Riforma della normativa sulla protezione dei dati

Viviane Reding vicepresidente e Commissaria Europea

Riforma della normativa sulla protezione dei dati

La Commissione Europea il 25 gennaio ha proposto la riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati allo scopo di aumentare la tutela dei singoli cittadini e diminuire i costi delle imprese

Con questa riforma si rafforzeranno i diritti alla privacy online e si stimolerà l’economia digitale europea, visto che dal 1995 ad oggi il mondo è cambiato grazie al progresso tecnologico e i dati personali vengono raccolti e consultati in modo diverso. Inoltre, finora ogni Stato membro ha applicato la normativa in modo diverso facendo sì che le imprese fossero gravate di oneri maggiori. Dopo la riforma le imprese potranno risparmiare invece 2,3 miliardi di euro l’anno.

Questa iniziativa potrà rafforzare la fiducia dei consumatori nei servizi online facendo sì che cresca l’innovazione in tutta Europa, con la conseguenza della concomitante crescita economica e della creazione di posti di lavoro.

La vicepresidente e Commissaria UE Viviane Reding, ha premesso che, se solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare internet, oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso l’intero globo in qualche frazione di secondo, prima di dichiarare che “la protezione dei dati personali è un diritto fondamentale di tutti gli europei, eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi on line visto che saremo tutti più informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni. Nel far ciò la riforma provvederà anche a semplificare la vita e a ridurre gli oneri delle imprese. Con un quadro giuridico saldo, chiaro e uniforme a livello dell’Unione si potrà sprigionare tutto il potenziale del mercato unico digitale e saranno stimolate la crescita economica, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro”.

La direttiva 1995 sulla protezione dei dati personali verrà aggiornata garantendo in futuro la tutela dei diritti della privacy. Nel pacchetto di riforma sono compresi: un regolamento per istituire il quadro generale dell’Unione Europea per la protezione dei dati e una direttiva sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati a fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento dei reati e anche nell’ambito delle attività giudiziarie connesse.

I principali cambiamenti che verranno introdotti concerneranno:

  • –    l’adozione di un corpus unico di norme che sarà valido in tutta l’Unione Europea;
  • –    l’abolizione degli oneri amministrativi inutili, come le prescrizione in materia di comunicazione a carico delle imprese (abolizione che permetterà loro di risparmiare circa 2,3 miliardi di euro ogni anno);
  • –    La sostituzione dell’obbligo di notificare tutti i trattamenti alle autorità di protezione dei dati con un più semplice obbligo di rendicontazione per chi li tratta (questo obbligo si prevede in casi di grave violazione dei dati, per cui le imprese dovranno comunicare entro 24 ore dal fatto l’avvenimento alle autorità nazionali di controllo);
  • –    L’instaurazione di un’unica autorità nazionale di protezione dei dati nel Paese in cui le imprese hanno il proprio stabilimento principale (a quest’autorità dovranno rivolgersi anche se i dati sono trattati da un’impresa con sede fuori UE). Il consenso al trattamento dei dati non potrà essere comunque mai presunto: andrà chiesto esplicitamente;
  • –    Facilitazioni all’accesso ai propri dati personali e agevolazione al trasferimento dei dati da un fornitore di servizi a un altro (diritto alla portabilità dei dati);
  • –    Diritto all’oblio: per gestire meglio i rischi connessi alla protezione dei dati online, chiunque potrà cancellare i propri dati a meno che non sussistano motivi legittimi per mantenerli.

Allo scopo di applicare meglio le norme nei rispettivi Paesi, verranno concessi maggiori poteri alle autorità nazionali indipendenti di protezione dei dati. Le autorità nazionali potranno, ad esempio, comminare sanzioni pecuniarie alle imprese che violano il diritto dell’Unione. Tali sanzioni potranno raggiungere anche la somma di 1 milione di euro o essere pari al 2% del fatturato mondiale annuo. Dunque saranno elevatissime.

La proposta della Commissione europea seguirà ora la prassi per l’approvazione definitiva passando al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE per la discussione. Una volta adottata, non entrerà comunque in vigore prima di 2 anni.

Si ricorda che sono considerati dati personali “tutte le informazioni relative a una persona, alla sua vita privata, professionale o pubblica. Un nome, una foto, l’indirizzo e-mail, gli estremi bancari, i post nei siti di social network, i dati medici, l’indirizzo IP. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea afferma che ‘ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano’ in tutti gli ambiti della propria esistenza: a casa, al lavoro, quando fa acquisti oppure segue una cura medica, negli uffici di polizia, su Internet”.

 

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