Nomina della nuova consigliera di parità in Friuli Venezia Giulia

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Nomina della nuova consigliera di parità in Friuli Venezia Giulia

Si chiama Raffaella Palmisciano ed ha sostituito Gina Fasan. Il suo primo impegno sarà quello di diffondere una “Guida per la conciliazione in azienda”, con il principale obiettivo di rendere noti i contenuti della Legge sulla tutela e il sostegno alla maternità e alla paternità, in un’ottica di parità di genere

La figura istituzionale della Consigliera di Parità è fondamentale per le politiche di genere da attuare ed ha compiti molto importanti, come quello di controllare che la normativa contro le discriminazioni sessuali negli ambienti di lavoro venga rispettata.

Nata a Tripoli nel 1964, si è sempre occupata di tematiche relative al mercato del lavoro e in particolare al riconoscimento delle pari opportunità. Componente nazionale del Comitato Unico di Garanzia, presso la direzione generale INPS di Roma e membro della Commissione regionale pari opportunità tra uomo e donna presso la Regione Friuli Venezia Giulia, Raffaella Palmisciano è anche membro della commissione pari opportunità della Provincia di Udine e segretario generale del sindacato Fialp-Cisal – Friuli Venezia Giulia – Pubblico Impiego.

L’assessora al lavoro Angela Brandi, recependo la nomina di Palmisciano ha dichiarato che “questa nomina  rappresenta la continuità di una collaborazione già ben avviata in passato,  che ha portato ad una maggiore sensibilizzazione sul tema delle pari opportunità nei campi dell’azione amministrativa e politica”.
Dal canto suo, la nuova consigliera di parità annuncia: “uno dei miei primi impegni sarà quello di  pubblicare e diffondere un testo dedicato alla ‘Guida per la conciliazione in azienda’, traendo spunto da un progetto già elaborato dalla Commissione pari opportunità della provincia di Udine, con l’obbiettivo di rafforzare gli elementi di conoscenza presenti nella legge 53/2000, che regola la materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità”.

Un progetto che “persegue l’obiettivo di diffondere a tutte le parti datoriali e sindacali la tematica della conciliazione dei tempi, che è un argomento di importanza prioritaria, soprattutto in questa difficile fase di
crisi economica nella quale la donna non deve essere ulteriormente discriminata”.

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