Antichi mestieri, creatività ed economia

 

Antichi mestieri, per ancorare la creatività all’economia

 

Sono molte le professioni da recuperare per poter sviluppare un’idea creativa e renderla economicamente vantaggiosa. I suggerimenti di una costumista e scenografa di successo per lavorare nel mondo della moda in tempi di crisi. Intervista a Graziella Pera, architetto e docente, creativa per vocazione

Studiare e acquisire professionalità, portare avanti un’idea vincente e credere nelle proprie capacità. Sembra essere questo, in epoca di crisi, il sistema per trovare uno spazio lavorativo economicamente convincente. In attesa di tempi migliori. È quanto suggerisce Graziella Pera, scenografa e costumista di successo.

La creatività è stata la sua ragione di vita professionale: messa da parte la laurea in architettura, ha dedicato tutte le sue energie alla creazione di costumi e di scenografie; per un breve periodo è stata anche stilista di alta moda, con il marchio Grace Pear.

Nel  mondo multicolore dello spettacolo si trova talmente a suo agio da non volere fare altro; poche le eccezioni, tra cui la docenza presso la Facoltà di Moda dell’università di Palermo. Graziella Pera ha firmato i costumi per molti film, lavorando per registi come Lizzani, Steno, Comencini, Capitani, Neri Parenti;  ha ottenuto il Premio Qualità per Ricomincio da tre di Massimo Troisi; innumerevoli gli spettacoli teatrali per i quali ha ideato i costumi:  dalla metà degli anni Settanta al Duemila al Bagaglino con Castellacci e Pingitore, quindici anni al Pouf con Lando Fiorini e tre al teatro La Chanson di Roma con Dino Verde e Don Lurio; e poi Albertazzi,  Insegno, Nichetti. Molte le commedie e i musical portati al successo da registi importanti e nomi ‘di cassetta’. E ancora, trasmissioni televisive rimaste nella memoria e presentate da  Renzo Arbore, Marisa Laurito,  Mike Bongiorno,  Gerry Scotti, per fare solo qualche nome.

Portano la firma di Graziella Pera anche i costumi del musical in 3D in preparazione, Giulietta e Romeo, per  la regia di Claudio Insegno, la cui anteprima nazionale  è prevista a Ferrara il 17 febbraio.

“È importante che gli antichi mestieri vengano tramandati” sottolinea Graziella Pera “e proprio in questo ambito si possono trovare spazi professionali interessanti, per fare in modo che  la parte creativa si ancori al mondo solido dell’economia. L’ideatrice di costumi e la stilista di moda, è questo anche il mio caso, preferiscono dedicarsi alla parte creativa, che non lascia spazio ad altro. Hanno però bisogno di produttori di stoffe, di esperti nel taglio e nel confezionamento di abiti, di ricamatrici e di pittrici su stoffa, di artigiane specializzate nell’applicazione delle perle, delle piume e delle paillettes. Sono, questi, mestieri tradizionalmente femminili e non a caso la famosa sartoria teatrale D’Inzillo è gestita con passione e competenza esclusivamente da donne. È necessario, inoltre, che qualcuno si occupi della gestione e dell’amministrazione della sartoria o, più in generale, dell’azienda creativa; che curi la distribuzione degli abiti, i rapporti con le produzioni, la comunicazione e l’ufficio stampa.  Il creativo non può dedicarsi a tutte queste attività, ha bisogno di supporti.  Andando a scuola ci si può orientare,  si può comprendere questo  mondo nel suo complesso e, nel frattempo, è possibile scegliere la specializzazione più idonea alle proprie aspirazioni e attitudini.“

Le opportunità lavorative. I suggerimenti di Graziella

Una professione di successo non si può improvvisare; è indispensabile che alla base vi siano la preparazione culturale, l’abilità tecnica, tanta esperienza e una buona dose di volontà. Il curriculum di Graziella Pera  parla chiaro: dopo la laurea in Architettura alla Sapienza di Roma (relatore Bruno Zevi) e l’iscrizione all’Albo professionale, ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento del disegno ed ha frequentato i corsi di oreficeria, ceramica, taglio e cucito, pittura su stoffa e lavorazione del pannolenci.  La scuola, dunque,  è la piattaforma ideale da cui partire; tra le articolazioni degli istituti tecnici nel settore tecnologico, vi è quella dedicata al Sistema Moda.

Volendo proseguire, c’è solo l’imbarazzo della scelta: l’Accademia delle Belle Arti, per quanto riguarda la pittura su stoffa e la scenografia, i vari corsi universitari per le altre attività creative. La Facoltà di Architettura di Firenze, ad esempio, prevede corsi di laurea in Progettazione della moda, in tutte le sue declinazioni: abbigliamento, design, tessuto, accessori, oreficeria e prodotti per lo spettacolo. Alla Bocconi di Milano ci si può iscrivere al corso di  Design della moda o alla Scuola di direzione aziendale sistema moda;  nell’ateneo di Bologna al corso di laurea di primo livello in Culture e tecniche del costume e della moda. Numerosi i master e i corsi di formazione organizzati  da enti e istituzioni lungo tutta la penisola. Nomi spesso prestigiosi  di Accademie di Moda, alle quali affidare la propria preparazione come stilista o come esperta di design.

Per aprire una sartoria si può partire da un periodo di apprendistato in un laboratorio del settore e frequentare un corso di formazione presso una scuola o un ente accreditato presso la Regione;  sono poche le formalità per aprire una bottega artigiana di piccole dimensioni. Quanto alle competenze, la sarta deve saper realizzare un abito per intero: scegliere il tessuto e tagliarlo secondo il modello da lei stessa realizzato, cucirlo ed apportare tutte le modifiche necessarie per renderlo impeccabile.
Altro mestiere nell’ambito della moda è quello della modellista, che può trovare un proprio spazio nelle aziende di abbigliamento: sulla base dello schizzo messo a punto dallo stilista, questa esperta realizza il prototipo di un abito e controlla che sia riproducibile a livello industriale, ricorrendo ad appositi programmi  di grafica. Anche in questo caso la formazione ha luogo presso le scuole professionali o frequentando i corsi di specializzazione dopo il diploma.

Per apprendere i segreti del ricamo e delle applicazioni di decorazioni di vario genere, è bene indirizzarsi verso le scuole di antica tradizione, situate di solito nei luoghi  diventati famosi per la particolarità delle lavorazioni tipiche. Si potranno in questo modo imparare i segreti di un mestiere diventato raro e considerato prezioso. Dotate di pazienza, di ottima vista e di senso estetico, le ricamatrici saranno in grado proporre la loro candidatura alle sartorie di alta moda  e a tutti quei laboratori nei quali sia richiesto un profilo di livello elevato.

Una professione che potrebbe svilupparsi ulteriormente nel futuro è quella del cacciatore di tendenze, o cool hunter, il professionista che analizza in modo creativo gli orientamenti della moda che provengono ‘dal basso’, estraendoli, per così dire, dalla strada, dai locali più frequentati e dalla vita quotidiana.

 

Daniela Delli Noci