occupazionali sono state maggiori per le donne (-0,6%) che per gli uomini (-0,4%), mentre nel 2010, quando gli effetti della crisi sono stati riversati pienamente sul mercato del lavoro, e` stata la componente maschile (-1,1%) a trainare la riduzione occupazionale.
I dati relativi al primo semestre 2011 rivelano variazioni tendenziali positive per entrambe le componenti, anche se e` quella femminile a registrare una migliore performance (+1,1% rispetto al +0,6% degli uomini).
L’analisi di genere evidenzia come siano le donne a trainare sia la ripresa dell’occupazione (+0,6% contro il +0,4% degli uomini) che la contrazione della disoccupazione (-2,2% contro lo 0,9% degli uomini). Dinamiche che si spiegano anche in termini di contratti: le donne rappresentano un’ampia fetta dei lavoratori atipici, ossia coloro che nel 2009 sono stati, loro malgrado, i primi a subire gli effetti della recessione, per rappresentare poi il motore principale della debole ripresa occupazionale di inizio 2011.

Il commento del Presidente Rossi

L’impegno della Regione Toscana sul fronte degli ammortizzatori sociali, per il sostegno delle piccole e medie imprese, e tramite Fidi Toscana per un aumento delle garanzie di accesso al credito: sono alcune delle azioni ricordate dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, commentando i dati presentati da Irpet. “Tutto ciò” ha detto “ha rafforzato in Toscana la capacità di fare i conti con la crisi. Infatti nella nostra Regione fino all’autunno del 2011 le ripercussioni sulla disoccupazione sono risultate attenuate rispetto ad altre realtà del paese. Con questo non ci si può autoconsolare, perché negli ultimi mesi abbiamo assistito a un raffreddamento della ripresa e a questo si aggiungono le prospettive recessive per il 2012. Le liberalizzazioni sono necessarie ma non bastano. Bisogna dare lavoro: questo è il problema di fondo. Perciò occorrono più investimenti in infrastrutture, devono riprendere i consumi, attraverso sgravi fiscali sul lavoro dipendente, e togliendo alle Regioni ed enti locali i vincoli del patto di stabilità, politiche industriali attive per salvare e rilanciare l’apparato produttivo”.

Agnese Fedeli

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