Il canone RAI per i computer: una nuova tassa

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Una nuova tassa per le imprese e i lavoratori autonomi: il canone RAI per i computer

Imprenditrici ed imprenditori, in piena crisi economica, anziché essere aiutati con la detassazione, vengono addirittura gravati da questo nuovo balzello da 980 milioni di euro che si applicherà ai PC, ai videotelefonini, ai sistemi di videosorveglianza

Entra a far parte del canone speciale sulle imprese anche il possesso di un PC, in quanto, attraverso questo, basta collegarsi alla pagina Rai di internet per scaricarne i programmi. Questa la motivazione con la quale il fisco italiano ha dato il via alla nuova tassazione che sta provocando la rivolta di tutta la Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti).

Il canone speciale Rai è dovuto dalle imprese per via di un Regio Decreto del 1938 (il n. 246, che alleghiamo all’articolo) – quando ancora la TV neanche esisteva, figuriamoci il PC. Eppure grazie ai cavilli burocratici di chi ci si vuol proprio impegnare per strizzare i contribuenti, ecco che sulla base di questo Regio Decreto (e il re ha fatto in tempo ad essere deposto, esiliato, i suoi eredi a tornare in Italia dopo decenni), alle imprese e ai lavoratori autonomi viene imposto un tributo sul possesso di “qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv, inclusi monitor per il PC, videofonini, Ipad, videoregistratori, sistemi di videosorveglianza”.

Poiché è impossibile oggigiorno avere un’impresa o un lavoro indipendente senza almeno uno di questi strumenti, ecco che si abbatte sulle teste di chi dovrebbe essere aiutato dallo Stato a superare la crisi, un’imposta che va da un minimo di 200 a un massimo di 6.000 euro l’anno.
Secondo i calcoli di Rete Imprese Italia, 980 milioni di euro che sborseranno quasi 5 milioni di aziende.
E chi non paga sarà soggetto a pesanti sanzioni, poiché tutte le imprese saranno sottoposte a controlli da parte degli organi di vigilanza.

Le imprese della Rete italiana dichiarano che “quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono ‘tassati’ strumenti come i computer che gli imprenditori utilizzano per lavorare e non certo per guardare i programmi Rai. Tanto più se si considera che il Governo spinge proprio sull’informatizzazione per semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e ingiustificato”.

A questo punto Rete Imprese Italia chiede l’intervento del Governo e del Parlamento per esonerare le aziende dal pagamento del canone tv e invia una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, per sollecitare “l’esclusione da qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di lavoro per le aziende, quali computer, telefoni cellulari e strumenti similari”.

 

Cos’è il canone speciale RAI

Si tratta di un canone diretto specificamente alle imprese. Lo devono pagare coloro che hanno uno o più apparecchi “atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto”.
Poiché ovviamente le imprese e i lavoratori autonomi hanno uno scopo di lucro (sembra una brutta parola, ma in realtà indica il giusto bisogno di chi lavora di guadagnare) ecco che rientrano tutti in questa dicitura.
Inoltre, il canone viene stipulato in base a un indirizzo, per cui è dovuto il pagamento della tassa anche più volte, se un’impresa o un lavoratore autonomo ha più di un apparecchio tecnologico (attenzione: non un apparecchio tv ma un qualsiasi apparecchio che possa ricevere il segnale tv, dunque praticamente ogni apparecchio digitale, videotelefonini compresi) tenuto in posti diversi: casa, ufficio, sedi distaccate, automobile, ecc.. Se si hanno più filiali, se si hanno più negozi, se si hanno più sedi aziendali si dovrà pagare un canone per ciascuna sede o negozio. Basta fare due calcoli per comprendere l’entità del danno che imprenditrici e imprenditori, lavoratrici e lavoratori dovranno affrontare.

Ed ecco, qui sotto, i canoni speciali per il 2012 da pagare ai quali – ulteriore beffa – va aggiunta l’IVA del 4% (bontà loro):

A) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari a o superiore a cento:

Canone:

  • Annuale – Euro 6.696,32
  • Semestrale – Euro 3.416,48
  • Trimestrale – Euro 1.776,56

di cui IVA:    Euro 257,55    Euro 131,40    Euro 68,3

B) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere inferiore a cento e superiore a venticinque; residence turistico-alberghieri con 4 stelle; villaggi turistici e campeggi con 4 stelle; esercizi pubblici di lusso e navi di lusso:

Canone:

  • Annuale  –  Euro 2.008,91
  • Semestrale   – Euro 1.024,95
  • Trimestrale – Euro 532,98

di cui IVA:    Euro 77,27    Euro 39,42    Euro 20,50

C) alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari o inferiore a venticinque; alberghi con 4 e 3 stelle e pensioni con 3 stelle con un numero di televisori superiore a dieci; residence turistico-alberghieri con 3 stelle; villaggi turistici e campeggi con 3 stelle; esercizi pubblici di prima e seconda categoria; sportelli bancari:

Canone:

  • Annuale – Euro 1.004,44
  • Semestrale – Euro 512,47
  • Trimestrale – Euro 266,49

di cui IVA:    Euro 38,63    Euro 19,71    Euro 10,25

D) alberghi con 4 e 3 stelle e pensioni con 3 stelle con un numero di televisori pari o inferiore a dieci; alberghi, pensioni e locande con 2 e 1 stella; residenze turistiche alberghiere e villaggi turistici con 2 stelle; campeggi con 2 e 1 stella; affittacamere; esercizi pubblici di terza e quarta categoria; altre navi; aerei in servizio pubblico; ospedali; cliniche e case di cura; uffici:

Canone:

  • Annuale    Euro 401,76
  • Semestrale    Euro 204,97
  • Trimestrale Euro 106,59

di cui IVA:    Euro 15,45    Euro 7,88    Euro 4,10

E) strutture ricettive (*) di cui alle lettere A), B), C) e D) con un numero di televisori non superiore ad uno; circoli; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; studi professionali; botteghe; negozi e assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici non esenti dal canone ai sensi della legge 2 dicembre 1951, n 1571, come modificata dalla legge del 28 dicembre 1989, n. 421:

Canone:

  • Annuale    Euro 200,91
  • Semestrale    Euro 102,50
  • Trimestrale Euro 53,30

di cui IVA:    Euro 7,73    Euro 3,94    Euro 2,05

(*) sono: Alberghi,Motels, Villaggi-albergo, Residenze turistico-alberghiere, ecc. (DPCM 13/09/2002)

Importi dei canoni speciali alla RADIO per l’anno 2012
(Canone + IVA 4%)

Il canone e’ stato unificato per tutte le tipologie e categorie.

Canone:

  • Annuale    Euro 29,54
  • Semestrale    Euro 15,07
  • Trimestrale    Euro 7,84

di cui IVA:    Euro 1,14    Euro 0,58    Euro 0,30

Per la detenzione di apparecchi nei cinema, cinema-teatri e in locali a questi assimilabili, oltre al canone base è dovuta una maggiorazione per posto.

Nella dichiarazione dei redditi del 2012 (ai sensi dell’art. 17 del D.L. 201/2011, che alleghiamo all’articolo) tutte le imprese devono indicare il numero di abbonamento speciale alla Rai per la detenzione degli apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.
Il canone è però deducibile se sussistono i presupposti fiscali ai sensi del DPR 917/1986 (che alleghiamo all’articolo).

Allegati

pdf Opuscolo-informativo-Canone-RAI.pdf
pdf Regio-Decreto-246-1938.pdf
pdf DPR917-1986.pdf
pdf DL201-2011.pdf

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