Confartigianato Sicilia ha adottato il Codice Etico

Filippo Ribisi,Presidente di Confartigianato Imprese Sicilia

Confartigianato Sicilia ha adottato il Codice Etico

Un buon esempio che si spera apra la pista ad altre simili iniziative da parte del sistema Confartigianato come della Pubblica Amministrazione. Contro tutte le forme di illegalità, dalla corruzione alla mafia

D’ora in poi tutte le imprese aderenti a Confartigianato Sicilia saranno tenute ad applicare leggi e contratti di lavoro, a favorire la crescita professionale dei collaboratori e a salvaguardare la sicurezza sul posto di lavoro nonché a mantenere rapporti ispirati alla massima correttezza e integrità con la PA e con gli esponenti politici.

Contro i soprusi, la mafia, la collusione, l’illegalità ecco il nuovo Codice etico che è stato approvato all’unanimità dalla Giunta regionale di Confartigianato Imprese Sicilia. Composto da quattro articoli principali, esso impegna tutte le aziende associate, nonché i dirigenti di Confartigianato, al rispetto di norme di comportamento fondamentali per il buon andamento di un’attività economica.

Tra le regole da rispettare, ci sono:

 

  • –    L’obbligo di segnalazione immediata agli organi competenti, di anomalie, abusi e pressioni di qualsiasi tipo da parte di organizzazioni illegali e mafiose;
  • –    Il sostegno a chi denuncia fenomeni di illegalità attuati dai rappresentanti della Pubblica Amministrazione;
  • –    La sospensioni delle imprenditrici e degli imprenditori associati che pagano il pizzo senza denunciarlo;
  • –    L’espulsione di chi seguita ad assecondare richieste di estorsione e di chi è colluso con le organizzazioni criminali;
  • –    L’obbligo della diffusione della cultura della legalità promuovendo iniziative sul territorio.

Il Presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, Filippo Ribisi, durante la presentazione del Codice etico, ha dichiarato: “se per le nostre imprese il Codice significa mantenere rapporti di correttezza ed integrità con la PA e le istituzioni,  bisogna che anche la Pubblica Amministrazione si doti di un codice etico. Ma, per fare questo, bisogna essere credibili, dando l’esempio. Se un’impresa sana non paga entro la scadenza i propri contributi per una momentanea mancanza di risorse – dovuta anche ai ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione – per quale ragione lo Stato, attraverso il suo sistema burocratico, si può permettere di non rilasciare il Durc mettendo a repentaglio la vita dell’impresa e il livello occupazionale? È necessario un rinnovamento anche nella classe politica, ispirato a correttezza di comportamenti nei confronti dei cittadini. È arrivato il momento di parlare di Etica come principio fondamentale nel quale la società di oggi deve cominciare a riconoscersi, e fare una grande inversione di marcia culturale”.
Alla presentazione del Codice, a Palermo, erano presenti anche il Presidente nazionale di Confartigianato Imprese Giorgio Guerrini, il Vice Presidente Giorgio Merletti e il Segretario generale Cesare Fumagalli. Il Presidente Guerrini ha assicurato pieno sostegno nei confronti di Confartigianato Imprese Sicilia: “proprio da questa regione, dove sono più acuti i problemi connessi alla legalità, abbiamo voluto aprire la strada per iniziative analoghe in altre realtà del sistema Confartigianato. L’illegalità non è un male inguaribile. La speranza di sconfiggerla è affidata a tutti noi e l’associazionismo ha la grande responsabilità di cambiare le cose, di rimuovere gli ostacoli che, soprattutto nel Mezzogiorno, scoraggiano le aspirazioni imprenditoriali e impediscono che si crei un ambiente economico sano e vitale”.

Il varo del Codice Etico rappresenta una grande svolta per il sistema imprenditoriale siciliano e si spera che gli auspici del presidente trovino una concreta realizzazione nel tempo e che tale idea fondante si diffonda come un virus sì, ma totalmente, veramente benigno.

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